{un peso lieve}
Sopporto a fatica questo caldo che ancora non accenna ad andare via.
Stamattina il termometro per strada segnava 34 gradi e no, non è normale che a Torino a fine Agosto ci sia ancora questa temperatura; l'anno scorso avevo già la trapunta, a letto.
Insomma sono insofferente, ma so che sarà un fastidio solo più temporaneo, oramai, ché una di queste mattine mi risveglierò con le spalle ghiacciate (ah, un torinesismo: solo più).
Al caldo aggiungo poi qualche altra noia, tanto per non farmi mancare niente: il ferro da stiro mi si è bruciato in mano -e va be' che era acceso da ore, secondo me si è spaventato quando ha visto la pila di roba da sistemare- e il router dev'essere offeso con l'hag. Si parlano a rate. A pacchetti. E io devo passare la giornata a fare reboot -oltre che a tirare giù tutti i santi-
Ovviamente il ferro l'ho comprato nuovo e per il router ho dovuto fare una pratica assurda online (online... ho dovuto supplicare in cirillico che durante l'invio del modulo non decidesse di disconnettermi dalla rete, e ce l'ho fatta).
Poi al solito, no?
Comportamenti stupidi, noiosi, che faccio fatica a sopportare e proprio per questo me ne tengo lontana.
Parole rarefatte e setacciate; a volte solo parole di circostanza, ma devo essere di buon umore. In caso contrario è meglio che taccia.
Sento la mancanza di qualcosa.
Anzi tante cose, che singolarmente ho perché le cerco o me le offrono o semplicemente le ho dentro. Quello che mi manca è un riassunto di tutto questo.
Come un contenitore in cui poter mischiare sensazioni e immergere i pensieri e i desideri.
La nota positiva è che non manco a me stessa.
Senza indulgenza e mai abbastanza riesco comunque ad essermi presente.
Ad essere come sono senza piegarmi a quel che si vorrebbe da me.
Nonostante i pensieri che si rincorrono.
Fra ostacoli che supero ad occhi chiusi per non essere sopraffatta dalla paura.
Con la certezza di essere l'unica, nonostante tutto, ad avere il dovere di prendermi cura di me.
Tutto il resto è aleatorio.
Ora vado a stendere la tristezza al sole: vedrai che in poco tempo muore.
Io mi mischio con l'acqua. Fredda, of course.
Stamattina il termometro per strada segnava 34 gradi e no, non è normale che a Torino a fine Agosto ci sia ancora questa temperatura; l'anno scorso avevo già la trapunta, a letto.
Insomma sono insofferente, ma so che sarà un fastidio solo più temporaneo, oramai, ché una di queste mattine mi risveglierò con le spalle ghiacciate (ah, un torinesismo: solo più).
Al caldo aggiungo poi qualche altra noia, tanto per non farmi mancare niente: il ferro da stiro mi si è bruciato in mano -e va be' che era acceso da ore, secondo me si è spaventato quando ha visto la pila di roba da sistemare- e il router dev'essere offeso con l'hag. Si parlano a rate. A pacchetti. E io devo passare la giornata a fare reboot -oltre che a tirare giù tutti i santi-
Ovviamente il ferro l'ho comprato nuovo e per il router ho dovuto fare una pratica assurda online (online... ho dovuto supplicare in cirillico che durante l'invio del modulo non decidesse di disconnettermi dalla rete, e ce l'ho fatta).
Poi al solito, no?
Comportamenti stupidi, noiosi, che faccio fatica a sopportare e proprio per questo me ne tengo lontana.
Parole rarefatte e setacciate; a volte solo parole di circostanza, ma devo essere di buon umore. In caso contrario è meglio che taccia.
Sento la mancanza di qualcosa.
Anzi tante cose, che singolarmente ho perché le cerco o me le offrono o semplicemente le ho dentro. Quello che mi manca è un riassunto di tutto questo.
Come un contenitore in cui poter mischiare sensazioni e immergere i pensieri e i desideri.
La nota positiva è che non manco a me stessa.
Senza indulgenza e mai abbastanza riesco comunque ad essermi presente.
Ad essere come sono senza piegarmi a quel che si vorrebbe da me.
Nonostante i pensieri che si rincorrono.
Fra ostacoli che supero ad occhi chiusi per non essere sopraffatta dalla paura.
Con la certezza di essere l'unica, nonostante tutto, ad avere il dovere di prendermi cura di me.
Tutto il resto è aleatorio.
Ora vado a stendere la tristezza al sole: vedrai che in poco tempo muore.
Io mi mischio con l'acqua. Fredda, of course.
Mi sa che con leggere e dovute sfumature ci mancano le medesime cose.
