venerdì 31 agosto 2007

Senza titolo 66




Mi hanno detto che sto facendo un blog serio, da commenti alti.
Me lo hanno detto con l'espressione stranita ma scherzosa.
Me l'ha detto uno che da piccolino giocava a mettere il braccio nella fontana ghiacciata per vedere chi resisteva di più. Come facevo io. Anzi, forse giocavamo insieme.

Beh, questo è un blog serio. Da commenti alti. Ma alti eh, che i bassi mi fanno un po' senso. Voglio dire, il mondo comincia da 180 cm e questo si sa. Veramente PVT diceva che iniziava dai 190  ma non voglio pretendere troppo, io sono notoriamente una persona che s'accontenta (ma de che? ma chi??)


[portati dietro un sorriso e un sospiro, li userai]




mercoledì 29 agosto 2007

Senza titolo 65


¤dei segreti fatti di silenzi¤

un segreto piccolo fatto di voci tenere,
di cose da stringere strette strette,
di abbracci caldi e giochi,
un segreto piccolo da tenere in bocca
perchè di altre parole non ha bisogno.
≈Splash≈

martedì 28 agosto 2007

Senza titolo 64



Piccoli silenzi interrotti da respiri e parole.
Parole trattenute fra i denti, sfuggite attraverso una risata, giochi di parole.
Cantate, urlate, soffocate, soppesate, sospirate, sussurrate, arrotolate.
Parole.
Segreti. Inutili, chi se ne frega.
Ho un solo segreto, io: me stessa.
E sorrido, molto. E canto.






behind her eyes there's curtains and they've been  closed to hide the flames remains
she knows their futures burning but she can smile just the same
and though her mood is fine today, there's a fear they'll soon be parting ways
standing like a statue, chin of stone, heart of clay
and though he's too big a man to say there's a fear they'll soon be parting ways
drifting away...drifting away...drifting away...







lunedì 27 agosto 2007

Senza titolo 63





solo per te  convinco le stelle a disegnare qualcosa nel cielo che assomigli a te



è lunedi e sorrido...c'è qualcosa che non mi quadra



sabato 25 agosto 2007

Senza titolo 62



Ti ho sognato ed ero nuda.
Nuda di preconcetti: ero dove non avrei voluto essere.
Nuda di oggetti: mi avevano portato via  tutto.
Nuda di parole: mi avevi lasciato senza.
Nuda di me: ero tua

venerdì 24 agosto 2007

Senza titolo 61



Oggi qui dentro c'è il sole.
C'è anche fuori, è vero. Si rispecchia nelle pozzanghere e sulle gocce di brina posate sull'erba, mi viene voglia di camminare a piedi nudi per il parco ma pare che non sia comportamento adeguato, prima d'andare in ufficio.
Il fresco comunque si sente.
Stamattina, calda di letto e caffe, la doccia è stata sferzante.
Una mattinata leggera, quasi serena e addirittura di buon umore. Una di quelle in cui il sorriso non è solo una faccenda diplomatica. Il secondo caffe al bar è riuscito addirittura a farmi increspare gli occhi insieme alle labbra, quando distratta da chissà quali pensieri lievi sono uscita senza pagare; "buona giornata", dice il barista e io vado, per poi fare retro front dieci passi dopo, con un lieve rossore sulle guance e il portafogli in mano. E rido con lui..."tanto fra qualche ora sarà di nuovo qui, mica ho paura che scappi", dice.
Una sigaretta, il caffe coi colleghi, le chiacchiere stile radioserva che al venerdi sono un must, lavoro anche troppo e aspetto la mezza. E scappo.
Che tornare a casa adesso  mi da una sensazione di serenità, appaga il mio senso di possesso, è un abbraccio affettuoso. Sono inquietamente tranquilla.

mercoledì 22 agosto 2007

Senza titolo 60


on air: Leonard Cohen

Alle nove è già buio. Gli occhi si devono abituare a non stare più socchiusi per ripararsi dai raggi del sole tagliente. Lenti scure comunque saranno pronte a proteggere lo sguardo. Oltre c'è tutto.

*truccati, hai le ciglia così chiare*

La notte è illuminata da una piccola lampadina nascosta di fianco all'armadio. Forse è un neon delicato e insistente. Riflette sulla parete l'ombra di chi passa senza farsi sentire. Un oggetto a volte serve a dare serenità. Tentare di dormire. Dormire. Dormire tranquilla.

