Dei bambini e Gioventù bruciata
Ho acceso il televisore.
Eh sì, a volte accade. Forse perché l'ho spolverata quindi ho ricordato ci fosse (oggi è giorno di cenerentola in mode on).
Ho visto un filmato girato a Napoli - ma poteva essere Pavia, Milano, addirittura la mia città! - che parlava di bambini. Bambini zingari, costretti ad elemosinare. Bambini obbligati a stare per strada, accompagnati al mattino e organizzati in turni di lavoro, bambini picchiati se alla fine della giornata non hanno raccolto quanto dovuto, e si parla di una media di centocinquanta euro al giorno, mi spiego?
Bambini sporchi, spesso affamati, a volte stuprati perché si sa che una scopata d'un quarto d'ora vale almeno trenta euro e allora va bene anche così, no? Piuttosto che stare per strada a ripetere il solito mantra "buongiorno signora dio ti benedica". E chi cerca un buco c'è sempre.
Bambini che si tenta di non vedere, a volte, sciupati dalla vita non vissuta, sfioriti in ignoranza e vergogna e degrado. Umiliati. Derisi. E allontanati perché pericolosi, e sporchi, e cattivi a volte. Nati e cresciuti per puro spirito utilitaristico. A volte comprati, anzi troppo spesso comprati sfruttando la fame familiare.
Bambini con lo sguardo tenero come quello di tutti i bimbi, ancorché sporchi. Ma respinti. Addestrati a dire bugie e a piagnucolare, a scappare e a non manifestare dolore.
*E in Piazza del Popolo, seduta da Rosati a prendere un aperitivo nel tardo pomeriggio, in un momento in cui il lavoro stava allontanandosi dai miei pensieri e l'unica cosa importante per me ero io, ecco che arriva una bimba; mi chiede una moneta e per principio rispondo no. No e basta. No non basta e le chiedo se vuole mangiare qualcosa. Sposta la sedia, si accomoda, la guardo. Bastano un tramezzino e cinque minuti perchè lei si scopra le braccia e mi faccia vedere un livido a pallini. Mi dice che i suoi parenti la picchiano con lo scolapasta. E io non ho parole. Ho solo voglia di avere una casa a Roma per poterla mettere dentro la vasca da bagno, strofinarla con il guantino che io stessa uso per levarle quella patina di lercio che ha addosso, voglio pettinarla e lavarle i denti, cucinare per lei. Darle qualche ora di fanciullezza*
So: che a chi si macchia del delitto di pedofilia vengono dati tre-dico-tre anni di carcere, quindi o virtuosi chissà quanto spesso vi è semplice trovare un bimbo e offrirgli cartamoneta in cambio di soddisfazione di bisogno. E come spero tu muoia in sofferenza, o virtuoso.
So: che si riesce a togliere la patria potestà a un padre che non versi puntualmente il mantenimento per i figli ma difficilmente ci si impegna a togliere e allontanare questi bambini da coloro che ne sfruttino la giovinezza.
So: che la violenza di qualunque genere nasce da uno scompenso sociale e pretendo che il genitore non sia solo colui che sfama o risolve bisogni ma soprattutto colui che ascolti. Che senta. Che abbracci e scaldi.
So: che una carezza vale mille sorrisi e so anche che un unico sorriso offerto da chi fatichi anche solo a distendere le labbra sia un patrimonio immenso.
Eh sì, a volte accade. Forse perché l'ho spolverata quindi ho ricordato ci fosse (oggi è giorno di cenerentola in mode on).
Ho visto un filmato girato a Napoli - ma poteva essere Pavia, Milano, addirittura la mia città! - che parlava di bambini. Bambini zingari, costretti ad elemosinare. Bambini obbligati a stare per strada, accompagnati al mattino e organizzati in turni di lavoro, bambini picchiati se alla fine della giornata non hanno raccolto quanto dovuto, e si parla di una media di centocinquanta euro al giorno, mi spiego?
Bambini sporchi, spesso affamati, a volte stuprati perché si sa che una scopata d'un quarto d'ora vale almeno trenta euro e allora va bene anche così, no? Piuttosto che stare per strada a ripetere il solito mantra "buongiorno signora dio ti benedica". E chi cerca un buco c'è sempre.
