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sabato 3 settembre 2011

Senza titolo 438




ci sono cose


 



ho conosciuto gente che si prendeva estremamente sul serio.

roba che, a fronte di qualunque parola, aveva un'alternanza nella mimica facciale da far timore.

gente che, a guardarla, a volte mi incazzo e altre volte sento la risata che mi scoppia in bocca e i peli che fanno la hola alla sola idea di prenderla per i fondelli.

boccaloni, insomma (cit. Enrico Palandri - Boccalone - storia vera piena di bugie - roba che ci si deve passare fra le pagine per sorridere e, fin troppo spesso, riconoscersi).


questa stessa gente, in genere, nutre un interesse civile pari allo zero.

possiede un minimalismo di pensiero da fare invidia ad un'ameba, così compresa nel cercare di prevenire l'eventuale schiaffo del soldato da non riuscire più a guardarsi intorno; così presa dal tenere atteggiamento circospetto, così convinta che tanto *sono tutti uguali* da riuscire a prenderla nel culo ogni tre per due.


vi odio perché mi rendete il gioco facile.


provate, in uno dei vostri rari ma probabili momenti di lucidità, a comprendere che il nemico siete voi. il vostro nemico, intendo dire.

basta piagnucolare, non affrontare, fare gli strafighi, smorfieggiare convinti di non essere visti.
basta tacere, basta girarsi dall'altra parte.
basta.


avete, ora e sempre, qualche occasione di riscatto sociale.

io, e quelli come me, vi intortano solo perché glielo lasciate fare.


non è mica cattiveria: siamo solo stronzi.






 

domenica 27 febbraio 2011

Senza titolo 421



pollution level


 



e poi penso che sì, c'è un girotondo di gentaglia che mi si avvicina con un sorriso, con espressioni sibilline, con tono cortese e domande retoriche

e la guardo con compassione, questa povera gente che il senso del pudore e del rispetto l'ha perduto nel cesso, sempre che lo abbia mai avuto

e il fastidio che a volte prevale in me è sostanzialmente quota parte del disprezzo che circonda loro, così convinti di avere la verità in tasca e così pronti a fottere il prossimo appena si volta

così compresi nel ruolo, così tanto nella norma, così mediocri da suscitare cordoglio


be', io non sono parte di voi
non sono adeguata alla vostra pochezza
no, non sono neanche modesta
mai stata
 






 



.
.
.
.
.


un giorno, che sia una semplice giornata di 24 ore non è tollerabile
non dev'essere altro che un lungo piacere quasi insostenibile
una giornata
un lungo coito
una giornata
con le buone o con le cattive

 



viaggio al termine della notte
Louis-Ferdinand Céline



 



sabato 18 settembre 2010

Senza titolo 406





j'accuse


 



che poi, a voler proprio dire tutta la verità, mi date il voltastomaco.

resisto più o meno a tutto ma all'ipocrisia imperante, a quella maschera sorridente, a quell'espressione tesa fra l'innocenza e lo stupore proprio non mi ci abituo.

non mi interessa sapere se ci siano e di chi siano le colpe: mi interessa che proviate a guardarvi intorno e magari, se ce la fate, anche un po' dentro.

sempre che anche a voi non venga nausea, al vostro proprio cospetto.

tant'è.

 







e poi ci sono le perle.

in un mare di fango risaltano delicate manifestazioni d'affetto e condivisioni di intenti, disponibilità e presenza.

a queste mani io tendo le mie.







sabato 3 luglio 2010

Senza titolo 398





salvation


 



quando i numeri riescono a sovrastare le parole
e quando leggere accordi e contratti sottrae tempo ai libri e alle lettere
quando scrivere in termini ufficiali gioco forza mi ruba la voglia di scrivere di me e di te e di chi ho dentro
è il segno dei  tempi
ci vuole il distacco

sono stanca di quasi tutto, insofferente e a tratti scostante
insoddisfatta, anche, e poche cose riescono a coinvolgermi
così poche che ne faccio tesoro
me le tengo strette come stringo i miei gattini
uno in più, amore in più
e la agnese, la vecchina più vanitosa e tenera che conosca

mi tengo stretta, nel frattempo
allontanando da me tutto ciò che cerca di entrare nel mio spazio più privato
con la delicatezza di un panzer
convinto di tirar giù le barricate con le bombe e non a mani nude
sei fuori strada

io vado per la mia

 

domenica 30 maggio 2010

Senza titolo 395





the neverending rest



 



giorni concitati di lavoro e tensioni, questi appena trascorsi.
così, identiche, si prospettano le prossime tre settimane: fra chilometri d'asfalto e parole qualche sorriso che disseta, che mitiga il clima aggressivo che si respira pesante.

