sabato 8 ottobre 2011

Senza titolo 440




il linguaggio dei segni


 



tremava

una foglia, sembrava una foglia
sembrava un bimbo cresciuto

e batteva i denti

dal freddo dentro
dalla paura del non conosciuto

tremava e batteva i denti quel fanciullo così imponente
eppure non si allontanava da lei

sarebbe bastato niente
una negazione netta
e il gioco sarebbe svanito
e il mondo piccolo si sarebbe espanso
e la magia sarebbe stata sprecata
sublimata in un no

quanta forza in quella accettazione silente
quanta volontà e quanta grazia
nella luce dei suoi occhi
così velata eppure pulita
e nel fondo lei vedeva la bellezza




 

sabato 10 settembre 2011

Senza titolo 439




.

non c'è niente da fare
sei proprio speciale

sai quelle persone che il caso ti pone davanti
e poi continui a scandagliare il mondo
cercandone una simile
e ti rendi conto che non ne esiste altra?

ecco

così

.

sabato 3 settembre 2011

Senza titolo 438




ci sono cose


 



ho conosciuto gente che si prendeva estremamente sul serio.

roba che, a fronte di qualunque parola, aveva un'alternanza nella mimica facciale da far timore.

gente che, a guardarla, a volte mi incazzo e altre volte sento la risata che mi scoppia in bocca e i peli che fanno la hola alla sola idea di prenderla per i fondelli.

boccaloni, insomma (cit. Enrico Palandri - Boccalone - storia vera piena di bugie - roba che ci si deve passare fra le pagine per sorridere e, fin troppo spesso, riconoscersi).


questa stessa gente, in genere, nutre un interesse civile pari allo zero.

possiede un minimalismo di pensiero da fare invidia ad un'ameba, così compresa nel cercare di prevenire l'eventuale schiaffo del soldato da non riuscire più a guardarsi intorno; così presa dal tenere atteggiamento circospetto, così convinta che tanto *sono tutti uguali* da riuscire a prenderla nel culo ogni tre per due.


vi odio perché mi rendete il gioco facile.


provate, in uno dei vostri rari ma probabili momenti di lucidità, a comprendere che il nemico siete voi. il vostro nemico, intendo dire.

basta piagnucolare, non affrontare, fare gli strafighi, smorfieggiare convinti di non essere visti.
basta tacere, basta girarsi dall'altra parte.
basta.


avete, ora e sempre, qualche occasione di riscatto sociale.

io, e quelli come me, vi intortano solo perché glielo lasciate fare.


non è mica cattiveria: siamo solo stronzi.






 

mercoledì 17 agosto 2011

Senza titolo 437



il faut faire comme ça


 



ho pensieri che cambiano

la bellezza sta nel fatto che non mi sento  in imbarazzo a modificare le mie opinioni, né credo di avere la verità in tasca

con molta, molta naturalezza evolvo e modifico e rifletto
sbaglio, anche, e farlo a volte mi dà uno smisurato piacere


il silenzio, ho imparato, porta in grembo onde capaci di scivolare ovunque, buone per allertare i sensi e permettere al respiro un'ampiezza che da un po' non riuscivo a concedermi

c'è sempre qualcosa -je ne sais que dire- che mi lascia perplessa per un po' prima che riesca a venir via da un groviglio solo mio, e non c'è niente da fare: non ci voglio nessuno dentro, voglio che sia tutta mia la responsabilità di annodare e stringere e sfilare e poi all'improvviso sentirmici stretta

e andare via prendendo in mano quelle poche cose alle quali non rinuncerei per quasi niente al mondo


 



poi verrà anche il tempo di riprendere qualche dialogo interrotto
di riannodare fili stracciati da mani incaute
vestire abiti nuovi o lisi di vita

tempo, poco tempo ma quanto basta per perderne ancora un po'

seguendomi

domenica 31 luglio 2011

Senza titolo 436




so far away


 



questo è un momento in cui ho bisogno di andare via

lasciare tutto cio che mi pone limiti temporali e tenere a disposizione personale non frazioni di giornate ma giornate intere, siano esse noiose o ilari, tristi o piene di risate

voglia di non dover rispondere a domande troppo spesso petulanti

tempo di conservare nella apposita sportina quell'aggressività latente che la stanchezza porta a galla e che non posso o non voglio reprimere, ché quando ci sta un vaffanculo fa bene anche a chi lo riceve

 






ho scambiato due parole con una persona (una o più persone in una, non l'ho mai capito, magari è bipolare) con la quale -per ovvi motivi- non parlavo da tempo

emozione ad alzo zero

sono capace di conservare i sapori buoni in qualche anfratto e mi aspettavo, vedendo il suo nome fra la posta, almeno un sussulto

invece no, niente, pensa tu

devi aver fatto un solco troppo profondo fra me e il tuo egoismo perché io sapessi, anche a distanza di tempo, superarlo; rendermene conto mi ha dato anche un brivido di tristezza, della durata di un attimo, fino a che non ho cancellato le tue parole

 







ancora una settimana

cinque giorni da condividere con persone che diventano giorno dopo giorno più difficili da sopportare

certo io non aiuto: non mi scappa un sorriso neanche a morire, il tono lo so da me che è indisponente, l'atteggiamento è quello di un istrice; quando mi impongo un atteggiamento selettivo riesco ad essere avvicinabile ma dura poco

devo andare via

senza niente in mano, senza alcuna certezza

soprattutto senza chi, anche solo per un momento, abbia avuto l'impressione di tenermi in scacco e l'intenzione di far di me una regina sotto assedio



 

martedì 26 luglio 2011

Senza titolo 435



borderline


 



hai voglia di pensare di poter tenere tutto sotto controllo

più o meno: sensazioni, esternazioni, voglia di mandare a fare in culo più o meno esaudita, robe che si accumulano sulla scrivania e sulla donnina di acciaio che fa la guardia in camera, vestita a fine settimana di almeno cinque gonne e altrettante maglie e camicie

una risata di tanto in tanto, telefonate che si sprecano, tizi che dopo dieci giorni di silenzio vengon fuori chiedendoti se sei morta, battute che ogni tanto fanno anche un po' compassione e un riconoscimento implicito che viene proprio quando non te lo aspetti


e poi, quando senti che ce la puoi fare, sai che succede?

il terremoto. va' che culo.

imprevedibile e metaforico.


e allora non ti resta che correre

correre via, di corsa, filare per strada

respirare forte, guardarti intorno, esserci.

esserci, sempre.



 

mercoledì 13 luglio 2011

Senza titolo 434



hate summertime


 



c'è che fa caldo anche se piove

illude quest'acqua, non riuscendo a liberare il respiro dalla coltre bollente che sì, a luglio sarà anche normale, ma a me non piace comunque

e vedo gente ansimante e appiccicaticcia che ancora riesce a sprecare fiato dicendo di amare l'estate
mentre si sventola e si sveste e si deterge con salviette ormai sfatte

non mi piace
non mi piacete
non vi capisco e neanche mi interessa farlo

muoio un po', almeno fino a settembre