*quelle ciglia bionde, gli occhi verde cangiante, sottobosco*

Fantasmi in divenire lasciano svanire la notte. Al mattino ancor prima della sveglia si confondono con il respiro. Allungare le mani per sentire quanto freddo faccia oltre il lenzuolo. Mani nude. Soffi di luce tentano di forzare le palpebre. Vaneggio mattutino. La prova di un sorriso.
Like a sleepy golden storm your eyes are soft with sorrow.
Hey, that's no way to say goodbye.

martedì 21 agosto 2007

Senza titolo 59



leggera

[e le senti le vene piene di ciò che sei e ti attacchi alla vita che hai]


Credo stia arrivando l'inverno.
Ho ancora i ventilatori piazzati nei punti strategici - dalla mia parte del letto, che adesso è tutto "la mia parte" e in studio - che fino a domenica mattina stavano accesi ad oltranza. Poi ha iniziato a piovere e ho iniziato la mia nuova vita insieme alla pioggia.
L'acqua che riempie, bagna e rinfresca.
Mi piace sentire le gocce cadere in terrazza, sui tavoli e le sedie, vederla dalle finestre chiuse creare rivoli che scivolano sui vetri, guardare i lampioni in lontananza per percepire il colore dei frammenti delle nuvole basse, cariche, elettriche.
Mi piace l'illusione che sia finita e che poi riprenda all'improvviso, annunciata dal grigio più fondo e uno scroscio improvviso e folle. Un tuono, il diluvio. La sento mischiata alla musica che ascolto, a volte è così forte che si confonde con le note; e poi si placa, rilassata lascia che la terra si abitui alla sua presenza.


[cosa c'è cosa c'è]


Mi piace non avere domande da fare ad altri e non avere risposte pronte.
I gatti stanno anche loro arrotolati, sentono il richiamo della pancia e delle carezze avendo comunque la sensazione dell'inverno; metterò la copertina sul letto stanotte, e ci faremo caldo.
Insieme, con le nostre individuali solitudini da condividere e coccolare.
E intanto la sento svanire o solo nascondersi, dileguarsi o stare in agguato.


[certi giorni non mi basta quel che vedo sento e tocco]





domenica 19 agosto 2007

Senza titolo 58



...una linea sottile...


{un graffio sulla pelle, un colpo di stiletto, un bisturi che affonda}
{un taglio morbido, una lama affilata, un rasoio}
{una incisione lieve e profonda}
...una linea sottile...



venerdì 17 agosto 2007

Senza titolo 57



¥venerdi diciassette¥


.
Tre, due, uno...
L'inizio della fine, la fine all'inizio, la fine, l'inizio. Il fine.
Iniziare stando quieta, anche sdraiata per terra, al fresco del marmo, a fumare una sigaretta come se fosse l'ultima avendone a disposizione tante e tante.
Conto i giorni e anche le ore, quelle che passando decreteranno il momento che comunque già conosco, che mi aspetto da tempo, che in fondo desidero.



Ho scelto di chiudere con una cena, di darmi ai fornelli nonostante il caldo e la latente mancanza di voglia di fare qualunque cosa che non sia estemporanea. Mare, almeno in cucina: insalata di polpo e patate con semi di sesamo, cozze in tegame con abbondante pepe nero, carpaccio di salmone e pesce spada.
Vino bianco, necessario, bianco e fresco.




Poi non lo so.
Tanto ci sarà di nuovo l'ufficio, le cose da fare, poco tempo a disposizione, tante cose a cui pensare, tutte quelle che restano a prescindere da questa variazione che a tratti è impercettibile. Ma avrò sempre il tempo da riservare a me stessa, ad una sigaretta fumata stando stesa sul pavimento, a guardare il mondo da sotto, a sentire il cuore che batte sul marmo gelato, in contrasto. Con me, per me e con chi saprà entrare qui dentro.

mercoledì 15 agosto 2007

Senza titolo 56



Oplà!
Come se niente fosse anche questa giornata sta scorrendo via.

Nonostante mi sia ben guardata dal mettere naso fuori di casa diverse persone mi hanno espresso il proprio disagio nell'affrontare "per forza" il ferragosto.
Ora dico: chi ve lo fa fare?
La convenzione? Il dovere familiare? La necessità di dire "anche io ho fatto qualcosa"?
E allora ben vi sta.