una busta bianca nella cassetta delle lettere, la sfilo non vedendo scritto mittente né destinatario.
dice: la nostra trasparenza. la tua garanzia.
che già essere trasparenti mi pare sia ben poco garantista, un po' da paraculo ecco.
apro la missiva e -su carta patinata- l'immagine di un bicchiere d'acqua con le bollicine.
sì, questa mi piace.
poi giro il foglio.
eurofunerali - onoranze funebri
e mi scappa da ridere.

cristo, ma si può?
dice: eurofunerali vi offre un piccolo vademecum che in caso di necessità potrà esservi utile ad affrontare più serenamente alcuni momenti difficili.
quindi il primo contatto (con chi?) i documenti necessari (per chi?) luogo del decesso (di chi?)
e l'offerta è vasta, niente da dire: cerimonia magnolia, cerimonia iris, cerimonia giglio, il prestigio della cerimonia di classe.

ora io voglio sapere a chi fotta qualcosa della cerimonia di classe e del suo prestigio.
stante il fatto che i morti altro non sono che un futuro cumulo di vermi o,  nella migliore ipotesi, semplicemente cenere, chi se ne frega del feretro in mogano piuttosto che in noce o abete?

la sostanza è che mi hanno fatto ridere, e questo non è mai male.
mi verrebbe voglia di contattarli per ringraziarli del vademecum, poi mi contengo.
prove di bontà.
 





 




rimane la sete
la fame e la sete
rimane quella strana sensazione
che non è mancanza
piuttosto è assenza
and so on

 




 

martedì 18 maggio 2010

Senza titolo 394





war don't work

 



bella trovata, la missione di pace.

belle parole, riempiono la bocca, ci si sente subito più buoni.

prova a dirlo: missione di pace.

ma, per sentirne fino in fondo il gusto, mettiti su una divisa e armati di tutto punto.

e spara.

che pace, eh...


dunque, di pace si muore.
anche oggi ne sono morti quattordici fra soldati e civili e l'unica differenza fra i primi e i secondi è che questi ultimi non dovrebbero mettere in conto di morire, i primi sì.
muoiono senza soldi, senza regole di ingaggio, senza fama e senza che nessuno possa chiamarli eroi.
muoiono per strada, e se non muoiono di piombo muoiono di inedia.
disperati.

ma muoiono uguale.

 

domenica 25 aprile 2010

Senza titolo 391




qualcosa di rosso

 



quella platea sicuramente era piena di gente.
il desiderio era vedere scorrere il sangue, nient'altro.
una bestia grande, immensa rispetto ad un uomo esile ma armato.
armato di lame da conficcare fra le scapole di quell'essere chiamato toro, già sfiancato da lance infilate qui e lì da altri uomini, già sanguinante e sofferente.

ma.

ma questa volta, con mia profonda gioia, il sangue scorre anche dall'altra parte.
l'immondo e inumano uomo armato non è riuscito a tirar giù la bestia nonostante le lame.
il toro gli ha trafitto l'inguine con l'unica sua arma possibile.
l'ha sollevato come un fuscello stracciandogli la vena safena e spero anche altro, non riuscendo ad ammazzarlo -a rendergli la pariglia, per stare in argomento- ma sicuramente rendendolo sofferente, sfiancato, sanguinante.

certo, il toro comunque sarà ucciso.
ma mi scappano dalla bocca parole come dieci, cento, mille jose tomas.

e che Navegante, il toro, sia l'ultimo in arena.

olè.




giovedì 15 aprile 2010

Senza titolo 390






ma te lo immagini...


