rage against boredom
{subtitle: beauty is everywhere}
• Mi perdoni... A volte sono sbadato. Non accadrà più. Lo prometto!
• Mh...devo pensarci...non sempre sono così propensa al perdono. Comunque non dimenticherò la Sua promessa.
• So com'è, signorina. La leggo. Non lo dimentichi. Magari, invece, non è come appare in quelle parole. In ogni caso, farò in modo d'ottenerlo (e, soprattutto) meritarlo, questo perdono. La ossequio.
• Oh sì, ricordo che legge da me. Quel che Le sfugge -e me ne cruccio- è che mai ho avuto intenzione di apparire diversa da quel che in effetti sono. Quindi parole e immagini, signore, semplicemente sono espressione di me stessa senza apparenza. Tant'è.
• Adoro le sue immagini. Sembra presente una volontà mai sopita di sezionarsi. Di mostrarsi (soprattutto a sé) a brandelli. Non metto in dubbio che sia la Sua vera essenza. E' che, forse, qualche dubbio (sulla vera, propria essenza) dovremmo inocularcelo noi stessi. Tant'è.
• Vede signore, Lei entra in un dedalo dal quale difficilmente s'esce. Mai pensato che il...nocciolo fosse composto d'una sola materia: è un crogiolo di afflati diversi, con peso specifico e colore cangiante. E' una unità composita, come amo definirla. E' il mio il seno fra le mani, è mia la barchetta, è mio il gatto, è mia quella prospettiva d'un corpo steso sul letto. E' tutto mio, è tutto Io. E poi sappia che anche io sono piena di dubbi, di insoddisfazione, di fame e di sete. Io non mi accontento; non mi accontento neanche di (da) me stessa. Niente è mai abbastanza e tutto è goccia essenziale. Mi dica se ho chiarito -almeno approssimativamente- il mio punto di vista...
• Diciamo approssimativamente. Ma, in realtà, vorrei dirLe che ha splendidamente complicato le cose. Così come è giusto che sia. E ne sono lieto.
• Mi pregio d'essere maestra in complicazioni. Tento -davvero!- di raccogliere il capo del filo al fine di farne matassa ma, mio malgrado, questo non mi riesce quasi mai. Eppure non so se esserne crucciata...in fondo qual è la giusta via? Esiste una giusta via? Lei lo sa, signore?
• Mi pregio e mi vanto di non saperlo.
• Di dubbi mai potrò essere sazia.
• Neanch'io potrò mai esserlo...
• I fili si stanno annodando...Lei sa come scioglierli?
• Io li annodo unicamente...Mi spiace.
[history of a dialogue so surreal to be more than real]
Ognuno di noi può essere rappresentato da infiniti modelli, ciascun modello è funzionale per qualcosa e inadatto, anche completamente, per altre. Ma ogni modello è vero.
RispondiEliminaa..
Io credo molto reale...
RispondiEliminaDaniele
In sintesi:
RispondiEliminaLui > Me la dà?
Lei > Mai.
Belli i piedi in preghiera. Sembra l'immagine di una campagna di una mia amica che lavorava alla D'Adda, Lorenzini & Vigorelli...
RispondiEliminaCiaooo e passa da me!
^__^
PBlue
E ogni modello è assimilabile all'originale e, in quanto tale, ne diventa parte integrante.
RispondiEliminaFino a prova contraria.
E la prova contraria viene sempre.
E allora si cambia modello.
And so on.
Daniele
Molto reale.
Un dialogo interessante, pieno e piacevole come difficilmente capita.
Ma sai, ci sono delle strane alchimie a volte.
Insomma, esistono anche persone.
Stratidanimo
Un bagno ghiacciato.
Ma no, son convinta che lui non la volesse.
Di lei non so niente:)
PBlue
Mi toccherà chiedere i diritti alla società, insomma:)
La preghiera è antitetica a me, e ai miei piedi.
Passo da te, sì: mi sei simpatico.
la buccia,
RispondiEliminaanche la buccia non è male.
Che ingarbuglio, il darsi del Lei poi è delizioso.
RispondiEliminaCerto che esistono.
RispondiEliminaAnzi esistono solo persone.
Vere.
(Come me, che oggi sono malatino: che noia).
D.