Se siete andati in ristorante vi hanno spellato dandovi da mangiare duetremila schifezze di scarsa qualità.
Avete fatto la gita fuori porta, la classica scampagnata tutta natura sulla riva del fiume, a respirare l'olezzo della carbonella naturalmente accesa con il derivato del petrolio che sì, certo, il carbone s'accende subito ma va' che bontà sulla carne!
In campagna a casa di amici? Mosche e vespe a far la danza in mezzo alle pietanze, si faccia il pranzo "alla buona" con piatti e bicchieri di plastica e "ognuno porta qualcosa".
Il mare no, non lo prendo neanche in considerazione; chiunque mi dicesse di essere stato in una spiaggia deserta il giorno di ferragosto non potrebbe che suscitare una sfrenata ilarità.

Vi siete meritati la redenzione, comunque: spero abbiate offerto le vostre fatiche al signore (un signore qualsiasi, ça vas sans dire).

domenica 12 agosto 2007

Senza titolo 55


"...perché le occasioni della vita sono infinite
e le loro armonie si schiudono ogni tanto
a dar sollievo a questo nostro pauroso vagare
per sentieri che non conosciamo"
[Pier Vittorio Tondelli - Pao Pao]




Io aspetto, dimenticando la fretta che in genere mi segue e lasciando che questa settimana scorra lenta, quasi inattiva. O forse rallento solo il ritmo, cammino e non corro, metto in un cantuccio quella parte di me frenetica che senza che me ne accorga mi fa filare veloce e mi concedo una pausa.
Da tutto, o quasi.
Una sportina di priorità me la porto sempre appresso, ma dentro ci sono solo gli affetti antichi. Tutto il resto è optional.
Non voglio luci abbaglianti né colori accesi, solo piccoli flash improvvisi, che mi sappiano prendere alla sprovvista. Chiunque avesse in mente di programmare per me anche un solo attimo di questi giorni sarebbe destinato a perdere. A perdermi.
Suzanne di Leonard Cohen, ora, e qualcosa di Nick Cave, a scelta.



Senza titolo 54




Dormire un po', nonostante il sole che filtra dalle tapparelle abbassate,
Non è più tempo, non è più ora; eppure mi lascio andare un po', mi sdraio nel letto fresco, ancora disfatto nonostante sia quasi sera, sposto il groviglio di lenzuola con i girasoli e...non mi accorgo di niente, sono già via.

Non ricordo quale sia stato il mio ultimo pensiero, io che seguo sempre il profilo della coscienza che si perde sul cuscino questa volta sono stata imbrogliata. Mi sono persa in un attimo senza pensieri.

Non sono risentita, sono sorpresa.

Momenti come questi - ad una come me che riesce a far le pulci anche ai pensieri - capitano solo a mente sgombra. Quindi dev'essere successa una magia.

Ho sognato una bambina. Un sogno già fatto anni fa, lo ricordo bene, tant'è che nel mio sogno di oggi dicevo a qualcuno d'aver vissuto in altri tempi la stessa scena e mi lasciavo andare a parole inutili sul deja vu e il biofeedback.

La bambina era stata rapita e nascosta in una una grondaia...era una bambina di misura piccolissima, sei anni racchiusi  in  venti centimetri. L'ho presa fra le mani e l'ho posata a terra, quella piccola me.

L'ho vista crescere, mettersi in piedi, guardarmi e dirmi "ora vado via"; io, inginocchiata davanti a lei che mi accarezza il viso con la sua manina, la osservo mentre va via con la certezza di incontrarla di nuovo e presto.

Un abitino giallo crema, i calzettoni in cotone traforato bianco, le scarpe alla bambola con il laccetto alla caviglia.

E mi sveglio. Serena. Le dieci di sera, è ora di cena.


giovedì 9 agosto 2007

Senza titolo 53





  • Spengo la mia luce, io sono un'ombra nera.

  • Voglio, voglio ora, lasciar spazio a questo grumo di stelle,

  • lasciarle illuminare l'ombra del mio essere.