Bambini che si tenta di non vedere, a volte, sciupati dalla vita non vissuta, sfioriti in ignoranza e vergogna e degrado. Umiliati. Derisi. E allontanati perché pericolosi, e sporchi, e cattivi a volte. Nati e cresciuti per puro spirito utilitaristico. A volte comprati, anzi troppo spesso comprati sfruttando la fame familiare.
Bambini con lo sguardo tenero come quello di tutti i bimbi, ancorché sporchi. Ma respinti. Addestrati a dire bugie e a piagnucolare, a scappare e a non manifestare dolore.
*E in Piazza del Popolo, seduta da Rosati a prendere un aperitivo nel tardo pomeriggio, in un momento in cui il lavoro stava allontanandosi dai miei pensieri e l'unica cosa importante per me ero io, ecco che arriva una bimba; mi chiede una moneta e per principio rispondo no. No e basta. No non basta e le chiedo se vuole mangiare qualcosa. Sposta la sedia, si accomoda, la guardo. Bastano un tramezzino e cinque minuti perchè lei si scopra le braccia e mi faccia vedere un livido a pallini. Mi dice che i suoi parenti la picchiano con lo scolapasta. E io non ho parole. Ho solo voglia di avere una casa a Roma per poterla mettere dentro la vasca da bagno, strofinarla con il guantino che io stessa uso per levarle quella patina di lercio che ha addosso, voglio pettinarla e lavarle i denti, cucinare per lei. Darle qualche ora di fanciullezza*
So: che a chi si macchia del delitto di pedofilia vengono dati tre-dico-tre anni di carcere, quindi o virtuosi chissà quanto spesso vi è semplice trovare un bimbo e offrirgli cartamoneta in cambio di soddisfazione di bisogno. E come spero tu muoia in sofferenza, o virtuoso.
So: che si riesce a togliere la patria potestà a un padre che non versi puntualmente il mantenimento per i figli ma difficilmente ci si impegna a togliere e allontanare questi bambini da coloro che ne sfruttino la giovinezza.
So: che la violenza di qualunque genere nasce da uno scompenso sociale e pretendo che il genitore non sia solo colui che sfama o risolve bisogni ma soprattutto colui che ascolti. Che senta. Che abbracci e scaldi.
So: che una carezza vale mille sorrisi e so anche che un unico sorriso offerto da chi fatichi anche solo a distendere le labbra sia un patrimonio immenso.
La cosa più triste, per me, è che questi bambini saranno domani (un domani vicinissimo, per loro) genitori di figli a cui faranno subire quello che loro hanno subito, a cominciare dai vapori benefici della metropolitana succhiati col latte...
RispondiEliminaNon so, davvero.
RispondiEliminanon ho mai parole su questi argomenti.
non so se è per una vuotezza di fondo o per una perenne delusione.
La terribilità di un destino che si perpetuerà..... Quando i cosiddetti 'esperti',i cc. dd. santoni, riuniti negl'ipocriti convegni televisivi, stilano le loro diagnosi sociali, si spingono a fare prognosi ed altro di simile, lo sconforto diventa quasi d'obbligo. La terribilità d' una realtà e di certe sue possibili conseguenze lascia interdetti, in un mondo dove pure, invece, si tenta di far passare la pseudo-verità positivistica d'una soluzione possibile, per ogni possibile male. Ma penso anche a tanto disprezzo per realtà 'marginali', che danno fastidio ad una certa "estetica" del vivere sociale. Mi ha fatto male leggere del modo in cui, in un momento di tensione,come ce ne sono pur tanti in una giornata ordinaria,una persona abbia voluto esternare il suo 'disappunto' non certo metaforico per una di queste realtà,verso cui il pietismo può far peggio dell'indifferenza....Sì, tutto giusto,perchè no?,mi son detto e ripetuto,per giustificarla, ma, sinceramente, ho proseguito a leggere con grande dispiacere e dolore, domandandomi il perchè dell'impellenza di una simile 'confessione' fatta proprio a me....E pareva nero lucente anche quello....E se da un legno storto come quello di cui è fatto l'uomo,non si può costruire niente di perfettamente dritto,viene pur voglia di passare per gente fuori del mondo, pur di non lasciare nulla d'intentato affinchè certe temperature interiori non cedano definitivamente,per lasciare il posto al gelo che avanza di una glaciazione senza speranza.
RispondiEliminabella la foto della piccola Light, credo che quei momenti di sazietà e quel sorriso assumano nel cuore della bimba un valore imponderabile
RispondiEliminaUn bacio
ascoltare, sentire, abbracciare, scaldare, purtroppo non è per tutti.
