Visualizzazione post con etichetta no ordinary love. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta no ordinary love. Mostra tutti i post

sabato 10 settembre 2011

Senza titolo 439




.

non c'è niente da fare
sei proprio speciale

sai quelle persone che il caso ti pone davanti
e poi continui a scandagliare il mondo
cercandone una simile
e ti rendi conto che non ne esiste altra?

ecco

così

.

domenica 30 gennaio 2011

Senza titolo 418



heart attack

 




e così ancora granelli di tempo mi scivolano fra le dita
e fastidiosi attimi in forma di gocce si fanno strada fino ai gomiti
e pietrine si infilano negli stivali chissà come
e parole tanto urlate quanto inutili si affastellano intorno

nel mio silenzio si inseriscono silenzi altri

la notte, per addormentarmi, torno indietro di qualche anno
come un film visto come piace a me, a rate

penso a te, che sei stato la vera svolta sentimentale
al freddo e ai passi lenti
alle visioni notturne e alle tante e mai troppe parole condivise
al tuo essere inconcludente
e disordinato
e bello di una bellezza straordinaria

penso a te con amore pur senza amarti
forse penso a te come amore, e basta

fra te e il disgusto c'è stato qualcosa in mezzo, ma roba che ricordo con sarcasmo
roba e sarcasmo, due cose che non ci piacciono
a noi

e mentre cerco di annoiarmi quanto basta per lasciare spazio al sonno
tu continui ad invadermi
così, senza far male, senza dare fastidio

ti inserisci anche lì, in quella storia che ti ho raccontato arrossendo
la prima che ti raccontavo, la prima volta che ti dicevo che c'era qualcosa, oltre te

e in fondo la miglioravi
perché il tuo disprezzo si univa al mio rendendolo docile
ammorbidendone la trama
sciogliendone i nodi
allontanandola
frammentandola


e così mi addormento
fra letti disfatti e tetti verdi e abbracci stretti
lasciandoti altrove
senza dolore
senza
 



 

lunedì 2 agosto 2010

Senza titolo 401





variazioni sul tema




 



essendo oggi già domani, sono ufficialmente in ferie.

sì va be', questa settimana sono "a disposizione", nel senso che ovviamente venerdì alla mezza un'urgenza urgentissima con attori fuori dall'ordinario -e parlo di ad e dg- mi hanno...convinta a spandere per mezza azienda il mio numero di cellulare *privato*.

neanche a dirlo: spero che non mi chiami nessuno
ché alla salute ci tengo
un po'

poi c'è che ho fatto una cena della madonna
ma proprio buonissima
tutto ottimo
c'è che sono proprio brava, niente da dire
poi ho accompagnato gli ospiti alla porta che loro sì, loro domani lavorano. loro. not me.

barbarella mi ha dato delle notizie per niente piacevoli: uno ha abbandonato, due sono rientrati in carcere, uno è stato espulso.
l'estate fa male, l'ho sempre detto.
martedì andrò a prendere un po' di caldo nella bassa reggiana, ché hanno bisogno di me e io ho bisogno di parlare con loro.
e lei è stanca
e ha bisogno di parlare
e di robe da femmine
e di ristorante jap fino alla nausea
e io ci sono


[mi sono ricordata di te. non che in genere non me ne ricordi. lo sai. però ancora una volta ho detto di quell'amore che non passa mai mai e poi mai. e mi piace. mi riempie la bocca. non ostante tutto]

sabato 3 aprile 2010

Senza titolo 388




 



a meno che

 




quel giorno che mi sono persa nei suoi occhi ho avuto la sensazione palpabile che non mi sarei mai più realmente ritrovata senza.

era lì, era lì per me, era lì con me.
eravamo insieme.
eravamo noi.

e a niente sono valsi i giorni confusi e persi in un soffio perché non ci si può perdere davvero se non lì dentro.
me li porto addosso tutti quei momenti, così invadenti e invasivi da non riuscire a non parlarne con chiunque possa in qualche modo vincere almeno un po' la mia reticenza.

anche se non bastano le parole per spiegarlo.

