sabato 10 gennaio 2009

Senza titolo 306




rage against boredom


{subtitle: beauty is everywhere}




[...]

• Mi perdoni... A volte sono sbadato. Non accadrà più. Lo prometto!


• Mh...devo pensarci...non sempre sono così propensa al perdono. Comunque non dimenticherò la Sua promessa.




• So com'è, signorina. La leggo. Non lo dimentichi. Magari, invece, non è come appare in quelle parole. In ogni caso, farò in modo d'ottenerlo (e, soprattutto) meritarlo, questo perdono. La ossequio.


 


• Oh sì, ricordo che legge da me. Quel che Le sfugge -e me ne cruccio- è che mai ho avuto intenzione di apparire diversa da quel che in effetti sono. Quindi parole e immagini, signore, semplicemente sono espressione di me stessa senza apparenza. Tant'è.



• Adoro le sue immagini. Sembra presente una volontà mai sopita di sezionarsi. Di mostrarsi (soprattutto a sé) a brandelli. Non metto in dubbio che sia la Sua vera essenza. E' che, forse, qualche dubbio (sulla vera, propria essenza) dovremmo inocularcelo noi stessi. Tant'è.




• Vede signore, Lei entra in un dedalo dal quale difficilmente s'esce. Mai pensato che il...nocciolo fosse composto d'una sola materia: è un crogiolo di afflati diversi, con peso specifico e colore cangiante. E' una unità composita, come amo definirla. E' il mio il seno fra le mani, è mia la barchetta, è mio il gatto, è mia quella prospettiva d'un corpo steso sul letto. E' tutto mio, è tutto Io. E poi sappia che anche io sono piena di dubbi, di insoddisfazione, di fame e di sete. Io non mi accontento; non mi accontento neanche di (da) me stessa. Niente è mai abbastanza e tutto è goccia essenziale. Mi dica se ho chiarito -almeno approssimativamente- il mio punto di vista...




• Diciamo approssimativamente. Ma, in realtà, vorrei dirLe che ha splendidamente complicato le cose. Così come è giusto che sia. E ne sono lieto.




• Mi pregio d'essere maestra in complicazioni. Tento -davvero!- di raccogliere il capo del filo al fine di farne matassa ma, mio malgrado, questo non mi riesce quasi mai. Eppure non so se esserne crucciata...in fondo qual è la giusta via? Esiste una giusta via? Lei lo sa, signore?




• Mi pregio e mi vanto di non saperlo.




• Di dubbi mai potrò essere sazia.




• Neanch'io potrò mai esserlo...




• I fili si stanno annodando...Lei sa come scioglierli?




• Io li annodo unicamente...Mi spiace.


 




 


[history of a dialogue so surreal to be more than real]










8 commenti:

  1. Ognuno di noi può essere rappresentato da infiniti modelli, ciascun modello è funzionale per qualcosa e inadatto, anche completamente, per altre. Ma ogni modello è vero.

    a..

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  2. Belli i piedi in preghiera. Sembra l'immagine di una campagna di una mia amica che lavorava alla D'Adda, Lorenzini & Vigorelli...

    Ciaooo e passa da me!

    ^__^

    PBlue

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  3. E ogni modello è assimilabile all'originale e, in quanto tale, ne diventa parte integrante.

    Fino a prova contraria.

    E la prova contraria viene sempre.

    E allora si cambia modello.

    And so on.


    Daniele

    Molto reale.

    Un dialogo interessante, pieno e piacevole come difficilmente capita.

    Ma sai, ci sono delle strane alchimie a volte.

    Insomma, esistono anche persone.


    Stratidanimo

    Un bagno ghiacciato.

    Ma no, son convinta che lui non la volesse.

    Di lei non so niente:)


    PBlue

    Mi toccherà chiedere i diritti alla società, insomma:)

    La preghiera è antitetica a me, e ai miei piedi.

    Passo da te, sì: mi sei simpatico.


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  4. la buccia,

    anche la buccia non è male.

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  5. Che ingarbuglio, il darsi del Lei poi è delizioso.

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  6. Certo che esistono.

    Anzi esistono solo persone.

    Vere.

    (Come me, che oggi sono malatino: che noia).

    D.

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