Ma lo sai che piove?
Da ieri, e non ha mai smesso.
Sento la terra che l'assorbe, gli alberi che la bevono. La sorseggiano lentamente, e si lavano in quelle piccole e costanti gocce che vengono giù come lacrime lievi, morbide.
Sento il profumo dell'erba bagnata, quella che ancora per poco resisterà alla brina.
Sento gli alberi ingiallire mentre la collina acquista i suoi colori d'autunno: il rosso, il giallo, il colore dei rami spogli dalle foglie che ora son posate a terra a far da tappeto ai miei passi.
L'ossequio della natura a chi la ama.
Sento il freddo. L'acqua che si posa e scivola sulla mia pelle lasciando strisce lucide, riflettenti.
Sento le montagne, queste mie, innevate e gelide, so di castagneti ormai bianchi in cui infilare le mani fra i ricci a prendere i frutti. So di vipere che ormai si nascondono e dormono, e non sono più pronte a colpire.
Sento la città assopita risvegliarsi fra le pozzanghere, agitarsi frenetica fra traffico e nuvole. La sento e la voglio sentire e confrontare.
La mia città post-moderna, sempre in bilico fra l'essere altera e il mostrarsi puttana.
Sento la voglia di andare là dove ho lasciato un pezzo di me, per dimostrare a me stessa di potermi riprendere quello che ho dato pur lasciandolo a chi l'ho donato. Sento la voglia di averne percezione.
Sento che ci saranno altre città, e altre montagne, e altri viaggi.
Sento il bisogno di affidarmi, di lasciarmi stare, di coccolarmi.
Da ieri, e non ha mai smesso.
Sento la terra che l'assorbe, gli alberi che la bevono. La sorseggiano lentamente, e si lavano in quelle piccole e costanti gocce che vengono giù come lacrime lievi, morbide.
Sento il profumo dell'erba bagnata, quella che ancora per poco resisterà alla brina.
Sento gli alberi ingiallire mentre la collina acquista i suoi colori d'autunno: il rosso, il giallo, il colore dei rami spogli dalle foglie che ora son posate a terra a far da tappeto ai miei passi.
L'ossequio della natura a chi la ama.
Sento il freddo. L'acqua che si posa e scivola sulla mia pelle lasciando strisce lucide, riflettenti.
Sento le montagne, queste mie, innevate e gelide, so di castagneti ormai bianchi in cui infilare le mani fra i ricci a prendere i frutti. So di vipere che ormai si nascondono e dormono, e non sono più pronte a colpire.
Sento la città assopita risvegliarsi fra le pozzanghere, agitarsi frenetica fra traffico e nuvole. La sento e la voglio sentire e confrontare.
La mia città post-moderna, sempre in bilico fra l'essere altera e il mostrarsi puttana.
Sento la voglia di andare là dove ho lasciato un pezzo di me, per dimostrare a me stessa di potermi riprendere quello che ho dato pur lasciandolo a chi l'ho donato. Sento la voglia di averne percezione.
Sento che ci saranno altre città, e altre montagne, e altri viaggi.
Sento il bisogno di affidarmi, di lasciarmi stare, di coccolarmi.
La bellezza di tutto questo giallo e rosso e marrone che muoiono all'inverno fa uno strano effetto anche a me.
RispondiEliminaQuasi quasi mi rende felice...
Gli occhi sono felici, e non è poco.
RispondiEliminaSi riempiono di colori e di suoni, di profumi e sapori.
E aspetto il bianco.
Signora, io adoro le tette delle donne, amo il bianco e sono idiosincrasico come te nei confronti dello stare a raccontarsela....nell'infiocchettare troppo i fatti....Se ne sono viste tante....troppe, direi..... :) La natura è il tripudio pacato di un ritorno,mai uguale a se stesso, ma pregno dell'idem col sovrapprezzo della consapevolezza. La ciclicità ha ragione della linearità. Così stare qui è strano,ma è come sentirsi a casa. E' significativo che tu possa felicemente identificare l'essenza bifronte della tua città,altera e puttana, un po' come lo sono certe persone -bene e -male- dette,come pure aspettare tranquillamente il bianco,che pure annulla i colori e quei colori, che tanto già gusti con gli occhi, essendone però la somma e tripudiante sintesi. Ed è di nuovo e subito ciclicità. Come la natura, come quando fuori piove......