 






 



ci sono domande alle quali non riesco a resistere.
perché, se fra un sorriso che scopre tutti i dentini e un rimprovero che sembra una carezza mi chiedi e tu come stai io no, io non so resistere.
e allora rimango immobile e in silenzio e, quando riprendo fiato, inizio a girare intorno alla domanda in parole concentriche fino a che non mi ripeti sì ma tu come stai e allora non posso fare altro che dirti che secondo me sono tutti morti. che vado in giro, faccio cose, vedo gente. ma sono tutti morti. scrivo e faccio foto e mi occupo e mi preoccupo e lavoro quanto lavoro ma comunque, alla fine, rimango il mio unico interesse perché non trovo niente che mi colpisca. perché sono tutti morti.
che i miei occhi si muovono veloci sulle cose ma difficilmente si incantano.

ma quando succede allora sì, allora mi sento di nuovo persa.


 



domenica 7 febbraio 2010

Senza titolo 381



 

ma quanto mi piace




rimango sorpresa quando qualcuno, a distanza di tempo, mi parla di noi.

ha detto: ...ma era troppo interessante (anche se ancora più disagevole) per me capire come tu sia dentro altre persone, come ricordo e come frammento, scheggia restata dentro. e come altre, dall'altro punto di vista, persone ti siano dentro come schegge, frammenti di uno specchio rotto. di un caleidoscopio, di un dagerrotipo. tutti e due voi eravate prepotentemente belli insieme.

e io, non ostante la mia ormai nota propensione alla confutazione dei dati di fatto che a  volte sfiora la polemica, non me la sono sentita di dar contro o smentire.

perché ci credo.

mi pare così strano questo passare del tempo che queste incredibili e repentine incursioni in un passato così recente dal sentirlo presente mi lasciano a bocca aperta.

è che ti sento dentro come una ballerina nel carillon, mi basta tirar su appena un poco il coperchio per essere circondata da un suono lieve e delizioso e gli occhi si riempiono di tutta la cosmogonia e sulle labbra si affaccia il tuo nome e la delicatezza si impasta all'irruenza.

chissà cos'è la magia, se non questo.

questo averti fra le mani e lasciarti scorrere, questa volontà di non fermare il tuo fluire denso in ogni piccolo istante della mia vita, la tua capacità di stupirmi e di prendermi alla sprovvista, quando meno me lo aspetto, quando mi sento altrove.

sento il tuo fiato sul collo, così pregnante che è impossibile pensare che domani tu possa non esserci.

ti soffio e ti mischio e ti allontano ma non riuscirei a confonderti neanche se volessi.

e, in verità, non voglio rinunciare alla tua bellezza.

mai.


.




giovedì 19 novembre 2009

Senza titolo 373


 



ripensandoci...




come succede almeno una volta all'anno, sto perdendo la voce.
generalmente l'afonìa giunge verso la fine dell'anno ma questa volta mi sono portata avanti e ho anticipato: questo mese ho già dato tutto -credo, eh- e ora la voce poco per volta va via.

l'ultima volta che è successo avrei fatto meglio a non parlare per almeno qualche mese in più; in compenso però avrei dovuto essere anche sorda, tanto per non sentire le cazzate che all'inizio di quest'anno mi hanno intortata.
ma te lo immagini, neanche fosse stato il canto delle sirene!

bon, à l'è andaita.

sembra quasi che io a gennaio mi sposi.

occupo le mie giornate  scegliendo  la lista nozze: il viaggio, le posate e i piatti e le pentole, il robot da cucina (eh? ma per fare che?); il colore dei tavoli e la scelta della sala, le partecipazioni e il tulle delle bomboniere  -per informazione sarà tutto blu, con qualche spruzzata di argento qua e là- perfino la scelta della biancheria intima e delle scarpe, e che le calze siano di filo di seta bianco. parlo di tutto meno che del e con il futuro marito in questione.

ma in effetti è no. anche no. non mi sposo io. no no e no. strano né!


c'è che, a parte la voce, sto meglio. sono anche incline al perdono. a novembre siamo tutti più buoni, forse.
poi questo è il mese del compleanno degli amori: un amore infinito, un amore passato, un amore mai esistito.

la vera Bellezza è che uno solo di questi amori ancora strappa sorrisi. ancora e ancora.

