
Il profumo di casa mi avvolge.
La penombra, l'essenza di cocco, il silenzio della domenica all'ora di pranzo.
Segni di me.
Lascio tracce del mio passaggio a Milano; giornate all'insegna delle chiacchiere, di confidenze raccontate quasi per necessità, i messaggi arrabbiati e sorpresi di chi non si aspettava che io fossi lì, le parole accarezzate dall'amicizia che ogni giorno sembra nuova, il caffè in terrazza a piccoli sorsi.
E vie percorse con il casco in testa a fotografare in velocità l'immagine di me in vespa e il timore delle ginocchia sbucciate ad ogni curva e le rotaie del tram, che paura!
E sono stata bene. Poche persone che sembravano scelte. Ciascuna con il proprio dolore che fa di una vita la vita, con scelte ed esperienze così diverse da aver bisogno di essere assorbite e metabolizzate con qualche secondo d'attesa, a tratti filtrava ansia da accettazione cancellata da un sorriso, scalzata da una domanda.
E in tutto questo aleggiava il pensiero d'altro, che perfettamente si incastrava con quello che vedevo come se in realtà ci fosse. Come fosse il suo posto. Lì, con me.
E...non devo dirti nulla. Ti scrivo così. Per scriverti. Per scrivere a te. Te che mi manchi...