RispondiEliminae quei bimbi forse..i tuoi, i nostri "ragazzi" di domani..se non peggio.
ma Luci belle come quelle..là è davvero un peccato non accedenderle, manenendole nelle tenebre anche quando l'incubo apparentemente svanisce...
Winterblossom
RispondiEliminaE' triste che spesso sia così ma io non riesco a non pensare che le cose possano cambiare. Per tutti.
Wormlester
E' col silenzio che troppo spesso si nascondono le cose scomode. E parlarne non è mai facile. Però tu non mi sembri vuoto.
Terminator
Io non ho una soluzione per tutto, e neanche pietà per tutto. Però penso e faccio quel che posso per evitare la stagnazione.
Rouge
Quella bimba in foto era un amore, e bellissima. Un sorriso.
Caprice
Uno dei motivi per cui ho scelto di non avere figli è stato il mio profondo egoismo. Ma pretendo che chiunque diventi genitore *viva* per i propri figli.
Le mie luci, lo sai, sono sempre accese. Un bacio.
Purtroppo questi bambini li vediamo tutti i giorni nel treno, agli incroci e un pò dappertutto.
RispondiEliminaPensa che io ne vedo di piùgrandicelli alle 7 del mattino quando vado al lavoro, lì al freddo di un incrocio che ti vogliono pulire il parabrezza. Bambini che dovrebbero stare a scuola, bambini sfruttati, bambini a cui è stata negata l'infanzia.
Non ci sono parole per esprimere tutta l'indignaziione che ti provocano quelli che li sfruttano...
Light, non volevo assolutamente alludere a te. Prendo atto della tua apertura mentale in chiave problematicista. Non ci si può improvvisare in niente, e men che meno su questo campo,davvero minato, quali fautori di soluzioni pret-a-porter. Volevo solamente richiamare l'attenzione, senza per questo smettere i panni del "cattivista" osservante e non pentito,nemico di tanto modaiolo e melenso buonismo un tanto al chilo, per cui tutti i gatti dovrebbero essere bigi(ma quando mai...) su una certa strisciante "analgesia" del vivere personale e sociale, sulla quale credo che anche tu concorderai, da lanciatrice scelta di sassi nello stagno e in piccionaia,non disposta a nascondere la mano :) Effettivamente stiamo forse smarrendo per strada il senso profondo delle cose. Guardiamo tanto fuori,ma non ci guardiamo dentro, perchè è di questo che abbiamo veramente paura,di scoprire che, in fondo, non è vero che nessuno è perfetto,ma è vero,sia pure per paradosso, anzi il contrario: che ciascuno è perfetto,perfino di fronte a tante imperdonabili ed orribili brutture della vita, che ci porterebbero *reattivamente* a buttar via,assieme all'acqua sporca, anche l'incolpevole bambino,a patto che ci si sforzi di più, nel convulso vivere quotidiano,ad esssere tranquillamente operosi, *attivi*,sì, ma autoterapeuticamente più in sintonia col ritmo ciclico, ordinato, delle secrezioni dei nostri tanto bistrattati trasmettitori cerebrali, magnifico oscilloscopio naturale, variabile al variare stesso dei ritmi delle stagioni, dell'intensità della luce, del grado di temperatura,ecc.ecc. E così, facendo un altro giro largo,oscilloscopico pur esso, quasi senza accorgermene, mi sono ricollegato al "rumore di fondo" dell' universo di questo blog, espresso specialmente nei precedenti post. ciao
RispondiEliminaterminator
Per natale ti regalerò una sportina di punti (...), Terminator :-)
RispondiEliminaQuello che hai scritto mi ha fatto ricordare di una poesia che mi piace molto ...
RispondiEliminaI bambini imparano ciò che vivono.
Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo.
Doret's Law Nolte
... purtroppo non viviamo in un mondo giusto!!!
