no way out
strada e traffico e acqua
la pioggia lava via pensieri e stanchezza e tengo botta mentre vado incontro ad affetti e effetti contrastanti.
mi perdo dentro un'infinità di occhi cercando occhi che non voglio incontrare
l'aria ha il sapore della sfida verso me stessa
la certezza di dovere essere forte soprattutto per me
ti cammino sopra e ti calpesto sapendo di non farti male
e intanto aspetto la nota dell'indifferenza salvifica e del pensiero sterile
please wait
aspetto ma che arrivi in fretta
e intanto firenze è piena di fiumi di gente
l'uomo che si lava nella fontana
quello che mi si ferma affianco mentre il mio sguardo è impregnato di luce altra e mi dice sei bellissima
e mi scappa un sorriso a guardarlo sorridere
mentre continuo a fermare attimi e respiri
così sospesa e inquieta
è strana la consistenza di queste giornate
mi scivolano addosso e fra le dita si fermano sassolini che vorrei gettare lontano
fuori da me e oltre me
annegarli nel tempo perduto o in quello mai vissuto questo dovrebbe essere
via i fantasmi via le parole inutili via il senso di stizza via la piega di fastidio via gli occhi abbagliati da una luce che non c'è
e in tutto questo perdermi c'è la certezza di chi non mi delude mai
e fare il paragone è un gioco al massacro
non c'è sfida
fra chi non ha mai detto una parola di troppo pur sapendo che l'avrei desiderata
e chi ne ha dette troppe pur sentendo che io non le volevo
fra chi gioca duro e mi rimane impresso
e chi sfodera tenerezza e mi lascia segni inutili
fra chi fa parte del mio amore
e chi avrei potuto amare senza senso
intanto piove
la pioggia lava via
la pioggia lava via pensieri e stanchezza e tengo botta mentre vado incontro ad affetti e effetti contrastanti.
mi perdo dentro un'infinità di occhi cercando occhi che non voglio incontrare
l'aria ha il sapore della sfida verso me stessa
la certezza di dovere essere forte soprattutto per me
ti cammino sopra e ti calpesto sapendo di non farti male
e intanto aspetto la nota dell'indifferenza salvifica e del pensiero sterile
please wait
aspetto ma che arrivi in fretta
e intanto firenze è piena di fiumi di gente
l'uomo che si lava nella fontana
quello che mi si ferma affianco mentre il mio sguardo è impregnato di luce altra e mi dice sei bellissima
e mi scappa un sorriso a guardarlo sorridere
mentre continuo a fermare attimi e respiri
così sospesa e inquieta
è strana la consistenza di queste giornate
mi scivolano addosso e fra le dita si fermano sassolini che vorrei gettare lontano
fuori da me e oltre me
annegarli nel tempo perduto o in quello mai vissuto questo dovrebbe essere
via i fantasmi via le parole inutili via il senso di stizza via la piega di fastidio via gli occhi abbagliati da una luce che non c'è
e in tutto questo perdermi c'è la certezza di chi non mi delude mai
e fare il paragone è un gioco al massacro
non c'è sfida
fra chi non ha mai detto una parola di troppo pur sapendo che l'avrei desiderata
e chi ne ha dette troppe pur sentendo che io non le volevo
fra chi gioca duro e mi rimane impresso
e chi sfodera tenerezza e mi lascia segni inutili
fra chi fa parte del mio amore
e chi avrei potuto amare senza senso
intanto piove
la pioggia lava via
...cè stata pioggia anche qui.
RispondiElimina...acida però.
...più che lavare ha corroso.
These boots are made for walkin'
RispondiEliminaCi sono angoli speciali a Firenze, remoti di pietre dimenticate.
Oggi qui ti piacerebbe un sacco.
Temo
Bel blog :-)
RispondiEliminaLidraulico
RispondiEliminaNon sarebbe male neanche essere corrosi un po'.
Passa prima.
Bah.
Hellstrom
Qui dove?
Ho (ri)visto istanti di Firenze che mi hanno colpita, conoscenze mie proprie e altrui, percezioni a volte fastidiose, a volte insidiose, altre tenere.
Mi è rimasta una grande spossatezza, non solo fisica.
Come quando si è presi da troppe emozioni, hai presente?
Io ci provo, poi, a metter fuori i miei sentimenti, ma non ci riesco.
RispondiEliminaProbabilmente non voglio.
Però, la pioggia, sì.
"Cade giù in un giorno d’estate
una pioggia giovane
sopra il viso, lungo le mani
sulla campagna arida
su tristezze e antichi sospiri
di canti di fortuna
con il cielo riflesso negli occhi
lontano dalle abitudini.
Prendi la pioggia, prendi la pioggia.
Prendi la pioggia, prendi la pioggia.
Cade giù, dolce e improvvisa
prendo la pioggia
scivola, percorre la forma
scuote il mio corpo instabile
nelle mani raccolte e socchiuse
nell’attesa dei giorni
scorre l’acqua che deve bagnare
il seme dell’anima.
Scende giù nel mio cuore incerto
una forza fertile
si diffonde attraverso il respiro
e raggiunge la mente
dissolvendo tristezze e paure
mentre ascolto il silenzio
con il cielo riflesso negli occhi
lontano dalle abitudini.
Prendi la pioggia, prendi la pioggia.
Prendi la pioggia, prendi la pioggia.
Prendi la pioggia, prendi la pioggia".
(Lo so è estiva, ma mi andava: se è troppo, cancella).
Dan
Eh mi sembrava di aver visto una combattiva...!
RispondiEliminaE' sempre una meraviglia leggere le tue parole...Davvero.
RispondiEliminaC'è chi va nella meravigliosa Firenze e chi torna da(lla tua ) Torino....
Un sorriso
Daniele
RispondiEliminaPerché dovrebbe essere troppo?
Non credo sia sempre essenziale essere telegrafici.
Ti affidi a parole altrui per spiegare una tua sensazione, e va bene anche così.
MariannaPuntoG
Combattiva fino allo sfinimento.
E, infatti, in questi giorni sono sfinita.
MidoriRossoBlu
Eri qui? Ti abbiamo regalato un po' di pioggia, allora.
Oggi hanno acceso le luci d'artista, non vedo l'ora di andare a fare un giro a piedi in città -ombrello e sciarpa e sono a posto-
Grazie né.
Tornerò prestissimo per le Luci D'artista (che non voglio assolutamente perdere)...per perdermi ancora nelle notti del Quadrilatero Romano...per ridere e sorridere ancora in una città che mi sta regalando un Paradiso...
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