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domenica 26 giugno 2011

Senza titolo 433



I'm a dreamer



 



e tu, tu lo sai fare?

farti prendere da quell'attimo che gli occhi visualizzano come follia mentre gli altri sensi si allertano e sfrigolano

dire sì senza esitazioni



sai quei pensieri che colgono alla sprovvista

quelli che fottono il pragmatismo aggirando ostacoli e sbarramenti e schiere di forse

quelli che mettono al bando il condizionale e fanno buttare al vento esitazioni e impegni

lo sai fare?

io sì



 

mercoledì 18 maggio 2011

Senza titolo 431



like butterflies in my stomach



 



a little bit confused

c'è che non so cosa fare

non so se contrastare, riderci sopra per sdrammatizzare e magari anche far perdere la pazienza, scappare a gambe levate o semplicemente lasciar fare e lasciarmi portare

ho mille migliaia di milioni di pensieri che mi fanno sorridere ma che qualche volta mi si fermano fra i denti e le labbra, quando la sensazione di essere circondata da aspettative mi prende; non di meno mi angoscia l'idea vaga di farle mie, queste aspettative

non ho soluzioni a portata di mano
neanche una bacchetta magica, mio malgrado

non ho niente che mi possa far decidere se quell'aridità di sentimenti di cui mi faccio vanto sia effettiva oppure una fragile copertura di un passato che, per quanto a volte brusco e fastidioso, voglio tenere  con me

c'è solo questo frrrr che mi arrotola la lingua e mi stampa quel sintomatico sorriso trattenuto che mi fa languore e rabbia perché so cosa nasconde

ecco

 

lunedì 2 maggio 2011

Senza titolo 429




good taste


 



per caso
senza ricerca

ci sono ciotoli che conducono da qualche parte che non so

briciole che non sono neanche così convinta di aver lasciato io
devono aver segnato una strada

una sequela di non so e non ricordo
qualche no accennato ché non si sa mai
e una risata che scappa dai denti

domande che si fanno sempre più strafottenti
un rossore accennato e imprevisto
richieste alle quali non so dare risposta e lasciarmi senza parole è un segreto svelato ai miei occhi

non so

c'è qualcosa che mi lascia perplessa
ma va bene così

io non voglio sapere tutto
io non sono per tutti

e mi piace

 

mercoledì 6 aprile 2011

Senza titolo 425




blood

 





è un passaggio profondo, che mi ha segnato molto. ne avevo parlato nel 2008 su un blog molto bello, l'unico blog non [solo] mio a cui io abbia partecipato.
mi piace, è mio, è qui.
ecco.


 










Apro un varco nello stomaco stando attento a non stracciare la pelle.



 



Incido una Y risalendo verso le cavità glenoidee, a destra e a sinistra.



 



Scosto i lembi e vedo dentro un Universo immobile e attendo il Caos.



 



Non lo aspetto a lungo: mi salta in mano il fegato accompagnato da un reflusso di bile come spinto con forza da mille omini piccoli e ignobili.



 



Si solleva lo sterno e mi scopre i polmoni, contratti e espansi sotto la cassa toracica.



 



                    Oh, il cuore.



 



Tutti corrono intorno al cuore: globuli rossi a iosa, i bianchi che montano di guardia armati di fionde cariche di piastrine, si allungano anche i villi verso il moribondo, l'esofago si stringe e neanche la saliva riesce a passare oltre.



 



Mi guardo le mani. Opera mia, questa vita. Plasmata con queste mani, afferrata e raggrumata fra le dita che si spostano gravi e incidenti sopra ogni cosa.



 



                    Che io segno. Io. Sempre. Segno.



 



Guardo le mani e sono mie. E le guardo mentre si avvicinano a questo enorme buco dal quale inizia a defluire sangue e qualcosa.



 



Si infilano dentro e scavano, scuotono, muovono e scompongono.



 



                    Mischiano dentro.



 



                    E si avvicinano al moribondo. Lo stringono.



 



Apri. Chiudi.



 



Apri. Chiudi.



 



                    Tum. Tum. Tum. Tum. Tum.



 



 



Ora sono pronto.




 



 



<<Sacrosantamente vero>> borbottò Fratellino. <<Nessuno vale i tuoi stivali. Neppure il maresciallo maggiore Edel. Sei il più bel soldato dell'esercito>>




 


.