Ma grassie :-) maledetti,no i puntini dicevo.....è da una vita che mi perseguitano assieme alle virgolette. Io, invece, ti farò dono di una sportina di deliziosi asterischi.(***) :)
RispondiElimina...no è che Viviamo in un mondo "ingusto"... L'uomo, l'umanità è sempre (da sempre) stata una merda. Salvo qualche bagliore qua e la... Gli uomini cercano la sacralità nelle stronzate ma uccidono come belve i propri simili, stuprano bambini (questo è uno dei crimini più grossi) e li ammazzano, approfittano economicamente/fisicamente dei più deboli... in uno stato di diritto che spesso, sembra essere connivente. Vero, per esperienza "vissuta": ad un uomo che abusa di sua figlia (in quel caso aveva 4 anni), vengono dati 3 anni, che diventano 1-La famiglia gli resta, la figlia, pure. Io in questo caso (ed in altri) sono a favore della pena capitale (non degli accidenti). Un uomo/prete/padre/zio/convivente etc.. che stupra un minore deve essere ammazzato. Senza se e senza ma. Non tirate in ballo i discorsetti pii sul fascismo, il nazismo, l'america e quant'altro. L'uomo è una merda. E per alcuni deve vigere la legge dello sciaquone.
RispondiEliminaNella fogna delle "nostre" società deve esserci qualcuno che pesca la merda e la converte in qualcosa d'altro. Concime, ad esempio. E sia.
ho dimenticato un "n" in noN è che viviamo.... Scusa, ma cambiava tutto.
RispondiEliminaSi dovrebbe tutti pensare che cambiare si può... ma sopratutto si deve... perchè non ci siano nel mondo più sofferenze simili a quelle subite da chi ha l'innocenza e la purezza negl'occhi.
RispondiEliminaSo che: chiunque fa del male in qualsiasi modo a chi non si può in alcun modo difendere, non lo considero un essere umano eprchè di umano non ha nulla tranne una lontana sembianza.
RispondiEliminaBibi
Sono contenta di aver avuto riscontri su questo argomento.
RispondiEliminaTroppo spesso è più facile e comodo non vedere. Io non sono intrisa di bontà assoluta e anzi troppe sono le cose che ignoro, per comodo o per disinteresse.
Ma sui bambini non transigo.
E il fatto che siano soprattutto i genitori - o i parenti o affini - ad indurre i bimbi a comportamenti pericolosi o ancor peggio a seviziarli fisicamente e moralmente non è altro che una colpa aggiunta, enorme.
Optigan, sono d'accordo con te.
Riley, bella poesia.
S*, eliminare totalmente la malvagità credo sia assolutamente impossibile. Io credo nelle piccole cose, in azioni individuali che comunque riescono a smuovere le acque.
E un solo bambino salvo è un bambino in più.
Bibi, niente di umano, o troppo umano?
Gli umani predano per manifestare il potere e non per fame o difesa.
Per tornare a tema, io da adulto non mi vergogno ad ammettere di avere imbarazzo solo a pensare che esistano certe brutture. E addirittura sapere che c'è chi voglia festeggiare la giornata dell'orgoglio pedofilo, secondo me, è porre sotto 'schiaffo' l'intera umanità civile. Rimango stupito dell'assenza cronica della classe politica dai dibattiti su questa tematica. Si parla tra esperti,ma chi dovrebbe decidere latita quasi sempre. Infatti, la legislazione in materia è largamente deficitaria,anche perchè non si valuta lo spessore patologico di una devianza incondizionatamente mostruosa, che dovrebbe essere sottoposta pure ai trattamenti farmacologici del caso. Naturalmente, quando le vittime siano in condizioni di disagio socio-economico o di degrado sociale, il welfare dovrebbe prendersi totalmente carico dell'intero programma di rientro mirato e personalizzato dai traumi subiti. Non sarà mai possibile cancellare l'orrore,purtroppo, ma quel supplemento d'amore, a cui si appella il post,nel suo finale, costituisce la vera medicina, il vero giacimento a cui attingere per riparare i danni arrecati da un male tanto assoluto, da far vacillare la fede, laica o religiosa che sia, nell' essere umano. E' triste constatare come famiglia,istituzioni religiose o vocate all'assistenza ed all'educazione dei bambini, e la stessa Rete, non siano affatto al riparo dalla montante ondata sporca della pedofilia! Occorre vigilare e non abbassare mai la guardia! Per quanto riguarda il Web bisognerebbe erigere con pazienza un apparato di lotta preventiva e repressiva su scala planetaria, stante il carattere transnazionale della Rete e l'insufficienza d' una barriera,per così dire 'frangiflutti', e repressiva, di dimensione meramente nazionale.
RispondiEliminaTerminator
Io credo solo che se un giorno qualcuno dovesse toccare le mie figlie lo ucciderei con le mie mani! nessuna pietà
RispondiElimina