 




oh, oggi non sono morta.
secondo me la primavera ha un sacco di colpe, fra le quali farmi dormire ancora meno.
di notte quindi sto sveglia e in piedi, presente a me stessa e anche a tutte le cazzate.
però, guarda caso, sono anche di buon umore.

guardo questa foto di un anno fa e lì dentro, in quegli occhi, vedo un male profondo. me lo ricordo.
è difficile prendere atto di aver fatto parte di un gioco senza mai essermi accorta di essere giocattolo.

poi oggi è successa una cosa che ha dell'incredibile.
all'ora del cazzeggio in ufficio -ora variabile che si presenta spontanea fra la risoluzione di un puttanaio e l'altro- facevo un po' d'ordine nella mia casella di posta ufficiale, anticipando il monito del cyber patrol.
guardo le cartelle, ci metto dentro un po' di letterine, e noto una roba mai vista prima: unfiled.
mah, unfiled...qu'est-ce que c'est?
la apro, tanto è mia.
e mi si spalanca un mondo.
un mondo che credevo di aver cancellato -anzi sono assolutamente certa di aver cancellato, son passati cinque anni!- che conteneva tutte le lettere che mi aveva mandato.
uh ma quanti amore mio si sprecavano, e quanti ti amo!
e paragoni e sillogismi e rimandi.
e vaffanculo, anche.
insomma ho chiamato la mia collega e ci ho riso su, lei che diceva *ma che tenero, ma quanto ti amava, e quanto sei stata cattiva tuuuu* e io che la guardavo inorridita, sul limite di rivelarle che l'amore a parole è carta straccia, è fuffa se non accompagnato da fatti o se -peggio ancora- lo si sbandiera quando ci si accorge della fine imminente.

embé quel ciaparat non l'ho più sentito e rileggere i suoi vaneggiamenti mi ha fatto capire che forse c'è una sorta di tara geografica.
mi dispiace per gli altri onorevoli abitanti di quella terra che amo ma ne ho conosciuti due che blateravano di trasferimenti e di figli e mi manchi e quanto ti voglio e penso solo a te e non ti scordar di me.
e vaffanculo, ancora, va'.
così, tanto per gradire.

la cosa che mi piace di più è che me ne fotto.
non mi fa male niente, adesso.
e sono di buon umore e sorrido, pensa tu.




 



sabato 6 marzo 2010

Senza titolo 385







cristi e madonne pellegrine







e d'altronde siamo in tema: ritornano i visitors in tv, vuoi che non tornino i pellegrini a Torino?

cum gioia et gaudio il telegiornale annunzia che ci sono già un milione e mezzo di prenotazioni per l'ostensione della sindone -hai presente, no? quella specie di immagine su un lenzuolo, che fior di indagini al carbonio14 hanno attestato non essere attinente al periodo in cui sarebbe vissuto tale cristo? ecco, quella-
un milione e mezzo di persone che, tramite un percorso guidato che dai giardini reali arriverà in duomo passando per le porte palatine, avrà modo di raccogliersi in preghiera e meditazione prima di giungere al sacro simulacro. e, lì giunti dopo un'ora e mezzo di cammino, finalmente potranno atteggiare in religioso silenzio la boccuccia ad O per ben tre minuti.

ma fottetevi.

anzi, mentre sarete in raccoglimento vi invito a far vagare il pensiero verso altra indagine, magari meno sacra ma non per questo meno clericale: avete sentito,sì, dell'ammissione che la romana chiesa ha fatto in relazione ai casi di pedofilia?

mentre pregate, raccomandate l'anima di quei poveri preti condannati al martirio dai cherubini le cui carni tenere hanno fatto flettere le coscienze fino a riuscire a piegare anche  il raziocinio e -fra un pater noster e un'ave maria- il demonio di questi si è impossessato fino a costringerli a violentare bambini.

oh certo, a loro basterà la punizione divina. ché la galera no, non è fatta per gli adepti del pastore tedesco.

lode a te, o signore.

 








 

martedì 7 luglio 2009

Senza titolo 351





va' ciapà i rat



dunque oggi squilla il telefono. oggi è poco fa, ma per meglio spiegare ecco come si divide la giornata a torino: la mattina va fino alla mezza, poi inizia oggi. oggi finisce alla sera, quando viene buio. volendo si può dire anche "di oggi". e la mezza non è mezzogiorno ma mezzogiorno e mezza. la mezza, appunto.

dunque dicevo: oggi squilla il telefono. poco fa.

numero non disponibile. e va be', mi dico, chi è lo sfigato che è ancora in ufficio e mi chiama?
-ciao, come stai?
- bene. chi sei?
- sono michele...
- eh...
- forse non ti ricordi di me, ti rinfresco la memoria.
- eh...
- sono quello che un anno fa aveva sbagliato numero nell'inviare un messaggio, ricordi?
- ah sì.