 

domenica 25 ottobre 2009

Senza titolo 370


 



parole buone




>defrag M.*


pochi, pochissimi elementi da prendere in considerazione in questo momento

>accorpare i files utili_eliminare i files corrotti_press a key to start



e ricominciare come ogni giorno da chi ha le parole buone per ogni più piccolo dolore

una bella domenica di venticinque ore, l'aria frizzante riscaldata da un sole ormai stremato e suoni che fanno vibrare ogni fibra di questa struttura di acciaio e cristallo che conserva a vista il meglio dei miei pensieri fra musica e parole

io che non amo le raccolte e il meglio di -ché non esiste raccogliere il meglio, vista la volatilità di quanto è meglio- io posseggo questo giocattolo che mi rigira le parole in bocca e me le mischia a voce alta senza far caso al silenzio che circonda la città

e allora mischio anche io

mischio riunisco e deframmento senza soluzione di continuità e lancio fili così lontani da non vederne più il capo e sì, anche a lei sarebbe piaciuta la versione di quella canzone della ragazza di quando lei era ragazza, e anche a lui che chissà cosa starà facendo ora ma non ci voglio pensare perché in fondo non è importante pur rimanendo sempre il migliore ma il meglio non si può raccogliere e pensare di stringerlo equivale a perderlo

e il concetto di noi si esprime e si comprime diventando silenzio


 

noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
noi puri e candidi o un po' colpevoli
per voglie che ardono:

noi cerchiamo la bellezza ovunque.

e noi compresi e amabili o offesi e succubi
di demoni e lupi, noi forti ed abili
o spenti all'angolo:

noi cerchiamo la bellezza ovunque.
e passiamo spesso il tempo così,
senza utilità (quella che piace a voi)
senza utilità (perché non serve a noi)




 

mercoledì 31 dicembre 2008

Senza titolo 304





un cuore grande così



questo è stato un anno d'amore.

amore per me stessa.
così fragile proprio nel momento in cui ci sarebbe stato bisogno di tutta la mia forza; momenti in cui non ne ho avuta neanche per accudire non solo i miei sensi ma soprattutto il mio stato, giorni e mesi di mancanza di fiato  e dissolvenza, attimi in cui ho pensato di non farcela fisicamente a sopportare tutto e poi il guizzo per riuscire ad infondere nel mio prossimo -il mio amato prossimo, non il mondo intero- fiducia e parvenza di forza. e così ce l'ho fatta, senza fiato ma ce l'ho fatta.

amore perduto.
ché alla mancanza di mia mamma non riesco a rassegnarmi; ho vissuto una vita staccando uno ad uno i petali di rosa, conservandoli in luoghi nascosti e inaccessibili dentro di me, con la certezza di non poter sopravvivere  alla mancanza più grande. poi è mancata, la più grande. non sono riuscita a piangere, lasciando che il personaggio si anteponesse alla persona e facendo sì quindi che di me si notasse la parte impenetrabile e altera. è servito a ricostruire dall'interno un'impalcatura che, seppur fragile, è riuscita a portarmi oltre un dolore così incommensurabile. ora è come un nucleo trasparente che vaga fra lo stomaco e il cuore, che si inserisce nei pensieri e che a volte mi dà fastidio. ma non si fa senza.

amore labile.
come un fuoco fatuo, come provare ad accendere un camino con la legna umida, tanto fumo e poco calore. così poco che, pur di crederci, l'ho inavvertitamente mischiato alla umana compassione nei confronti di chi palesemente è più debole di me. amore verso chi parla d'amore sperando che le parole da sole siano sufficienti e contraddicendole ad ogni pie' sospinto. di questo amore sono ancora capace perché è rimedio al rancore, la panacea contro quel filo di cattiveria che mi affiora sulle labbra misto ad un sorriso sarcastico e a me il sarcasmo non piace.

amore tenero.
quello che mi fa sorridere dentro, che senza fatica è riuscito a scavarsi una nicchia e lì se ne sta tranquillo e dispettoso. mi urta appena facendomi rigirare all'improvviso e mi sorprende con un sorriso ineguagliabile che mi fa dimenticare tutto almeno per un attimo. quell'amore di cui dovrebbero essere piene non solo le fosse ma anche gli occhi, l'amore verso il sasso nella pozza d'acqua che sembra cheta fino a che disegni di cerchi concentrici non la agitano. l'amore soffio di vento che increspa il filo e fa venire i brividi. l'amore che non è per sempre ma è sempre.

amore amante.
di una notte e un giorno, di un viaggio improvviso e nodi da sciogliere, di sbandamento e capogiro; amore emozionale così forte da sentirne ancora il sapore in bocca e così veloce da non distinguerne più il profumo. di quello senza prova contraria, che nasce e finisce nel momento in cui si voltano le spalle ma che riesce comunque a lasciare traccia. sabbia che si disperde fra le dita lasciando qualche granello sotto le unghie, amore in frammenti e piccoli particolari essenziali.



