lunedì 7 aprile 2008

Senza titolo 196






light touch ♦ give me a caress








il vento spazza pulviscolo e solleva pensieri che a volte tengo nascosti


me li ritrovo svolazzanti davanti agli occhi questi sogni e desideri come aquiloni


così sfilacciati e leggeri che ho il timore di strapparli mentre cerco di riprenderli a me


e allora lascio che sia


nudi loro, nuda io




domenica 6 aprile 2008

Senza titolo 195






Il profumo di casa mi avvolge.

La penombra, l'essenza di cocco, il silenzio della domenica all'ora di pranzo.

Segni di me.




Lascio tracce del mio passaggio a Milano; giornate all'insegna delle chiacchiere, di confidenze raccontate quasi per necessità, i messaggi arrabbiati e sorpresi di chi non si aspettava che io fossi lì, le parole accarezzate dall'amicizia che ogni giorno sembra nuova, il caffè in terrazza a piccoli sorsi.

E vie percorse con il casco in testa a fotografare in velocità l'immagine di me in vespa e il timore delle ginocchia sbucciate ad ogni curva e le rotaie del tram, che paura!

E sono stata bene. Poche persone che sembravano scelte. Ciascuna con il proprio dolore che fa di una vita la vita, con scelte ed esperienze così diverse da aver bisogno di essere assorbite e metabolizzate con qualche secondo d'attesa, a tratti filtrava ansia da accettazione cancellata da un sorriso, scalzata da una domanda.




E in tutto questo aleggiava il pensiero d'altro, che perfettamente si incastrava con quello che vedevo come se in realtà ci fosse. Come fosse il suo posto. Lì, con me.


E...non devo dirti nulla. Ti scrivo così. Per scriverti. Per scrivere a te. Te che mi manchi...

mercoledì 2 aprile 2008

Senza titolo 194





≈blow my mind≈




E poi io ci credo.

Che credo a tutto, fino a prova contraria.

Oggi credo che tutto sia possibile.

Un viaggio infiocchettato, il respiro che si mischia trasportato dal vento, la confusione dei sensi, il vorrei e posso, il potrei ma non voglio, il voglio e posso.

Emotività.

Una dannazione. Maybe, but.


La mia letteratura è emotiva, le mie storie sono emotive; l'unico spazio che ha il testo per durare è quello emozionale; se dopo due pagine il lettore non avverte il crescendo e si chiede: "Che cazzo sto a leggere?", quello che capisce niente mica è lui, cari miei, è lo scrittore.
Dopo due righe il lettore deve essere schiavizzato, incapace di liberarsi dalla pagina; deve trovarsi coinvolto fino al parossismo, deve sudare e prendere cazzotti, e ridere, e guaire, e provare estremo godimento.
Questa è letteratura.



Il testo emotivo fotte l'inconsolabile solitudine di essere al mondo




Oh, non lo dico io. Lo dice Pier Vittorio Tondelli. Ma lo dico anche io. E ci credo.

Quindi sono emotivamente disastrata, ma tanto. Perché ho chiuso - credo - delle finestre e per contro ho abbattuto dei muri. Sai che corrente che c'è qui?

Fra le pagine di un libro di Carver - che, guarda caso si intitola Di cosa parliamo quando parliamo d'amore - ho ritrovato una cartolina. Un'immagine di David LaChapelle - e ancora, guarda caso! - e a parte il destinatario e l'indirizzo c'è scritto: ancora una volta. a bocca aperta. occhi lucidi. senza respiro. così.

Mai spedita. Mi è rimasta in mano. E va bene.

E insieme alla cartolina ho una marea di altre cose. Come sei bello.
E adoro il fatto che non mi fai più male.

Quand'è che imparerò ad amare, io?
Ora? Oggi? Stanotte?

E se lo sapessi già fare?

E se...


There is a light that never goes out












lunedì 31 marzo 2008

Senza titolo 193





oggi infiocchetto pensieri

ho fatto delle scatolette colme all'orlo di immagini ritrovate in fondo

le ho spolverate da quella patina di dimenticanza che s'era creata sopra, le ho sistemate davanti a me in bella mostra

le ho guardate e ne ho sentito il profumo senza confonderle: ad ogni immagine un colore, un sapore, un profumo

un po' di amaro, quel tanto che basta

un po' di dolce, poco che stucca

un po' di coraggio, determinazione q.b.


ho riflettuto su dublino, ne ho parlato, attendo contatti

nel frattempo il mio alter ego spinge i pensieri oltre il limite, scandaglia i fondali alla ricerca di qualcosa che mi possa trattenere

e ci sarebbe, anche

in potenza

ma




questo è un racconto senza punti

è una storia aperta

il finale sarà a sorpresa

sorprendimi


sabato 29 marzo 2008

Senza titolo 192





tout passe, tout lasse, tout casse






Le cose cambiano.

