lunedì 30 luglio 2007

Senza titolo 47



...dura un attimo...


...poi passa, passa tutto senza che me ne possa render conto; gli occhi si abitueranno al nuovo spazio, le cose che prima c'erano verranno sostituite da altre, riempirò il vuoto con altri oggetti, anzi mi serviva proprio una parete libera, qui dentro.
Posso  dare le spalle  alla parete libera  dalle chitarre, dal marshall e dall'altro ampli  ma rimane il fatto che non sentirne  più la presenza - il suono anche muto - mi pesa, cosa posso farci. Quella dilaniante sensazione di abbandono che mi segue da sempre ora mi sta raggiungendo, potrei correre via ma forse è meglio che mi faccia investire, questa volta. Una volta per tutte.
Ma prima che questo accada, che mi abitui al cambiamento e a questo vuoto che mi sta colmando, dovrò riprendere fiato; voglio un periodo di transizione, voglio essere tutta per me e sentirmi dire "non preoccuparti, ci sono io". Voglio essere egoista, non dare niente in cambio. Voglio scegliere le voci da sentire e i visi da vedere, voglio sentire parole come carezze e essere, per una volta, accudita. Voglio che tutto questo passi in fretta, voglio addormentarmi appena chiusi gli occhi, voglio stare da sola ma non sola. Voglio papà e mamma, cazzo.

sabato 28 luglio 2007

Senza titolo 46


 


Oggi bagnetto al fiume, poi vi racconto!


Mh, bellino!  Una bella giornata, davvero. Sai di quelle che ti svaghi, perdi i pensieri, fai in modo che anneghino in quelle piscine che il fiume crea, che scorrono via insieme all'acqua.


Oggi l'unica cosa che bruciava era il sole; ho un colorito fosforescente che posso farmi luce da sola, stanotte. Anzi, per  cena si prepareranno i pesciolini sulla mia pancetta che tanto il calore c'è, la ciccia pure, cosa potrà mai mancare?


Caldo, tanto caldo. Tornando verso Reggio Emilia c'erano 39° - ed erano le sette del pomeriggio - mentre su al fiume era un po' più fresco, ma forse solo perchè sono stata in acqua attaccata alle rocce per non farmi portare via dalla corrente...che poi al massimo sarei capitata in bocca a uno che si è piazzato davanti a me a qualche decina di metri di distanza e non si è mai mosso, non ha distratto neanche lo sguardo. Peccato fosse laido. Brrr...in realtà mi sarebbe piacuto ci fosse stato qualcuno, con me, al fiume o dovunque. Ma tant'è: i miei amici c'erano,  avevo *quasi* tutto.


 

giovedì 26 luglio 2007

Senza titolo 45



Tutto pur di tacerE
Perché adesso parlare non serve a nientE
Non serve più a niente dirti le parole che non ti ho dettO
O rinfacciarti le cose che mi hai sputato addossO
Perché la rabbia ce l'ho e me la conservO
Per quei momenti in cui mi sentirò annoiatA
Con questo posso dirti un dolcE
CIAO
~and so on~




martedì 24 luglio 2007

Senza titolo 44


Del dolore e altre eresie


"L'anestesista Mario Riccio che interruppe la ventilazione meccanica aiutando Piergiorgio Welby a morire è stato prosciolto dall'accusa di 'omicidio del consenziente'. La decisione è del gup di Roma Zaira Secchi. Non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato. E' la formula utilizzata dal gup Secchi per sentenziare il proscioglimento di Mario Riccio. In pratica, il giudice ha stabilito che Piergiorgio Welby aveva il diritto di chiedere di interrompere il trattamento medico cui era sottoposto, e l'anestesista che interruppe la ventilazione artificiale aveva il dovere di assecondare questo diritto. Piergiorgio Welby, affetto da una grave forma di distrofia muscolare, morì a Roma nel dicembre scorso" (Ansa)




A cosa serve sopravvivere? Il caso in oggetto è Piergiorgio Welby, costretto a letto da una malattia che comunque lo avrebbe portato alla morte - per niente dolce - ma che prima avrebbe continuato goccia a goccia a togliergli anche quel poco, quell'inezia di autonomia che ancora aveva: muovere gli occhi. Ogni funzione vitale in lui era diventata automatizzata, perfino respirare non era più un movimento naturale.