...si addormenterà per svegliarsi, pochi istanti dopo, nella luce accecante del nuovo giorno.
ma fra qualche ora, fra un giorno, forse fra tre o cinque o vent'anni,
sentirà una fitta diversa prendergli il petto o il respiro o l'addome.
nonostante siano trascorsi tanti anni, o solo un'ora,
ricorderà il suo amore e rivedrà gli occhi come li ha visti quell'ultima volta.
allora saprà, con una determinazione commossa e disperata, che non c'è più niente da fare.
pvt





giovedì 18 dicembre 2008

Senza titolo 302






amore è il fatto che tu sei per me il coltello con cui frugo dentro me stessa





Guardami come lentamente sto cadendo dentro le parole.


Guarda come piano mi avvolgono con spire incontrollabili: le sento entrare in bocca

seguendo un percorso inverso, combattendo contro l'aria che automaticamente espiro,

infiltrandosi in ogni piccolo bronchiolo e in ogni cellula e in ogni globulo e facendomi loro.


Posseduta da un amore senza inizio e senza fine mi lascio prendere

dall'eterea inconsistenza di lui e dalla sfacciata razionalità di lei e dal contrario di tutto questo.


Faccio sì che il tono della voce immaginaria cambi in lui e in lei

senza soluzione di continuità lasciandomi aprire il ventre e mischiando il mio e il loro amore

così da non essere più distinguibile quale sia il mio sangue e quale il loro

e chiediamo a voce univoca di affondare la lama e di sfilacciare ogni ostacolo fino a lì

fin dentro e oltre il plesso solare.

Squarciata e attonita dico sì.


Sì.





lunedì 15 dicembre 2008

Senza titolo 301






waiting for me



Una giornata per me.

Poche parole: il numero rasenta lo zero se si esclude una telefonata in ufficio e due righe scritte.

Vado avanti con uno dei libri che sto leggendo -che tu sia per me il coltello- e mi piace tanto.
Lo sento molto mio; mi permette di lasciare andare riflessioni sul passato e sul futuro, mi fa pensare a quello che vorrei.
Perché sì, anche io vorrei che qualcuno mi raccontasse tutto e vorrei raccontare tutto a qualcuno e invece va sempre che io ascolto gli altri ed eventualmente intervengo ma di me, di quello che sento io parlo proprio poco.
Lo faccio per metafora, mi collego a discorsi altrui, inserisco in fatti generali piccole perline invisibili di una vita che mi passa addosso strattonandomi a volte, prendendomi per mano altre.
Sempre, però vissuta. Trasportata e graffiata e carezzata.

Quindi oggi ho mal di stomaco. Ce l'ho da ieri e, si sa, il mal di stomaco limita i rapporti umani. Un po' come mangiare la bagna caoda: non si parla con nessuno, si respira a malapena.

Ho voglia di sentire qualche persona. Andrea, soprattutto. Sì non è una novità, piuttosto una costante.
Ma è una delle poche persone -l'unica?- che spalanca tutte le mie porte con una folata di vento fresco e porta via malesseri facendomi sorridere ancor prima di sentirne la voce. E' quello che, in uno dei momenti più angoscianti che io abbia vissuto, mi ha detto "tesoro io sono qui per farti ridere. io ti racconto cazzate perché ho voglia di sentirti sorridere anche se non è il momento".
E' quello che, nella stessa occasione, mi chiamava per raccontarmi le favole. Le inventava e me le raccontava e io lì, distesa sul letto, a vedermi bambina come la piccola fiammiferaia finalmente felice per aver venduto uno zolfanello.
Cose che hanno un valore così immenso da non poter essere quantificato.

