giovedì 9 aprile 2009

Senza titolo 330







sai quando ti si appiccica addosso quella strana forma di malinconia.
quella dolciastra, che si addensa in un sorriso che all'apparenza potrebbe sembrare rassegnato.
quella che poi, quando passi davanti ad uno specchio e ti guardi in faccia, ti rendi conto che di sorriso ha solo una vaga impressione e di rassegnazione non c'è neanche l'ombra.

ecco, così.
ho mandato formiche e ricevuto pecore.
ho scritto parole e ricevuto parole.

da domani porterò in trasferta quella che forse si chiama tristezza.
la metterò nelle mani di chi sa come trattarla e magari la baratterò con un po' di vita degli altri.
in fondo lo sto facendo da tempo, mi viene quasi facile.

ho deciso di non nascondere niente di quel che mi prende, di lasciarmi passare tutto addosso e in viso e di non aver alcun ritegno a mostrare e dimostrare sentimenti.
sì, certo: sono necessarie le chiavi di lettura o almeno parole chiare; ma questo serve solo agli altri.

non a te. non a chi fa parte di me.

comunque ti terrò in bocca. avrò il sapore di te mischiato in mandorle e pistacchi. ti terrò segreto fra i denti e la lingua e le mie parole avranno la cadenza dolceamara di zucchero e amor lontano.



giovedì 2 aprile 2009

Senza titolo 329




{tichiamoamoreperchétiamodiunamoretalechedefinirloamoresarebbeamorale}




fermarmi anche solo un attimo ora mi costa fatica
ché so cosa sarà dopo: non appena avrò il silenzio dentro un urlo straccerà l'instabile bilanciamento  che mi è rimasto
e vacillerò
forse fino a cadere
forse a cadere e a rialzarmi, forse a cadere e a rimanere un po' a terra, dove potrò riposarmi
dimenticarmi
o no
oh no
non sono fatta per dimenticare

ho giorni colorati negli occhi
sbavature di rimmel appena corrette da un sorriso limpido
lampi di gioia improvvisa e voci piccole come un cartone animato hanno riempito gli spazi vuoti
di nuovo vuoti un attimo dopo e poi ancora pieni di dolcetti e piccole amarezze e mancanza
profonda mancanza che assomiglia sempre più all'assenza

e tenere tutto conservato in un sottovuoto naturale
mentre folle di parole e di persone assaltano il mio senso di equilibrio
e arrancano tentando di sfinire la mia pazienza
e io che pragmatica guardo loro così distanti da me
così fuori dal mio mondo dentro
così pronta ad aggredire verbalmente tirando fuori dalla sportina i miei no più secchi e decisi
e raccogliere consensi, complimenti, sorrisi e apprezzamenti


così digiuna di te da non sentire più fame d'altro






martedì 24 marzo 2009

Senza titolo 328




{in utero}



guarda come si mischiano i pensieri.

sognavo, oggi. sono rientrata a casa in frammenti, stanca dopo una notte passata a sentire il vento fra le sedie in terrazza e le piante che si rovesciavano e scorrevano. immersa nella tempesta ho perso il sonno e altre cose.

mi perdo.

sognavo mia mamma. la sognavo alle prese con mia sorella bambina e con la mia anima persa dietro ad un topo. lei guardava il topo e gli parlava, io guardavo lei e mi chiedevo cosa pensasse il topo. io tacevo. io lasciavo fare. e mi raccoglievo.

una canzone. così lontana nel tempo e nello spazio e nei ricordi e così prepotente a rientrare nei miei occhi, portandosi dietro luci altre, voci altre, altre persone. malizia. in ogni senso. altra storia impossibile, altri frammenti persi non so più dove, annegati in un mare di distanza. una scelta sofferta, al solito. e a domandarmi perché tutto il bello debba essere sofferto ho regalato almeno una vita.

loro due che ballavano in salotto, gli occhi legati e le mani che correvano sulla schiena. lui ed io immersi in un pomeriggio di luglio con il caldo rotto da un condizionatore che non riusciva ad asciugare due corpi nudi e sudati e desiderati e voluti cercati avuti posseduti. tutto. tutto quello che avrei voluto, tutto quello che avevo, tutto quello che si è consumato. un amore bagnato, a termine, di quelli che si ricordano con il sorriso. e ho messo la parola fine perché non riuscivo a reggere tutto quell'amore. davvero, non riuscivo. proprio quando tutto sembrava distendersi, diventare finalmente un po' più semplice, io non ce l'ho fatta. senza rimorsi, è solo finita.

no, non ci sono analogie se non forse la distanza oggettiva. perché io non ho scelto niente. non ho voluto, non ho cercato, non ho chiesto. ho percepito. ho preso finalmente a piene mani quanto mi si offriva, in qualità di vita e brividi a secchiate. ho solo dato tutta me stessa. ho lasciato fare, mi sono lasciata sfogliare fino a rimanere svelata. e ora ho freddo. mettimi su qualcosa. magari solo un bacio.

