L'obiettivo è: scoprire da dove veniamo, come veniamo, perché veniamo.
Anche quando, volendo.
Insomma oggi è iniziato LHC: Large Hadron Collider. Quella cosa CHE NON SI VEDE che fa girare cose CHE NON SI VEDONO sotto terra e che, fra un anno, dovrà iniziare a dare risultati che NON SI VEDRANNO.
Va be', dettagli. Anche i costi per la comunità internazionale, dettagli.
Rimane il fatto che in questo anello di ventisette chilometri che gira in Svizzera ad un passo da me sono riposte le più incredibili speranze scientifiche e i più grandi timori.
Il buco nero. Io mainellavita riuscirò a capire cosa sia.
E non perché nessuno me lo abbia spiegato ma proprio perché per me è inesistente.
La materia, l'antimateria.
Proprio non ce la faccio a regalare sinapsi per comprendere cose che in effetti nessuno mi potrà in pratica dimostrare.
A meno che...
A meno che, a forza di far girare i protoni in circolo e farli scontrare l'uno contro l'altro, non si crei questo niente che ingoi tutto: il CERN, i fisici, la Svizzera e anche Torino. Poi, in seconda istanza, l'intero universo.
Allora ci crederò.
Crederò al niente, al vuoto cosmico.
E anche -forse- alle cazzate che di tanto in tanto mi vengono dette.
Anche quando, volendo.
Insomma oggi è iniziato LHC: Large Hadron Collider. Quella cosa CHE NON SI VEDE che fa girare cose CHE NON SI VEDONO sotto terra e che, fra un anno, dovrà iniziare a dare risultati che NON SI VEDRANNO.
Per meglio comprendere: The Large Hadron Collider (LHC) is a gigantic scientific instrument near Geneva, where it spans the border between Switzerland and France about 100 m underground. It is a particle accelerator used by physicists to study the smallest known particles – the fundamental building blocks of all things. It will revolutionise our understanding, from the minuscule world deep within atoms to the vastness of the Universe.
Va be', dettagli. Anche i costi per la comunità internazionale, dettagli.
Rimane il fatto che in questo anello di ventisette chilometri che gira in Svizzera ad un passo da me sono riposte le più incredibili speranze scientifiche e i più grandi timori.
Il buco nero. Io mainellavita riuscirò a capire cosa sia.
E non perché nessuno me lo abbia spiegato ma proprio perché per me è inesistente.
La materia, l'antimateria.
Proprio non ce la faccio a regalare sinapsi per comprendere cose che in effetti nessuno mi potrà in pratica dimostrare.
A meno che...
A meno che, a forza di far girare i protoni in circolo e farli scontrare l'uno contro l'altro, non si crei questo niente che ingoi tutto: il CERN, i fisici, la Svizzera e anche Torino. Poi, in seconda istanza, l'intero universo.
Allora ci crederò.
Crederò al niente, al vuoto cosmico.
E anche -forse- alle cazzate che di tanto in tanto mi vengono dette.