RispondiEliminaRiuscire a percepire cio' che e' intorno a noi senza perderci nella nostra mente, e' una grande dimostrazione di consapevolezza e di profondita'. Una empatia tra cio' che e' fuori e cio' che e' dentro.
RispondiEliminaLuce dei miei occhi...
RispondiEliminaogni parola aggiunta a questo post suonerebbe superflua e ridondante!
Prenditi il tempo per amarti e coccolarti, e troverai altre città, altre montagne e altri viaggi... e la solita stupenda Te Stessa!
Un Abbraccio!
Riccardo
che roba
RispondiEliminaTerminator.
RispondiEliminaDecidi: o fai il login o sprechi lettere e ti firmi. Oppure blocco gli anonimi e allora altro che sentirsi a casa..:)
Unaccountlibero.
Le uniche altre parole che oggi mi sento di aggiungere a quel che ho scritto sono : e piove ancora, che bello! Mi prendo tutto il tempo che mi serve, così mi confondo in mezzo a tutta questa girandola di pensieri che ho e...e che ne so.
Grazie.
va bene! m'ero già sloggato,ma non me n'ero accorto... :)
RispondiEliminaE lo so che piove, altrochè se lo so!!
RispondiEliminaSe blocchi gli anonimi io poi come faccio???
Ste72
ciao a tutti sono nuovo!!!!!!!bello questo blog mi piace......venite a visitare il mio..c'è poco ma ne vale la pena
RispondiEliminaSentivo il bisogno di coccolarmi, e riportare alla mente qualche situazione..ho fatto lo strudel per questo...
RispondiEliminaMa lo sai che piove anche qui?
ti abbraccio
Io adoro lo Strudel
RispondiEliminaSte72
Adesso puoi anche bloccare gli anonomi :)
RispondiEliminabella la pioggia e bello l'autunno.
RispondiEliminaquasi sento i semini dell'erba crescere. (non è vero. li ho seminati da due settimani e i fottuti bastardi non sono ancora germogliati).
però l'autunno è bello davvero.
Sono.. Immagini splendide.
RispondiEliminaMagnific*
Sorrido
light,ho letto il tuo commento.leggerlo e' ancora piu' emozionante che sentirlo raccontare.beh,da quelle mani non puo' che uscire una grande prosa.
RispondiEliminaIlTitto
RispondiEliminaE' che fatico a non vedere quell'immagine costantemente davanti agli occhi, sai.
E quindi la scrivo, e la vedo e la sento e la sento e la sento.
B*ella
La prossima volta per te torta alle nocciole.
Ste tu niente dolci, e lo sai!
Folletto
E' quello che sento con gli occhi.
Cinas
Secondo me i colombi ti hanno mangiato i semini, sai...
...anch'io...
RispondiElimina:-)
saluti.
Che affermazione criptica, alchimia :-)
RispondiEliminaCiao.
ehheehhe e poi chiacchieri di me
RispondiElimina;)...kiss
bellissimo l'autunno...e il sentirsi la pioggia scorrere addosso...
RispondiEliminaè così erotico questo istante
non c'è al mondo città più bella malinconica e feroce della nostra in autunno!
RispondiEliminaciao
Terrasterilis
RispondiEliminaNiente di più bello della nostra città, in autunno.
Incomparabile.
venerdì, una luce tagliente obliquia dalla gran madre illuminava pz. vittorio, il monte dei cappuccini in mezzo ai colori dell'autunno, le vie del centro con i vecchi tram verdi del centenario, era tutto di una bellezza, quasi dolorosa
RispondiEliminaquasi fosse troppo
quasi fosse per pochi!
obliquia :) scandaloso sono pardon
RispondiEliminaobliqua
Mi piace questo tuo sentire la città, terrasterilis.
RispondiEliminaScandalosamente bella e puttana, una puttana per pochi.
si!
RispondiEliminainvece mi piace sapere, che c'è qualcuno oltre me, che aspetta il bianco :)