 


sabato 21 marzo 2009

Senza titolo 327





riflessioni sulla bellezza



no, non dico che tu sia davvero bello.
sei davvero bello per me, così come è bello jimbo e jeff e andrea.

c'è una sottile linea di confine che divide la mia percezione di bellezza da quella comunemente intesa come tale. non mi basta, non mi basta il pensiero dell'uomo ideale: alto, scuro di occhi e di capelli, con la faccia da schiaffi. tutto questo poi si mescola e si scinde, si separa in piccole molecole a formare quello che io acquisisco come bello: tu.

mi piace la tua voce cupa, a volte ciancicata. mi fai ridere quando canti al telefono con acuti e falsetti -mi fai ridere: che splendida capacità!- quando continui a farmi sentire quella canzoncina da due soldi e quando ti senti talent scout,  mi vengono i brividi quando ci incontriamo sulle stesse note, quando ci lasciamo scivolare addosso la stessa intimità musicale.

mi piace la tua caparbietà, la durezza sfumata, le ferite a vista, i segni e le venature lasciate da una vita che probabilmente ti ha risparmiato poco ma che ti regala quell'intensità che vedo scorrerti dentro. mi piace il tuo modo di vedere con gli occhi, la tua curiosità per la vita, la tua facoltà di rapportarti agli altri determinata da una sensibilità non comune.

mi piace parlarti, ascoltarti, sentirti, vederti, trascorrerti e percorrerti.
e dirti, con le parole che conosci: ti do atto che tu sia la potenziale, perfetta rovina.



lunedì 16 marzo 2009

Senza titolo 326







ho provato a ricucire gli strappi fra le parole ma non ci sono riuscita, e più mi affannavo a mettere delle pezze più quelle scappavano via fra la trama e l'ordito, impigliandosi qualche volta e rimanendo sospese sulla punta della lingua

ho provato a ricomporre i pensieri che si spargevano alluvionando qualunque terra arsa, creando pozze adatte a nascondersi, prendendo fiato fra un'immersione e l'altra e ritornando a galla apparentemente senza fatica mentre, con sguardo attonito,  vedevo piccoli germogli fra i pori

ho provato a lasciar fuori come indesiderati ospiti tutte quelle sensazioni pericolosamente instabili, rette solo da sensazioni altre e altrui, nutrite da sorrisi spontanei che si infilavano in ogni  mia espressione sfottendo qualunque campanello d'allarme facendogli la linguaccia

ho provato a fermarmi quando anche tu eri fermo, come all'angolo di una stanza della quale non percepivo ancora i contorni, ma poi tanto più forte di me è stata l'impazienza e la voglia che ho fatto capriole e salti mortali come se fosse pane quotidiano accettando come naturale il rischio di farmi male

ho provato a ricredermi, a convincermi che fosse un bellissimo sogno inconsistente in quanto tale, ho provato a immaginare un momento di stanchezza in cui incautamente  non ho fatto caso a me stessa lasciandomi pascolare in colline in fiore e altre visioni bucoliche

ho provato tutto ma non c'è verso: è tutto vero.
che mi vada bene o meno, è tutto vero.
che voglia accettarlo o meno, è esattamente come ti ho detto.

tant'è.

domenica 15 marzo 2009

Senza titolo 325




{silence in a breath of air}



















no one knows how i love {you}

 





giovedì 12 marzo 2009

Senza titolo 324








tutto qui mi parla di te
lo specchio dentro il quale ho visto la tua immagine mischiata alla mia
le impronte delle mie dita
le lenzuola attorcigliate e  posate sul pavimento
le mie spalle fredde
il cuscino umido di lacrime
i suoni sospesi
il silenzio gravido di attese

mi volto e sei lì
a misurarmi le mani con le tue
a fare colazione di cioccolato e latte fresco
succo d'arancia rossa e croissant
sapori golosi e pregnanti
noci pasta fresca e complimenti
musica risate sospiri e quella sensazione livida in sottofondo
una punta di amarezza a fare da contraltare


riavvolgo il nastro
ritorno indietro senza aver bisogno di briciole di pane
la strada la conosco
conosco il bosco scuro e l'inverno dentro
ci cammino senza mostrare paura nonostante tutto mi tremi dentro
arrivo all'inizio di questa nuova sensazione di vita
per provare il gusto di godermela tutta da capo
e tutto qui mi parla di te.