.


 


di che cazzo stai parlando?: avermi dentro

lunedì 7 marzo 2011

Senza titolo 422





rewind


 



non c'ero, ero fuori, ero via.

passi che calcavano altri passi e pensavo a niente di divertente, e invece.

lui: signorina (!) vuole polpi vivi?

signorina: no grazie (espressione di terrore mista a pena per l'animale)

lui: e va bene, se vuole glieli uccido!

signorina: disgraziato (e ride)






ché poi davvero allontanarmi da casa per me è sempre un sacrificio, mi sento strappata e.

ma basta partire che le cose cambiano, o forse semplicemente mi rassereno pensando che tutto ciò che lascio temporaneamente rimane lì, immutato, così come l'ho lasciato.

rimane in attesa di me.

mi aspetta.

e quindi rido e giro e parlo e mi scappa anche la voglia di fare foto. a me. di me.



 



per sempre non esiste
esiste sempre
esiste soprattutto mai


-breve dialogo fra un uomo e una donna in una notte di mezza estate-





 

domenica 26 settembre 2010

Senza titolo 407





vedi alla voce: amore


 



a david grossman devo il titolo.

ho questo libro fra le mani da almeno due mesi; non riuscivo ad andare avanti, bloccata forse dai troppi voli pindarici contenuti nella trama ma anche dalla  fatica che provavo a leggere di dolori altrui, di male, di umanità disumana.
ferma nella non ricercata volontà di non occuparmi d'altro che non fosse me stessa, intensamente presa dal girarmi intorno al fine ultimo di creare un gorgo pronto a risucchiare anche l'ultima volontà esterna di inserirsi in ciò che è mio.
tutto mio.
poi, d'un tratto, la svolta. mangio le pagine. mastico parole. mi immedesimo in quei disgraziati che non hanno neanche avuto la possibilità di urlare perché il fiato dovevano conservarlo per trattenere la fame.

vedi alla voce amore.

vedo anche io alla voce amore, trovo righe non scritte.
ci sono segni incomprensibili agli occhi di oggi.
non capisco, forse.
ritorno indietro di qualche pagina e mi pare di leggere qualcosa.
vado avanti, mi manca solo di imparare a non scappare. trattenere. respirare. trattenere.

vedo alla voce amicizia e ci trovo dentro stille deliziose.

parole morbide e azioni non richieste, forzature fatte da chi sa di poterle fare.
c'è chi mette il piede fra i battenti delle mie porte non permettendomi di chiuderle e oggi, con gli occhi lucidi e un sorriso sulle labbra, non posso che ringraziare con tutto l'affetto che posso.
perché non ho bisogno di chiedere niente, perché posso contare su persone alle quali basta guardarmi per comprendere cosa mi succeda dentro, perché mi ringraziano di averle fatte entrare a partecipare al mio disordine e mi fanno sentire piccola e tenuta per mano

vedo alla voce affetto e non mi lascio sfuggire il calore che questi tre cuccioli mi danno.
il piccolo trip sta cambiando i dentini, bios inizia a sopportarlo, kill è guarito.
tre caramelle appiccicose la cui unica preoccupazione è starmi vicino.
e io me le tengo strette.

poi cerco nel cuore.

splash.


 

sabato 14 agosto 2010

Senza titolo 402




e poi, la notte

 




la bellezza dei temporali estivi è che arrivano all'improvviso

colgono di sorpresa

le nuvole arrivano veloci, in silenzio coprono il sole facendo aumentare il calore

il vento, d'un tratto

e poi giù tutto


e ancora silenzio

martedì 20 luglio 2010

Senza titolo 400




the bad company


 



la dimensione del sogno, ecco cosa è stato.

vedere quelle espressioni di attesa nervosa, cauta e forse anche un po' impaurita
sentirne le voci, o i silenzi, o i sospiri
avere tatto senza mani e vista senza occhi
tirare giù le paratie
lasciarsi e prendersi e mischiarsi

questo è stato il clima di quel venerdì iniziato giorni prima, fra bambole cucite a mano -perché un tossico che usa l'ago per cucire e non per farsi è grandioso, davvero- e clown che non avevano bisogno del trucco per strappare un sorriso.