Ho sognato mia mamma.
Era bellina, con gli occhi truccati e il suo immancabile rossetto color mattone. Qui in soggiorno, con due uomini mai visti. Mi ha detto di mettermi affianco al divano, in piedi, perché lì avrei avuto alcune sensazioni nuove. Mi sono alzata dal divano, lei appoggiata allo stipite della porta con quei due  faceva un suono strano dicendo parole incomprensibili. Poi si è avvicinata sorridendo e io mi sono svegliata.


Comunque piove.
Piove così tanto che stamattina, rientrando a casa, la mia macchinetta è caduta dentro un fosso: voleva forse fare un giro nel cantiere  della metropolitana?
Avanti, tutti in smart.


La pioggia lava via.







venerdì 7 novembre 2008

Senza titolo 287





a beautiful thing




lo sai oggi ci volevi proprio tu
per farmi ridere appena ho risposto
per farmi sentire le labbra tendersi in un sorriso pieno
per farmi parlare
ma come ci riesci tu come se niente fosse
a farmi dire cose che non pensavo di riuscire a raccontare
e farmi piangere e ridere insieme
e sentirti arrabbiato per la mia rabbia
e deluso per la mia delusione
e dire le stesse cose nello stesso momento
come ti ho sentito vicino in quel silenzio dopo -e tu come stai-
e quanto ho imparato da te e quanto forse ti ho insegnato
quanto mi hai regalato e quanto ti ho regalato
il Dono
tu sei dentro di me
sempre
voglio ridere con te
sempre
ti tengo stretto
come mio amico e amico del mio cuore
sempre



domenica 2 novembre 2008

Senza titolo 285





no way out






strada e traffico e acqua
la pioggia lava via pensieri e stanchezza e tengo botta mentre vado incontro ad affetti e effetti contrastanti.

mi perdo dentro un'infinità di occhi cercando occhi che non voglio incontrare
l'aria ha il sapore della sfida verso me stessa
la certezza di dovere essere forte soprattutto per me
ti cammino sopra e ti calpesto sapendo di non farti male
e intanto aspetto la nota dell'indifferenza salvifica e del pensiero sterile
please wait
aspetto ma che arrivi in fretta

e intanto firenze è piena di fiumi di gente
l'uomo che si lava nella fontana
quello che mi si ferma affianco mentre il mio sguardo è impregnato di luce altra e mi dice sei bellissima
e mi scappa un sorriso a guardarlo sorridere
mentre continuo a fermare attimi e respiri
così sospesa e inquieta

è strana la consistenza di queste giornate
mi scivolano addosso e fra le dita si fermano sassolini che vorrei gettare lontano
fuori da me e oltre me
annegarli nel tempo perduto o in quello mai vissuto questo dovrebbe essere
via i fantasmi via le parole inutili via il senso di stizza via la piega di fastidio via gli occhi abbagliati da una luce che non c'è

e in tutto questo perdermi c'è la certezza di chi non mi delude mai
e fare il paragone è un gioco al massacro
non c'è sfida
fra chi non ha mai detto una parola di troppo pur sapendo che l'avrei desiderata
e chi ne ha dette troppe pur sentendo che io non le volevo
fra chi gioca duro e mi rimane impresso
e chi sfodera tenerezza e mi lascia segni inutili
fra chi fa parte del mio amore
e chi avrei potuto amare senza senso

intanto piove
la pioggia lava via




 

sabato 13 settembre 2008

Senza titolo 265




Ti parlerei, se avessi parole da darti.

Parole piene ma facili, di quelle che scappano dalle labbra schiuse dalla sorpresa.

Ti parlerei se avessi la speranza di sentire da te parole piene.

Ma non ci credo più, forse, e mi dispiace.


E poi ho notato, leggendo chi apprezzo, quanto questo mese sia particolare.

Chi sente la pioggia diversa, chi ha scadenze affettive, chi si cruccia per un cielo cupo perché non ha ancora imparato a vivere di luce propria.



E poi ci sono io. E ci sei tu.



Oggi ho ritrovato la copia della email di prenotazione dell'albergo: come da colloquio telefonico intercorso con il ns. Valentino (cazzo, sembra fatto apposta!) confermiamo n. 1 camera matrimoniale (...) per la notte del 20/09 a nome B/S

Così, tanto per stare serena.

