sabato 21 marzo 2009

Senza titolo 327





riflessioni sulla bellezza



no, non dico che tu sia davvero bello.
sei davvero bello per me, così come è bello jimbo e jeff e andrea.

c'è una sottile linea di confine che divide la mia percezione di bellezza da quella comunemente intesa come tale. non mi basta, non mi basta il pensiero dell'uomo ideale: alto, scuro di occhi e di capelli, con la faccia da schiaffi. tutto questo poi si mescola e si scinde, si separa in piccole molecole a formare quello che io acquisisco come bello: tu.

mi piace la tua voce cupa, a volte ciancicata. mi fai ridere quando canti al telefono con acuti e falsetti -mi fai ridere: che splendida capacità!- quando continui a farmi sentire quella canzoncina da due soldi e quando ti senti talent scout,  mi vengono i brividi quando ci incontriamo sulle stesse note, quando ci lasciamo scivolare addosso la stessa intimità musicale.

mi piace la tua caparbietà, la durezza sfumata, le ferite a vista, i segni e le venature lasciate da una vita che probabilmente ti ha risparmiato poco ma che ti regala quell'intensità che vedo scorrerti dentro. mi piace il tuo modo di vedere con gli occhi, la tua curiosità per la vita, la tua facoltà di rapportarti agli altri determinata da una sensibilità non comune.

mi piace parlarti, ascoltarti, sentirti, vederti, trascorrerti e percorrerti.
e dirti, con le parole che conosci: ti do atto che tu sia la potenziale, perfetta rovina.



lunedì 16 marzo 2009

Senza titolo 326







ho provato a ricucire gli strappi fra le parole ma non ci sono riuscita, e più mi affannavo a mettere delle pezze più quelle scappavano via fra la trama e l'ordito, impigliandosi qualche volta e rimanendo sospese sulla punta della lingua

ho provato a ricomporre i pensieri che si spargevano alluvionando qualunque terra arsa, creando pozze adatte a nascondersi, prendendo fiato fra un'immersione e l'altra e ritornando a galla apparentemente senza fatica mentre, con sguardo attonito,  vedevo piccoli germogli fra i pori

ho provato a lasciar fuori come indesiderati ospiti tutte quelle sensazioni pericolosamente instabili, rette solo da sensazioni altre e altrui, nutrite da sorrisi spontanei che si infilavano in ogni  mia espressione sfottendo qualunque campanello d'allarme facendogli la linguaccia

ho provato a fermarmi quando anche tu eri fermo, come all'angolo di una stanza della quale non percepivo ancora i contorni, ma poi tanto più forte di me è stata l'impazienza e la voglia che ho fatto capriole e salti mortali come se fosse pane quotidiano accettando come naturale il rischio di farmi male

ho provato a ricredermi, a convincermi che fosse un bellissimo sogno inconsistente in quanto tale, ho provato a immaginare un momento di stanchezza in cui incautamente  non ho fatto caso a me stessa lasciandomi pascolare in colline in fiore e altre visioni bucoliche

ho provato tutto ma non c'è verso: è tutto vero.
che mi vada bene o meno, è tutto vero.
che voglia accettarlo o meno, è esattamente come ti ho detto.

tant'è.

domenica 15 marzo 2009

Senza titolo 325




{silence in a breath of air}



















no one knows how i love {you}

 





giovedì 12 marzo 2009

Senza titolo 324








tutto qui mi parla di te
lo specchio dentro il quale ho visto la tua immagine mischiata alla mia
le impronte delle mie dita
le lenzuola attorcigliate e  posate sul pavimento
le mie spalle fredde
il cuscino umido di lacrime
i suoni sospesi
il silenzio gravido di attese

mi volto e sei lì
a misurarmi le mani con le tue
a fare colazione di cioccolato e latte fresco
succo d'arancia rossa e croissant
sapori golosi e pregnanti
noci pasta fresca e complimenti
musica risate sospiri e quella sensazione livida in sottofondo
una punta di amarezza a fare da contraltare


riavvolgo il nastro
ritorno indietro senza aver bisogno di briciole di pane
la strada la conosco
conosco il bosco scuro e l'inverno dentro
ci cammino senza mostrare paura nonostante tutto mi tremi dentro
arrivo all'inizio di questa nuova sensazione di vita
per provare il gusto di godermela tutta da capo
e tutto qui mi parla di te.