fra famiglie che finalmente ritrovavano figli e mariti e padri come se fosse un giorno normale proprio dove la normalità è fuori norma, un giorno in cui ci si tocca e ci si abbraccia senza timore d'essere fraintesi e si mangia tutti insieme.

e si scambia conoscenza e dolcezza, terrore nascosto in qualche sguardo, speranza, voglia di esserci anche domani -ché domani non è mai certo quando è la spada ciò che si ha sempre in mente- e parole, infinite parole, date a sconosciuti solo perché si è lì e si condivide.

ho parlato con una madre
ho parlato con una moglie
ho parlato di dolore con il sorriso sulle labbra e gli occhi lucidi
ho ballato con i miei ragazzi, che miei non sono ma anche sì
ho cantato e mi sono stesa con loro sul prato
fianco a fianco
a guardare il cielo nero
illuminato da dentro

 



http://thebadcompany.wordpress.com

domenica 13 giugno 2010

Senza titolo 397






la matematica è un'opinione
 

mercoledì 9 giugno 2010

Senza titolo 396




della consapevolezza e altre virtù


 



ho letto parole che mi sono piaciute molto, oggi.
parole di una donna che piano sta chiudendo un cerchio, piano ne aprirà un altro, ma nel frattempo si riprende tutto ciò che è suo e ricomincia a sorridere.

sorride e sputa
sputa e sorride

conoscere la fatica di non lasciarsi andare alla necessità di piangersi addosso mi ha facilitato la vicinanza e la comprensione di ogni piccola sfaccettatura, ché in fondo l'esperienza condivisa seppur diversa crea un filo sottile che difficilmente si nota ma -quando diventa evidente- ancor più difficilmente si spezza.

e mi accusa di aver sempre ragione.
mi chiama perfettina del cazzo. e a me viene da ridere perché da un certo punto di vista è vero che sono una perfettina del cazzo e però detesto la perfezione e anche avere sempre ragione.
e anche su questo si ride, di quel riso dal sapore malinconico ma pieno, vero. pulito.

c'è che ogni tanto mi capita di parlare di una persona, portandola -guarda un po' che caso- sempre ad esempio del classico cretinetti da due soldi che riesce ad intortare riuscendo a muovere la leva delle fragilità più fragili, abbassando quel tanto che basta la soglia di difesa per insinuarsi come una larva innocua e scavare, scavare.
e no, non ci fa una bella figura, neanche nei miei ricordi.

e poi c'è lui. c'è sempre.




 

domenica 2 maggio 2010

Senza titolo 392





casa è dove è il tuo cuore -reloaded-

 



la pioggia scende giù a sciacquare l'aria satura, elettrica
tutti i rumori sono coperti dallo scroscio costante e inclemente
così tanto forte da farmi chiudere gli occhi

due giorni passati fuori città me ne hanno fatto sentire la mancanza
l'orto, il bosco, gli animali
tutto bello, anche la vipera che è spuntata fuori dal muretto a secco
e i grappoli di glicine profumato, trampolino per le formiche
il fresco umido da pelle d'oca e il profumo delle foglie bruciate

i ricordi di bambini e incontri sempre nuovi
vite che seppur vicine si allontanano per poi stringersi di nuovo
come se non fosse passato alcun tempo
come se fossimo ancora noi a correre nel bosco

nel frattempo qualcuno non c'è più
ma davanti ad un caminetto acceso se ne parla sorridendo, ricordando i momenti belli
eri già bella appena nata, dice la zia
eri la bimba più bella della clinica
e ci scappa un sorriso un po' malinconico

un bacio accompagna la promessa di stare insieme più spesso
e si va


 

domenica 11 aprile 2010

Senza titolo 389





it happens


 




che poi, dico io, c'è questo mare di cose qui dentro che a metterle fuori tutte sarebbe un puttanaio tale da rischiare di essere accusata di disastro colposo, se non preterintenzionale.
una fattispecie delittuosa, direbbe il giudicante.
ma poi, dico io, dovrei rischiare di affogare da sola, o no?
se c'è un mondo che chiede di sapere dove vadano a finire le onde e io apro le mani e lascio fluire, potrei essere considerata colpevole?
ma, soprattutto, dovrebbe strafottermene qualcosa?