  • Voglio sentire la percezione elettrica in ogni mio piccolo campo magnetico,

  • voglio ricoprirmi del manto della loro essenza,

  • fremere frizzante fresco di queste gocce che lente scendono

  • a far nascere pozzanghere e laghi e mari,

  • voglio confondere la mia ombra nel buio che scenderà fra breve

  • per mischiarmi ai frammenti di te


martedì 7 agosto 2007

Senza titolo 52



ʊ.spalle al muro, sembra indifesa.ʊ.attendi reazione uguale o contraria.ʊ


Ultime gocce in questo pomeriggio grigio, mi accompagnano a casa picchiettando sull'ombrello stampato con Il Bacio di Klimt.
Pioverà anche stanotte, me lo dicono queste nuvole corpose che hanno coperto tutto il mio cielo e cancellano le montagne, laggiù.
Chiusa in questo nido, ora che la giornata ufficiale è finita e inizia il giorno vero, mi sento protetta; raccolta in me stessa per tutto il giorno  a contenere la stanchezza di anni che non so quanto potrò fare svanire mi lascio andare sotto una doccia tiepida, lunga.
Faccio scorrere l'acqua a tirar via polvere e pensieri e scelgo con cura il profumo di questa sera: agrumi. Bolle di lime e arancia coprono e scoprono centimetri di me mentre le mani scorrono senza fretta, scivolano lungo me stessa in carezze morbide.
Musica oltre il suono dell'acqua, è Jeff Buckley che mi fa compagnia.
 Lover, you should've come over.
Sì.



domenica 5 agosto 2007

Senza titolo 51



Nell'attesa, fumo.




E' che mi viene voglia di saltarti al collo e stracciarti la giugulare ogni volta che applichi alle tue parole il tag sarcasmo, di quello spicciolo, da due soldi.
E' che per te quello è spirito, simpatia, un modo per scherzare.
E' che a me fa incazzare.
Certi giorni sono migliori di altri giorni. Certo.
Non va male ma la mia pazienza vacilla; considerato il fatto che ora che non ci sei sto meglio, aspetto il momento in cui mi dirai "da stasera non ci sarò più". Definitivo, capisci, non come sempre.
Perché non ti voglio stare addosso con le mille cose che mi danno fastidio, detesto le recriminazioni ma può essere che ad un certo punto io smetta di essere razionale e controllata e tiri giù tutto quello che al momento mi gira intorno e te lo rovesci addosso.
Non lo voglio fare. Vai. Ti restituisco al mittente.

sabato 4 agosto 2007

Senza titolo 50





Una Notte


Notte a Torino.
Non c'è traffico, non c'è nessuno forse. Ma anche no. Perchè questa notte appena passata mi ha fatto scoprire dove si annidano i torinesi agostani e notturni. Quando da una via di giorno trafficata di persone e gente che all'imbrunire diventa vuota e silenziosa si svolta l'angolo si apre un altro mondo, di chiacchiere e gelati, di mojito e varia umanità, di fumo e parole.
Camminare incastrando i tacchi nel lastricato e trovarsi scalza e in bilico per non posare a terra il piede nudo; cammino e mi chiedo come facciano quelle sui tacchi a spillo a stare in equilibrio, io che su questi cinque centimetri aggiunti mi sento sull'orlo del baratro; cammino e parlo e fumo.
Un gelato da urlo annoto in questa notte: cioccolato fondente e basta, ne voglio tanto ma il tanto degli altri non è mai abbastanza per me perchè io nel gelato ci vorrei affogare.
Però...
[Mi ricordo di avere un telefono, rimasto al suo posto in borsa per ore. Non sento il fischio della suoneria, non lo sento vibrare, non lo avverto per disattenzione o scelta inconscia, non so. Poi lo guardo. Ah.]




e...

...sono stata bene, ho sciolto qualche nodo e liberato le parole, forse rimanendo sul vago e lasciando sospesi gli approfondimenti;
...mi sono distratta da altri pensieri, ho sorriso divertita, ho messo il lucidalabbra come fossi sola quindi ero serena;
...ho visto posti che non frequentavo da tempo, perchè in questi ultimi anni (anni, sì, questi che non avrò mai più indietro) ho limitato me stessa e mi sono vincolata a scelte d'altri;
...ho passeggiato a  Porta Palazzo di notte, che pare strano a dirlo ma non la vedevo in questa versione da decenni e ne sono uscita indenne;
...ho acchiappato al volo la mia attenzione, che stava andando dietro a parole d'altri, e l'ho riportata con me in quel preciso momento, lasciando lo stato del sogno alla sua evanescenza e ad altri istanti;
...mojito e cioccolato sicuramente mi faranno mettere su ciccia ma ho deciso che a quelli non rinuncio, davvero, tanto se mi guardo allo specchio continuo a dire che in fondo vado bene come sono.




giovedì 2 agosto 2007

Senza titolo 49




Ovunque ci volgiamo nella bufera di rose,
la notte è illuminata di spine
e il rombo del fogliame,
così lieve poc'anzi tra i cespugli
ora ci segue alle calcagna.