Forse sarebbe stato meglio detestarti. Ma è impossibile. Perché ti ho dentro e ti avrei anche non volendoti -e in effetti non è che ti voglia sempre-
Come stai? Alla grande. Davvero. E va be'.






Vado in terrazza cercando di passare fra le gocce.

Fa fresco e grandina, in questi quindici gradi in meno rispetto a ieri.

Che faccio, tengo chiuso qui dentro o scosto il velo e mostro cosa ho, cosa mi manca?

lunedì 1 settembre 2008

Senza titolo 261




ricordo perfettamente le parole di un anno fa
e ricordo esattamente lo stato d'animo
e quella sensazione di ansia bella
il calore che mi saliva addosso
il sapore di desiderio
e il sogno
b
i
t
t
e
r







 



 


venerdì 25 luglio 2008

Senza titolo 249






Pure frigid waters from these eyes that always miss you
Nothing but violence from my empty gun
I'm using silver to light up these blackheart faces
blinding your fingers with my skin that burns for you.
[light feat. Marlene Kuntz]



stazione zeppa di gente che corre
occhi che cercano occhi
movimenti lenti a prendere le misure
parole a valanghe in nuvole di fumo
angoli in uno specchio
libri lattine foto
favole sogni bisogni respiri
perché noi non vogliamo
ma
ma quando mi passa





More Than Words



giovedì 10 luglio 2008

Senza titolo 243





} ready to start {



E' necessario che cerchi di andare oltre i fastidi da due soldi.

Piccole noie, stupide aggressioni senza senso, comportamenti sciocchi e inutili.

Cose che riuscirebbero a farmi innervosire.

E invece, sai cosa? Me ne strafotto.

Intanto perché ho caldo. E poi perché in definitiva non me ne frega davvero niente.

Potete strafottervi, sbattervi, pestarvi, chiacchierare e dire fare baciare.


Ho deciso di dedicare i miei prossimi trentaquattro giorni -tanto manca alle mie ferie- solo al lavoro e al cazzeggio da niente.

E farò il conto alla rovescia, giorno dopo giorno, aspettando le mie prime ferie dal 2003.










Bellezza, tutto mi riporta a te.
Anche il modo di essere flemmatica e apparentemente menefreghista.
Tutti mi chiedono di te, in questi giorni.
E poi si avvicina il tuo compleanno.
Sai, sabato tutti parlavano di  quanto tu fossi bella.
Ma proprio bella bella.
Bella di più.
Ich liebe dich, mutterschön.










lunedì 23 giugno 2008

Senza titolo 236







Che poi se potessi mi straccerei via la pelle.

Ci si affida all'acqua, ma se fosse pioggia sai che bello?

Qualcuno ha detto che mercoledì Torino si scioglierà sotto il caldo.

Immagino tacchi che affondano nell'asfalto, camicie sudate, spalle madide che iniziano a colorarsi al sole, mani bollenti da rinfrescare con salviette umide al mentolo.

E intanto lascio che il ventilatore faccia il suo, e mi permetta di assopirmi in un vento meccanico che alteri la percezione e i sogni.


|
|
|


E' affare noto che io non ricordi i film che vedo.
A parte alcuni -che infatti riguardo continuamente da anni, forse in loop- devo affidarmi alla mia memoria storica aggiuntiva.
Non ricordo neanche i nomi degli attori, se non quei pochissimi che in qualche modo stimolano in me sensazioni non esattamente caste.

Però, guarda caso, ricordo alcune pubblicità. Ora gongolino pure gli account e i creativi, dai!

La prima è quella dell'Olio Johnson per motivi di pura opportunità: d'estate non potrei mettere altro sulla mia pelle. Bellina, fermo restando che quel bambino a me sembra finto. E poi è maschio, e a me i bambini maschi non piacciono.

La seconda è quella dell'Aperol Spritz.
Che dico: sarò anche maliziosa ma è difficile che quel gesto possa far pensare a qualcosa da bere.

Ultima e più bella è quella della 3, con la Litti.
Sì certo, ha ragione: certe cose non si possono dire con un sms.
Meglio regalare un telefono.
Se penso che quasi tutti i telefoni che ho avuto mi sono stati regalati mi scappa da ridere.