 






 



ero lì a considerare se effettivamente ne avessi voglia.
tipo: ora dormo, se mi sveglio in tempo mi preparo, e bon.
ma, tanto per dire, avevo anche puntato la sveglia.
doccia -ma tanto mi sarei lavata comunque, ché l'aria d'ufficio al venerdì pomeriggio è da sciacquare via-
trucco -cristo, la cosa più brutta del trucco arriva alla sera, quando devi levarlo via. la prassi della salviettalattetonicoidratante alla mia tenera età ancora continua a darmi noia-
truccata e con il pigiamino addosso. va' che mi vesto -hai ancora cinque minuti per chiamarlo e dirgli una cosa qualsiasi, tipo il gattino ha la cistite e non posso uscire no no no-
nel frattempo apro il cassetto delle sorprese e saltano fuori slip e reggiseno.
mi vesto, vado a fare un giro.
i cinque minuti sono passati.
.
effettivamente ne avevo voglia
.

 






spara juri spara.
guarda quante piume ci sono qui.
hanno il sapore di cuscini sprimacciati.
hanno il profumo di lenzuola stese a terra.
e parole strascicate in respiri tesi e bisogno di conferme senza parole.
e luccicanza, ma quanta.
così, per caso.







e anche se unisci i puntini non riesci a trovarne il senso compiuto
perché a me oggi piace così



 

lunedì 22 marzo 2010

Senza titolo 387




 



plush


 



bella questa primavera che inizia con una pioggia leggera
sai quelle che sembrano innocue e invece in pochi minuti ti lasciano fradicia
una primavera di quel fresco che spero duri tanto
che mi lasci le calze addosso
che mi faccia stringere nel cappotto

ho il silenzio dentro
ma sento che si stanno stracciando i lembi
è un silenzio tirato
agitato e lento
fatto di ore andate a perdersi dietro a ricordi
di nodi da legare ancora
e di fili da lanciare e da ricevere
un silenzio con molto senso

c'è che mi sento colma
e che forse è il momento che mi lasci andare
che i muscoli tesi a prescindere dalla mia volontà si distendano
è il tempo di offrirsi
forse

che poi le cose accadono
diffido delle ricerche e delle aspettative
e delle persone che cercano e si aspettano sempre qualcosa
do ut des
che schifo
io voglio dare me
perché lo voglio
perché è una mia esigenza
perché sono profondamente egoista

tutto accade
la felicità la tristezza la solitudine la malinconia la voglia
il desiderio imposto diventa solo bisogno sterile
io sono fatta di necessità
di cose alle quali posso rinunciare solo rinunciando ad una parte di me
di elementi che possono diminuire in quantità e intensità
ma mai sparire del tutto

mischio tutto quel che ho a quel che mi manca
ne faccio un cibo delizioso
e me ne nutro quando ho fame
sempre

sempre così confusamente limpida







 

lunedì 1 marzo 2010

Senza titolo 384


 

touch me





farmi prendere dalla lentezza.

lascio per terra, insieme ai vestiti, la parte di me ufficiale e formale, quella che va di fretta e parla e si confronta e si scontra; me ne spoglio come di un abito stretto.

i pensieri diventano regali al mio amor proprio.
fanno giri di ruota e salti mortali evitando ogni tranello dell'anima, non cedono al rancore affrancando il sorriso dal malessere imperante.

guarda, la bellezza.


°

 


e nel frattempo tutti i perché vanno a farsi fottere
ché di risposte non ho bisogno, non ora, non qui
ma quanto mi piace

 

domenica 14 febbraio 2010

Senza titolo 382





 


revenge is a dish best served cold




è quel senso di assoluto privato ciò di cui sentivo la mancanza.

il bisogno di costruire un altro castello in cui perdermi e affogare e risvegliarmi da sola senza il peso impalpabile dato dall'assenza di qualcosa o di qualcuno o di.

ché qui ci sono io.
che non mi basto, no, e neanche mi accontento. piuttosto, mi comincio.

la mia nuova casa non conosce niente, è una bambina.
non ha avuto amori
non ha avuto cazzate
non ha avuto bugie
non ha avuto dolore né tristezza

la mia nuova casa è un foglio bianco, è innocente
è limpida e languida, si lascia sfiorare senza scostarsi, si fa guardare e si riempie ogni attimo di più.
ha cassetti che esplodono, immagini che si arrampicano sulle pareti viola, silenzi interrotti da sospiri.

è mia.