martedì 10 marzo 2009

Senza titolo 323







lei sentiva il peso impalpabile dell'assenza
quel dolore non spiegabile che piegava lo stomaco
la sensazione di un languore insistente

lei avvertiva la mancanza di quelle mani addosso
a volte tenere e consolatorie a volte esigenti e pregnanti
mani che carezzavano lievi e che lasciavano lividi

lei che sentiva ancora i segni dei denti
che non voleva farne a meno
che saziava la fame e la sete




e ti guardava con gli occhi di bambina
aveva il musetto corrucciato come quando la bambola preferita si rompe
ti ascoltava come se non avesse mai sentito parole prima
le toglievi il sorriso e glielo davi di nuovo
la tenevi per mano senza neanche accorgerti del regalo che le facevi
ogni passo accompagnato da quel sostegno flebile e essenziale
intrecciava le dita e si lasciava trasportare
bella e felice e delicata e morbida e serena




lei ha detto ti voglio bene
lui le ha chiesto quale fosse la verità
lei ha risposto io ti amo










domenica 8 marzo 2009

Senza titolo 322







c'è una canzone che non conosco, che ho sentito cantare alcune volte da una voce che vorrei fosse anche mia
le poche parole che ricordo mi frullano in mente già da tempo, come se dovessi assumerle come mie
un po' lo temevo
forse un po' lo sapevo
probabilmente lo sentivo

{è solo un piccolo dolore}

se chiudo gli occhi sento i tuoi contorni
ti ho toccato cieca per memorizzare ogni anfratto e curva e asperità del tuo corpo
potrei disegnarti bendata
ti ho osservato al buio e ho ascoltato il tuo respiro
ho avuto caldo e poi freddo e ancora caldo
mi sono addormentata come una bambina trattenuta da braccia inconsuete
e quel desiderio di essere tenuta stretta  mi blocca il respiro, ancora

e tornare a casa
vuota di suoni e colma di emozioni
sentendone ancora l'aria densa e rarefatta di parole
buone calde taglienti come una lama gentile
parole che non hanno risparmiato niente
incisive e incidenti quanto le mie

mi sono lasciata guardare senza vergogna
nuda senza lasciare istanza al pudore
inondata dai tuoi occhi attenti
immobile per quanto possibile
silenziosa per quanto concedibile
impaurita e tremante per quanto sentivo succedere





lunedì 2 marzo 2009

Senza titolo 321







c'è che passano i giorni e sento la tensione che monta
la vedo lì, quando guardo il mondo di traverso e i pensieri obliqui cercano di impossessarsi di me
squillano i sensori appena il pericoloso universo delle aspettative tenta di aprirmi le sue porte
e non voglio passare oltre la soglia perché lo so, lo so bene che è lì il precipizio

c'è che ho quell'euforia che mi urla dentro anche quando sto zitta
mi fa fare il conto alla rovescia e mi dà l'impressione che il tempo non passi mai
come la carota appesa al bastone davanti al muso della bestia
paura di non raggiungere mai quella dolcezza in bocca e paura di avere paura

c'è che sfoglio il dizionario delle parole vietate
cercando di ripassare mentalmente tutto quello che non dovrei dire
e più le vedo e più le sento, più le trattengo e più mi sfuggono, più le temo e più mi accarezzano
sensibile per quanto tenti di rimanere distaccata da me stessa

c'è che non ci credevo e forse vorrei continuare a non crederci
ma sarebbe come negare a me stessa l'evidenza e negare l'essenza stessa di cui sono composta
carne sangue sensi e dannatissime emozioni e anima e veleno
e schiere di vorrei che mi fanno venire i brividi

c'è che non c'è niente altro da fare che ammettere che.
che sì.