{per inciso, ricevetti un messaggio che, più o meno, diceva: dai francesca, sei incazzata? purtroppo speravo di riuscire a liberarmi ma non ce l'ho fatta...fammi sapere se domani tuo marito non è in casa così ti raggiungo...in caso contrario faccio prendere un permesso in pausa pranzo ai dipendenti e ti scopo come non ti immagini nemmeno}
{per inciso, risposi: sarà contenta francesca che tu la scopi come neanche si può immaginare. per farglielo sapere, però, è meglio che tu mandi il messaggio a lei piuttosto che a me}

insomma il tipo aveva sbagliato numero...pirla, decisamente.
iniziò quindi a mandarmi messaggi dicendomi che poteva scopare anche me come neanche mi sarei immaginata (...) e che gli andava di conoscermi.
dopo aver riso per strada, da sola, stupendo i passanti e anche me stessa, gli risposi di accontentarsi di sua moglie e di francesca.

va be', oggi squilla il telefono.

- ti ho chiamato perché a me andrebbe di conoscerti.
- eh, capisco. ancora non ti basta tua moglie e francesca?
- no ma che c'entra...mi hai incuriosito e allora mi piacerebbe conoscerti. sempre che tu voglia.
- capisco. io invece penso di non averne voglia.  non ti conosco e va bene così.
- ah...ma posso chiamarti, caso mai tu cambi idea?
- ciao.

che vita avventurosa, la mia!












lunedì 29 giugno 2009

Senza titolo 349





il vizio del pensiero



pensiero aperto  a qualunque soluzione, aperto a te e anche alle tue reazioni.

delle quali, peraltro, me ne strafotto.

non perché non ci tenga: i tuoi pensieri, i tuoi modi, atti e fatti, tutto questo non mi scivola via ma è fonte di riflessione.

noto variazioni di tono e di sostanza, di frequenza e di sorrisi aperti. certo, so che non è facile arginare con una  risata la valanga di parole con cui a volte ti sommergo -poche, a dire il vero, ma che hanno l'evidente facoltà di spandersi come macchia d'olio- e che probabilmente ti sei stancato di stare con lo scudo levato.

puoi scegliere la via più facile: mettere fine.
oppure convincerti che anche questo è amore.
o, ancora, prendere atto che questa sono io e che così ero ancor prima di conoscerti.
prendere o lasciare.

amor proprio e presunzione sono ciò che mi fa dire che, comunque, lasciare sarebbe la scelta sbagliata.
non solo per me.
perché se io perdo qualcosa tu perdi quel che io so di avere come valore aggiunto: la franchezza di dire quel che sento, l'onestà di non sbandierare parole a fine propagandistico, l'attenzione a non ferire e la capacità, nonostante la mia irruenza, di non dire niente che non sia pensato e percepito come vero.

mi rincuora il fatto che niente, ora, sia in grado di farmi male.
mi sospendo in bilico fra stanchezza e voglia di fare, fra viaggi brevi e impegni pressanti, fra me e me.


e sì, qualche volta mi sono sentita in colpa anche io.
ma non avevo colpa.







giovedì 21 maggio 2009

Senza titolo 342





maporcaputtana


dunque, accendo la tivi ben poco e neanche tutti i giorni.
guardo il tg regionale perché voglio sapere quel che succede a casa mia e poi in genere ma non esclusivamente  passo su un canale che non va da uno a sei (lasette, ecco) a vedere un nazionale.