 





aggiungerei il video in cui the bride, nella chiesetta affiancata dai due pini, viene raggiunta da bill e dalla deadly vipers assassination squad.

all'apice del mio masochismo, dice bill mentre le spara.

fottiti, pensa sicuramente lei.

e poi come è andata si sa.

ché le cose, a volte, basta volerle davvero.

domo arigato







domenica 7 febbraio 2010

Senza titolo 381



 

ma quanto mi piace




rimango sorpresa quando qualcuno, a distanza di tempo, mi parla di noi.

ha detto: ...ma era troppo interessante (anche se ancora più disagevole) per me capire come tu sia dentro altre persone, come ricordo e come frammento, scheggia restata dentro. e come altre, dall'altro punto di vista, persone ti siano dentro come schegge, frammenti di uno specchio rotto. di un caleidoscopio, di un dagerrotipo. tutti e due voi eravate prepotentemente belli insieme.

e io, non ostante la mia ormai nota propensione alla confutazione dei dati di fatto che a  volte sfiora la polemica, non me la sono sentita di dar contro o smentire.

perché ci credo.

mi pare così strano questo passare del tempo che queste incredibili e repentine incursioni in un passato così recente dal sentirlo presente mi lasciano a bocca aperta.

è che ti sento dentro come una ballerina nel carillon, mi basta tirar su appena un poco il coperchio per essere circondata da un suono lieve e delizioso e gli occhi si riempiono di tutta la cosmogonia e sulle labbra si affaccia il tuo nome e la delicatezza si impasta all'irruenza.

chissà cos'è la magia, se non questo.

questo averti fra le mani e lasciarti scorrere, questa volontà di non fermare il tuo fluire denso in ogni piccolo istante della mia vita, la tua capacità di stupirmi e di prendermi alla sprovvista, quando meno me lo aspetto, quando mi sento altrove.

sento il tuo fiato sul collo, così pregnante che è impossibile pensare che domani tu possa non esserci.

ti soffio e ti mischio e ti allontano ma non riuscirei a confonderti neanche se volessi.

e, in verità, non voglio rinunciare alla tua bellezza.

mai.


.




sabato 30 gennaio 2010

Senza titolo 380


 


cose buone





come una caramella fondente che si scioglie in bocca, lento e avvolgente questo sapore di nuovo mi prende

senza fretta, stranamente

con quei movimenti languidi e lenti che ho imparato col tempo ma che dimentico di usare quando mi lascio sopraffare dalla voglia di avere tutto e subito

 





sai quelle cose che da bambino ti sembravano una delizia?

ci pensavo l'altra notte, quando il piumone mi si attorcigliava addosso e i gatti non sapevano cosa fare per farmi stare ferma

a me piaceva l'aspirina per bambini: se mia mamma distrattamente la lasciava a portata di mano ne facevo fuori blister interi, mettendole in bocca e succhiandone quel gusto dolce con sottofondo acidulo
poi va be', ora non posso prendere un'aspirina neanche a morire ma da bimba quanta ne ho consumata

ciucciavo il latte condensato direttamente dal tubetto e stessa cosa facevo con il concentrato di pomodoro e con il dentifricio a righe rosse bianche e blu

rubavo la carbonesia dal comodino di mia nonna, svuotavo il contenuto e mangiavo l'ostia

pane burro e sale era diventato un must dopo aver appurato che le vespe mi inseguivano per via della marmellata fatta da mia mamma


cose buone, sì

a mitigare il languore di questo mese che amo nonostante ci sia il soffio dell'abbandono

e la tristezza si ghiaccia lasciando il passo ad un sorriso

e respiro
 

 

domenica 18 ottobre 2009

Senza titolo 369


 




e poi eccola qui.

in questa notte passata al caldo della mia stanza, con i risvegli che si alternavano ai sogni, avevo la sensazione che stesse accadendo qualcosa. nel silenzio rotto solo dal ronzio costante dei lampioni che illuminavano il parcheggio io sentivo altro.

e stamattina la sorpresa.

in quella luce soffice dell'alba ho visto i tetti coperti dal primo ghiaccio di questo nuovo inverno e poi le montagne.

una marea di bianco candido che ha rinnovato l'amore del mio sguardo verso questa città e la sua storia di freddo intenso che si mischia a cioccolata e gesti moderati e intirizziti scambiati per freddezza dell'animo.

e io lo lascio credere, estranea e disinteressata al giudizio facile e preconcettuale, con un  calore  dentro che solo chi depone altrove sciocchi pregiudizi può avere la speranza di incontrare.

niente è semplice col freddo. neanche io.