Cambiano in una giornata o in una frazione di tempo piccolissima.
Cambiano in silenzio, mi scoppiano dentro e le uniche schegge che riesci a vedere sono quelle dei miei sguardi.

Ti percorro con gli occhi, ti metto a nudo. Ma prima ti lascio credere d'avermi in mano. E nel frattempo apro dei varchi fra me e te.

Ti conosco e ti riconosco. Mi sono nutrita di te, delle tue parole e della tua risata piena.
Ti ho meritato e so che ci sarà sempre un filo che mi legherà a te.
Un filo trasparente.

Ho pensato a te e a molto altro. E mi sono resa conto che il °molto altro° scalzava il pensiero di te.
Di te ovunque e con chiunque.
Riconoscerò la tua voce in mezzo al frastuono. Il tuo passo in mezzo alla folla. Le tue mani fra milioni di altre mani.

Ti tengo dentro per decidere quale sia la giusta distanza. Per dosarti. E per dimenticarti.




Toutefois...


Mi girava la testa. Avevo la percezione di me stessa come su una giostra, quelle che vorticano intorno al fulcro e intorno a loro stesse.

Mi piacciono le tue parole, il tuo modo di parlare d'amore, le parole che conosci e che usi.
Mi piace il tuo modo di amare.
E credo tu debba avere quello che desideri.

La tua matita è incisiva, il tratto è così netto da confondere.

Quando parli di ciò che ami disegni di rosso acceso e sento nelle tue parole il sapore dei tuoi sogni.

E poi, chissà.










venerdì 28 marzo 2008

Senza titolo 191





♦moi même♦




Spossata da minuti ore e giorni in cui è successa qualunque cosa, arrivo a questo venerdi  con sollievo e il sorriso sulle labbra.


Inizio ad assomigliarmi.


Mi sono svegliata stamattina e il letto sembrava un campo di battaglia. Distrutto. Il piumone aggrovigliato, le lenzuola tirate su, un cuscino in verticale al bordo del materasso e un altro piegato in centro. I gatti a sopportare tutto questo, impassibili.


Eppure devo aver risolto qualche conflitto. Devo aver vinto. Perché oggi sono più leggera e anche più forte, ho voglia di ridere e sono reattiva.
Non indifferente.


Piccole soddisfazioni, ora che mi guardo allo specchio. Piccole, piacevoli soddisfazioni.


Sento la mancanza. E mi piace. Mi mancano certe parole da certe voci di certe persone.

Ho bisogno. Un languore e una lieve morsa allo stomaco. Vita.

Perdo la pazienza. E mi arrabbio per cinque minuti. E poi passa.

Faccio la recita della er rulé, provo parole con tutte le consonanti impossibili. E mi diverto.

Mi piace il fremito provocato da alcune sensazioni, la reazione impulsiva, la risata aperta e divertita verso le cose belle e la stupidità della gente.

Osservo con sguardo caldo, languido, chi anche involontariamente mi abbia ferita.

Non è che ti perdono: proprio non mi tangi.



Sì. Inizio ad assomigliarmi. Di più. E ancora di più.



martedì 25 marzo 2008

Senza titolo 190






•words like jewels•





Un'arpa con tutte le sue corde tese che vibrano solo se pizzicate dalle mani giuste.


Quelle adatte, tenere ma forti, ritmate da movimenti a tempo.


E così le mie parole. Il tono dato dal tempo e dal modo.



• ho visto lo stesso film 13 volte. era nine and a half weeks. e ho letto anche il libro.

• ho tradito più volte. un uomo, non un amico. il mio uomo, quello del momento. a parziale giustificazione posso dire che l'amore era agli sgoccioli. e poi comunque non intendo giustificarmi.

• ho fatto il test di gravidanza. non molto tempo fa. per la prima volta in vita mia. e mi sono sentita morire al pensiero di barrette rosa che avrebbero potuto comparire in una laida finestrella a forma di cuore.

• ho investito un gatto, anni fa. sono tornata indietro per raccoglierlo e portarlo dal veterinario ma lui mi ha guardato e è scappato. perché i gatti muoiono soli.

• ho baciato una donna. due volte. la prima volta sono stata baciata per strada e mi ha colto alla sprovvista. la seconda invece è successo con una mia amica, complice una bottiglia di grappa. peraltro, la grappa mi fa schifo. la mia amica no. ma non ne abbiamo mai parlato, lei ed io.

• ho fatto l'amore con più di dieci uomini. e intendo dire proprio fare l'amore e non solo sesso. questo non significa che abbia amato dieci uomini ma semplicemente che in quel momento il trasporto era come amore. e ovviamente non me ne pento.

• ho due persone nel cuore. ma così in fondo  e con così tanto peso intorno che non potranno più tornare a galla.

• galleggio in una marea di incertezza ma tengo gli occhi aperti e respiro. e ti vedo e ti sento. e ti voglio.