Ha supplicato di interrompere quella sofferenza che solo un idiota cieco ed egoista poteva considerare vita e finalmente ha incontrato chi ha avuto il coraggio di aiutarlo; io mi sento di ringraziarla, Dottor Mario Riccio, come persona e come essere umano che dalla sofferenza fisica non vorrebbe essere sopraffatta.

Ma Welby è stato un caso, lo specchio che riflette milioni di altri casi simili, l'esempio di tutte quelle persone che si svegliano da un sonno artificiale per ricadere in una giornata sedata da morfina e oppiacei, che vedono il disfacimento fisico in loro stessi totalmente impossibilitati a porci rimedio, che piangono senza lacrime attendendo una fine che arriverà, sì, ma che prima si farà annunciare da altra sofferenza, che toglierà ancora un briciolo di dignità, accompagnata da un sospiro disumano e dalla speranza che domani, forse, non esisterà.








domenica 22 luglio 2007

Senza titolo 43



Grains of Green Pepper


Ho voglia di fresco.
Ho voglia di piccante.
Ho voglia di sentire queste due cose insieme, inscindibili, aromatiche e pregnanti, che riempiono la bocca e i sensi prendendosi gioco di me e delle mie papille.
Ho voglia del temporale di ieri, stare fuori con il capo reclinato e la bocca aperta a lasciarmi riempire dalle gocce di pioggia, sentirle scivolare sulle gambe, impregnare la maglietta, il vento e un brivido di freddo.
Ho voglia di sporcarmi le mani, disegnarmi le braccia, ho voglia di ridere di me guardando allo specchio il mio viso punteggiato di smalto d'argento.
Ho voglia di fare qualcosa che non mi piace per poi avere il piacere di averlo terminato, finalmente.
Finalmente è terminato, direi.
Ho voglia di silenzio per poterlo colmare di parole, come un muro nero su cui scrivere in rosso.
Ho voglia di parole non dette per poterle urlare, di parole ripetute per poterle tacere.
Ho voglia di volere qualcosa che ho per avere il piacere di prenderla, ho voglia di un bicchiere di vino ghiacciato per tacitare la sete, per intrappolare il gusto, per farmi girare la testa.
Ho voglia di perdere l'equilibrio e di esaltare le percezioni.
Ho voglia di luce flebile e di flash inaspettati.
Per ogni piccolo, tenero, vigliacco granello di pepe verde un desiderio.

venerdì 20 luglio 2007

Senza titolo 42



Avrei voluto addormentarmi.
L'aria mossa dal ventilatore puntato addosso, vestita di 15 grammi di tessuto, cullata dal rumore tenue dell'aria infranta dalle pale. Silenzio, la città si sta svuotando. Silenzio.
In quella fase delicatissima del sonno in cui ancora ho la cognizione di ciò che mi circonda attutita dalla dimensione di sogno in cui i sensi si lasciano scivolare i pensieri si affastellano leggeri, svolazzano senza peso come panni stesi al vento, i ricordi si confondono e si mischiano alla fantasia e ai desideri.
Viaggi della mente in altre dimensioni dove tutto è possibile, la macchina che si trasforma in cyclette e lei che sta di nuovo bene, tu che mi prendi per mano e mi dici "andiamo, è tempo di..." e sospendi le parole come se per me fosse chiaro quel che intendi. Un momento in cui mi sento sorridere dentro e ho la cognizione di luoghi e persone mai viste. Mi piace.
Avrei voluto addormentarmi, non ci sono riuscita. Però sto bene, stanca ma sto bene. Credo.

Credo che mi farà bene andare via per qualche giorno, il prossimo fine settimana. Perchè ho bisogno di essere accudita e forse anche un pochino coccolata (però lo nego subito, che rovino la mia fama di PerfettaStronza se ammetto una cosa simile). Andare via e non pensare neanche a me, anzi far sì che siano gli altri a pensare a ciò che sarebbe bello io avessi. Per una volta, una volta in più, voglio lasciarmi stare e non occuparmi di niente. Quindi vado incontro a questi giorni che mancano con maggiore entusiasmo, nonostante tutto.


martedì 17 luglio 2007

Senza titolo 41

Angeli e Pianeti che governano
la Quarta Ora della Notte

Domenica  ¤  Anael
Lunedì  ¤  Cassiel
Martedì  ¤  Michael
Mercoledì  ¤  Gabriel
Giovedì  ¤  Samael
Venerdì  ¤  Raphael
Sabato  ¤  Sachiel




Why can't  you be just more like me,
Or me like you.
And why can't one and one
Just add up to two.
But
We can't live together
But, we can't stay apart.