[Ingeborg Bachmann - Nella Bufera di Rose]


Non sono poetica, non parlo in rima, non ho conoscenza. Però la Bachmann, lei mi ha incantata.
Il libro mi è caro: porta una dedica in prima pagina, un caro amico con il quale in Via del Corso squadravamo gli uomini scegliendo quali fossero per lui e quali per me; lui diceva di riconoscerli dallo sguardo, quelli per lui, e guarda caso erano i miei preferiti.

Dicevo della dedica:
Settembre '97
Carissima, leggere poesie, a volte, è un esercizio assai complesso. Questo non è un libro di poesie ma un piccolo trattato sul dolore e sull'inquietudine che ci attraversa e che troppo spesso ci rende solo "...morti che camminano non più dichiarati in nessun luogo..."
Con amore, B.

Condividevamo, oltre che il piacere visivo per gli stessi uomini, anche le stesse letture. Ora lui è sparito, lui e le sue contraddizioni, il suo dolore e le sue insoddisfazioni. Io non ho fatto niente per trattenerlo, così presa dalla nuova vita che in quegli anni mi si prospettava davanti. Io ho sbagliato, lui mi ha abbandonata. Aveva un candore, nonostante tutto, che mi lasciava stupita e affascinata; sapeva essere un bambino ma anche consolarmi, mi guardava come se gli piacessi, mi raccontava le sue avventure da stazione, gli incontri nel parco e la storia con il macellaio, si raccontava a me come se parlasse con se stesso, accondiscendente si perdonava con un mio sorriso. Io mi sentivo piena di lui, ho trattenuto per me le sue parole ma non ho imparato a perdonarmi.

Mi piaceva quando gli insegnavo la femmina che sono. Gli raccontavo storie e mi spogliavo davanti a lui con il piacere di piacergli senza altri interessi. Si riempiva gli occhi di quello che avevo io non invidiandolo, mi controllava, gli piaceva la mia biancheria, la cura per il dettaglio, l'abbinamento al resto dell'abbigliamento. Ci perdevamo fra le parole, intrecciando migliaia di storie.


Bocca, che ha pernottato dentro la mia bocca;
occhi, che han sorvegliato i miei occhi;
mano -





mercoledì 1 agosto 2007

Senza titolo 48



¤E' un buon inizio¤


Non che l'umore si sia ristabilito del tutto - ma quando mai sono stata stabile, io? - però nonostante la stanchezza e la voglia di andare dove non so ricomincio a sorridere.
Un sorrisetto stirato, appena accennato, però penso che sia l'accesso ad un sorriso più ampio, a denti scoperti.
Per esempio sto già pensando a cosa fare per riempire alcuni spazi fisici che si sono liberati in casa mia; pochi a dire il vero, solo tratti di pareti in cui oggettivamente non c'era niente di mio o di "nostro", però è quel vuoto che riesce a disturbarmi, che mi da la sensazione dell'eco.
Devo dare il bianco alle pareti e comprare delle cose che ho sempre voluto ma non sapevo dove mettere, voglio dare un taglio ancora più personale a questa casa che è già mia da sempre, piena di me e del mio modo di intendere il bello.
Ma qui viene la nota stonata: come si da il bianco alle pareti?
Mai fatto, mai voluto fare né ho mai pensato di imparare; non è cosa per me, ci sono i lavori da femmina e i lavori da maschio (anything to declare?) e l'unica volta che ho preso un pennello in mano mi sono riempita di smalto nero satinato dalla vita in giù...una delizia il bagnetto con il diluente...ora dunque mi trovo ad avere due soluzioni: imparare (opzione quasi impraticabile) o trovare qualcuno che lo faccia per me.
Quindi, se esiste un'anima pia che si voglia dedicare al bricolage nella settimana di ferragosto, sappia che casa mia attende fiduciosa.
Prenotazioni online in questo post.