Io ne ho regalato uno. Dentro non c'era un abbandono ma tanto amore. Tanto.




venerdì 2 maggio 2008

Senza titolo 210

Thinkin' about a thought




Inseguo pensieri inequivocabili.

Le cose belle si fanno aspettare, e io ho passato una giornata con la tv accesa ad aspettare solo loro: i Marlene Kuntz.

Not more . Not less .

Lieve, Musa, Uno.

E farne fra me e il resto di me un pensiero unico e misto è stato naturale. Naturale, naturalmente pieno.

Capisci, quando hai fra le mani quello che hai sempre voluto e ovunque ti giri lo vedi e lo senti e lo ricordi e lo immagini e non c'è.

Non c'è. E allora ti convinci che non deve esserci. Lo sistemi in una piccola porzione di quella roba che hai dentro - carne e sangue, carne e sangue - e aspetti che sedimenti.
 
{Stai lì, ti prego. Che mi sto rendendo forte ma ho bisogno di tempo}


Lieve . Musa . Uno .

Le cose belle si fanno aspettare. A venire e ad andarsene.



n.d.r.     Bibi no, non devi dire uffa. Io sto (bene).
               e poi...
              Tu no, tu non devi preoccuparti . Tu esisti .

sabato 29 marzo 2008

Senza titolo 192





tout passe, tout lasse, tout casse






Le cose cambiano.

Cambiano in una giornata o in una frazione di tempo piccolissima.
Cambiano in silenzio, mi scoppiano dentro e le uniche schegge che riesci a vedere sono quelle dei miei sguardi.

Ti percorro con gli occhi, ti metto a nudo. Ma prima ti lascio credere d'avermi in mano. E nel frattempo apro dei varchi fra me e te.

Ti conosco e ti riconosco. Mi sono nutrita di te, delle tue parole e della tua risata piena.
Ti ho meritato e so che ci sarà sempre un filo che mi legherà a te.
Un filo trasparente.

Ho pensato a te e a molto altro. E mi sono resa conto che il °molto altro° scalzava il pensiero di te.
Di te ovunque e con chiunque.
Riconoscerò la tua voce in mezzo al frastuono. Il tuo passo in mezzo alla folla. Le tue mani fra milioni di altre mani.

Ti tengo dentro per decidere quale sia la giusta distanza. Per dosarti. E per dimenticarti.




Toutefois...


Mi girava la testa. Avevo la percezione di me stessa come su una giostra, quelle che vorticano intorno al fulcro e intorno a loro stesse.

Mi piacciono le tue parole, il tuo modo di parlare d'amore, le parole che conosci e che usi.
Mi piace il tuo modo di amare.
E credo tu debba avere quello che desideri.

La tua matita è incisiva, il tratto è così netto da confondere.

Quando parli di ciò che ami disegni di rosso acceso e sento nelle tue parole il sapore dei tuoi sogni.

E poi, chissà.










domenica 23 marzo 2008

Senza titolo 189








e poi quando decido di occupare di vuoto il pieno che troppo pieno esonda e non ce la faccio e non ne ho voglia

e capita sempre che lo spazio si contragga e il vuoto tenti di scappare ma è troppo lento e si riempie

e allora succede che a intuire anche un solo soffio di vuoto qualcuno qualcosa qualche decida di inserirsi così, a caso, tanto per non lasciarmi - da - sola

e forse avrei anche voluto tirarmi indietro, avrei potuto; ma non l'ho fatto

e quindi penso a queste ore che sono trascorse - che volevo solitarie, ma - e davvero credo sia stato bene così

e ho negli occhi l'impronta di una mano bianca e un cuore tenero

e nelle orecchie urla di bambini e una voce che afferma 'sei nervosa' - 'lo sentivo'

e io a queste cose qui non ci sono più abituata

e mi rivolto come un guanto a cercare il posto giusto per incastrare tutto questo

e decido che invece lascio che siano come frammenti, a sistemarsi in ordine sparso

e apro la mano e lascio gocciolare un condensato  di pensieri in cui tu, poco per volta, diventi contorno

e non intendo perderti: solo darti  una dimensione che mi  faccia sentire meno agitata

e mi piacerebbe stringere fra le mie quella mano bianca, e quel cuore.