RispondiEliminaInorridisco al solo pensiero del tempo e della temepratura che troverò la prossima settimana (sempre che arrivi viva)
Ohmmmmmmmmmmmmmmmm
Ohmmmmmmmmmmmmmmmm
E' una cosa che fanno in tanti (tutte le persone normali, forse), ma io non capisco che senso abbia togliere la trapunta. Finchè fa caldo ci dormi sopra. Quando fa abbastanza freddo è già lì. :)
RispondiElimina-Io mi mischio all'acqua tiepida- (ho le gengive sensibili)
le tue parole riflettono le mie riflessioni: scrivo perchè ci godo nel bene e nel male... devo riprendermi. Grazie
RispondiEliminaCrIs
RispondiEliminaMi sa che ci accomunano non solo le mancanze ma anche -e soprattutto- quel che abbiamo.
Tu vai, vestiti come se andassi nel deserto: tutta bianca, suvvia:)
Fumblindog
La tua è la esemplificazione di quello che io chiamo 'culodipiombo'.
A te la polvere ti fa un baffo, mi sa:)
Sai cosa? La trapunta è per me solo il primo passo: dopo viene il piumone spesso e, andando avanti, il plaid di pile fra il lenzuolo e il piumone.
Come potrei dormire sopra tutte queste cose?
Acqua fredda, insisto. Poi, ai primi freddi, faccio i tropici in bagno.
ZERUNO
Quello è l'unico scopo della scrittura 'no-profit': goderci sopra e dentro e intorno.
Spiattellare l'Ego in qualunque forma, colore e sostanza.
Così, solo perché mi va.
Light, io terrei anche il piumone. ma poi ne verrebbe una disputa teologica da risvegliare anche illustri pensatori del passato e mi costringo a cedere. Senza -peraltro- esser mai il primo a dire che 'è giunto il momento di toglierlo'. :))
RispondiEliminaciao e a presto
RispondiEliminabaci baci
Fumblindog
RispondiEliminaConfermo l'esemplificazione di 'culodipiombo':)
A presto? Bah.
Almeno il Pc l'hai sistemato.
RispondiEliminaCome facevo, io, sennò?
(Via il caldo, via...).
Daniele
buonanotte......io ho un clima stupendo. fresco e ventilato la sera. infatti mi e' venuta la febbre e sudo.cazzo come sono fradicio(tanto posso dire fradicio, credo)
RispondiEliminabuon rientro honey!
RispondiEliminala luna e i falò
RispondiEliminacomè Pavese contro la noia?
Daniele
RispondiEliminaPer il pc ora aspetto che Dlink mi spieghi per quale motivo il router non parli con l'hag.
Nel frattempo, anche se disconnettendosi con frequenza, la mia wi-fi regge.
E comunque io ci sono:)
Ontheriverbank
Ho visto al regionale che da voi c'è fresco. Stamattina anche da noi, e per fortuna pare che voglia piovere.
Ahahah, ammalato..e chi ti cura, a te? Povero cocco...
Chota
Mh...mi sono svegliata alle quattro e venti, stamattina...l'ansia da rientro:)
Ora ho una marea di cose da fare e, neanche a dirlo, non ne ho voglia.
Bye sugar:)
Lidraulico
A me Pavese piace.
Il suo modo, la dialettica, il racconto del vissuto che pare attuale.
Poi leggere difficilmente mi annoia (per quanto sia capitato anche recentemente, con qualche libro che davvero non riuscivo a terminare ma -per principio- non ho abbandonato).
Un post molto divertente. Mi è piaciuto. Torino è una città che amo molto, molte volte penso di farci una scappata ma me ne manca sempre il tempo. Ciao, a presto rileggerci
RispondiEliminaBellissimo libro!
RispondiEliminaBuona lettura!
Un Abbraccio
Riccardo
leggo il post e mi verrebbe da dire: a cesare quel che è di cesare... poi osservo la foto e penso quel che è di cesare è andato pure a light;
RispondiEliminaa..
Caratteristica degli "on the rock" - cocktail dico, eh - è l'essere diluiti dall'acqua.
RispondiEliminap.s. Dio quanto hai scritto in venti giorni. Tocca rimettersi in ferie per leggerti! - te possino -
Ulisseuno
RispondiEliminaTorino è la mia città. E' mia.
Però, sai, abbiamo un'idea assolutamente diversa relativamente a quel che è divertente.
Unaccountlibero
Un libro del cuore.
a..
Giochi con le parole e io gioco con te.
A ciascuno il proprio Cesare, e viceversa.
A me, adesso, spetta Pavese.
Stratidanimo
L'acqua è una delle poche cose che riesca a placarmi.
D'altronde posso dirmi tendenzialmente on the rock.
E ho scritto sì. Ma neanche tanto, qui.
Ho scritto su tanta carta, e ho scritto anche sui muri.