 

venerdì 7 agosto 2009

Senza titolo 356




the bad company



l'origine

frequento da anni una comunità di recupero per tossicodipendenti. sono un'ospite anomala: non ho alcuna dipendenza -se non da me stessa- e ho iniziato ad andare lì perché Barbarella è operatore e adesso anche responsabile della comunità. quindi con lei ho iniziato a conoscere i "ragazzi", le loro storie, la loro vita lì e fuori da lì. vita, spesso, intesa come un eufemismo del dolore. ho visto qualcuno in crisi d'astinenza che, in pieno agosto, tremava come una foglia. ho visto sbalzi d'umore, aggressività latente, sguardi infastiditi e attratti dal mio essere femmina. mi hanno raccontato, hanno cucinato per me, mi hanno regalato la sorpresa dell'uovo di pasqua, mi hanno chiesto ascolto non giudicante.
ogni volta, da lì, io ne esco arricchita. stanca, a volte sconvolta, ma molto più piena.

la proposta

qualche mese fa con la Barbarella sono iniziate le congetture. cosa fare per stimolare il loro interesse, per evitare che i ragazzi si lascino andare dal letto alla sedia, come interloquire con loro non con il solo colloquio -strumento importantissimo, anche quando non istituzionale: per loro anche parlare con me, che volendo potrei essere intesa come "altro", è importante- ma anche ricevendo parole tramite altri mezzi, con altri modi. e così abbiamo pensato ad un blog. io ho accettato subito l'incarico, abbiamo quindi iniziato a metter giù un canovaccio di struttura. e poi...

i ragazzi

...e poi ovviamente abbiamo fatto una riunione con i ragazzi. la maggior parte di loro non ha alcuna conoscenza del web; alcuni lo hanno frequentato quasi per caso lasciandolo poi lì dov'era: altre priorità, altri interessi, altre necessità. eppure il progetto in qualche modo ha entusiasmato buona parte di loro e -lo ammetto- è stata una reazione inaspettata. abbiamo creato una sorta di comitato di redazione dando a ciascuno il compito di scrivere. sembra facile? non lo è affatto. per vergogna, incapacità, mancanza di volontà e, comunque, per quella discontinuità che fa parte integrante della vita del tossico.

la comunità

il progetto è stato quindi esposto ai responsabili i quali, ovviamente, hanno esaminato tutti gli aspetti burocratici di ciò che volevamo creare; questioni di privacy, di rispetto normativo, piccoli cavilli che da un punto di vista puramente pratico sembrano inutili ma vanno rispettati. ma, quando ho messo in rete il blog e il presidente ha detto è bello...be', la soddisfazione è stata tanta.

e in effetti è bello. al momento abbiamo pubblicato un post di presentazione. tutti gli articoli saranno scritti dai ragazzi; si sono presentati per quel che sono e certo temono il giudizio. ma quel che è sostanziale è che -nonostante lo temano- lo stanno stimolando.

perché vogliono una vita, anche loro.
perché se anche ne hanno fatto brandelli ora vogliono cercare di ricostruirla.
perché ne hanno diritto.
perché il futuro è di tutti.






domenica 26 luglio 2009

Senza titolo 354






once upon a time



tu non devi lavare i piatti
tu non dovrai mai lavare i piatti
li laverò io per te
ti comprerò da mangiare
cucinerò per te
ti nutrirò
ti vestirò la mattina
e ti spoglierò la sera
ti farò il bagno
mi prenderò cura di te



a volte il giorno che passa lascia un gusto strano in bocca
il caso fa sì che io abbia ricordi dal passato che ritornano su così, per motivi che non mi spiego
e allora mi sono ricordata, oggi, di quando mi innamorai di Rourke in Nine and a half weeks

avevo ventidue anni, Matilde qualcuno in meno
per dodici-dico-dodici volte andammo al cinema a vedere il film, imparammo i passaggi a memoria
senza stanchezza, con quella strana forma di amore in mano che fa pensare che no, non sarei andata  via

io non sarei andata via