è evidente che non c'è una mazza di cui parlare. no?
bene, allora voglio sapere perché già da oggi 21 maggio -e ci manca un mese all'estate- devo passare parte del mio tempo a farmi dire che fa caldo.
cazzo, fa caldo.
me lo ha detto l'arpa.
mi ha detto anche che devo evitare di stare al sole alla mezza, devo arieggiare la casa e eventualmente bagnarmi la nuca alla fontana.
ovviamente evitare gli sbalzi termici e vestirmi con indumenti in fibra naturale.
io aggiungo che sarebbe bene lavarsi, ché il deodorante messo sopra l'ascella pezzata è la morte civile.

sai cosa? fa caldo e a me dà noia ma è previsto che nei mesi centrali dell'anno lo faccia; mi urtano tutte quelle peppie che iniziano a farsi venire le vampate e a dire ah ma è troppo, e non ci siamo abituati e diodddio quest'estate pare che sarà la peggiore degli ultimi 174 anni.

perché c'è da esserne sicuri: ogni anno è il più caldo o il più piovoso o il più umido o il più freddo.
che palle.

prenderei a schiaffoni quelle imbecilli che arrivano in ufficio con gli zoccoli e gonna stile pareo neanche fossimo alle bahamas  e non in piena torino.
o i signorini con i sandali. ché basta guardarne i piedi perché il flusso di feromoni si ficchi  sotto le suole scivolando di nascosto: un uomo con i sandali NON SI PUO' VEDERE.

a proposito di tivi dimenticavo di ringraziare quei pirla che mi chiedono il canone: non vedo i vostri canali, io! e non li vedo non (solo) perché non voglia vederli ma perché NON CI SONO. io voglio il due, oggi, ché c'è annozero. Il due non si vede, qui. voi e il digitale terrestre, tutti a fare in culo. filare.

a proposito di elezioni: tutti a votare per le europee, eh. c'è da legiferare sulla proporzione fra circonferenza e lunghezza dell'asparago bianco. ho scoperto, poi, che pare in europa si possa fare il succo d'arancia senza succo d'arancia. proprio senza niente. pare anche che il nostro paese abbia ottenuto invece -ovviamente rendiamo grazie, né- di mantenere la soglia minima del 12% di succo di agrumi per potersi chiamare appunto succo. dico il dodicipercento. che cazzo me ne faccio del 12%? e l'altro cos'é? acqua zucchero aromatizzanti coloranti merdaccia varia.
ma vergogna.
in sicilia passano con le ruspe sopra i cumuli di arance, alla faccia di chi muore di fame e di qualunque altra cosa, perché spesso a  immettere la frutta  nel circuito commerciale si guadagna meno di quanto si sia speso per la raccolta della stessa,  visti gli strozzini che si presentano all'acquisto.
e poi facciamo il succo d'arancia senza arancia.

praticamente vi odio.




venerdì 23 gennaio 2009

Senza titolo 309






ma smettila



tutto questo piangersi addosso inizia a stancarmi.

gnegnegne e che due maroni. ne ho piene le tasche di persone che mi chiedono "come stai" per il solo gusto di inondarmi di parole e per poter finalmente dire -loro- quanto stiano male e quanto siano sfortunate e quanto la vita si sia accanita e diochestanchezza.

basta. io sto bene. si metta agli atti. se anche non fosse così sarebbero solo e unicamente fatti miei.

e che cazzo. ero in fila per prenotare delle visite e una mi si avvicina dicendomi: purtroppo noi (noi chi?) che abbiamo questo male ce lo terremo per sempre dentro.
intanto noi non esiste. io non faccio noi con nessuno. posso fare tu ed io ma noi proprio al momento non lo concepisco. il n'existe pas.
poi quale male e dentro  dove.
per ultimo contesto il per sempre. per sempre non esiste al mondo.

e così liquido la signora in questione e tutti quelli che non hanno alcun interesse ad ascoltare gli altri ma hanno solo bisogno di un contenitore in cui vomitare frustrazioni.

no. non è tempo per me di porgere il fianco.

meglio evitare di provocarmi lanciando messaggi subliminali, domandando per interposta persona, supplicando compassione e sperando d'essere compresi pur senza parole.

disprezzo l'orgoglio da due soldi almeno quanto il sorriso di circostanza e le parole vuote.

provo una vaga sensazione di repulsione verso chi non abbia ancora imparato, in età adulta, ad essere chiaro. intellettualmente onesto, sebbene non necessariamente coerente.
mi infastidisce chi sia irremovibile e non abbia il coraggio di cambiare idea e di dichiararlo, se necessario; sono intollerante verso chiunque abbia presunte granitiche certezze posate sul fango.
mi urta chi non si metta mai in discussione convinto di avere la verità in tasca e pronto a sputare sentenze salvo poi, ovviamente, sentirsi vittima della altrui incomprensione.


e questo è quanto. fino a prova contraria.