e poi quando decido di occupare di vuoto il pieno che troppo pieno esonda e non ce la faccio e non ne ho voglia
e capita sempre che lo spazio si contragga e il vuoto tenti di scappare ma è troppo lento e si riempie
e allora succede che a intuire anche un solo soffio di vuoto qualcuno qualcosa qualche decida di inserirsi così, a caso, tanto per non lasciarmi - da - sola
e forse avrei anche voluto tirarmi indietro, avrei potuto; ma non l'ho fatto
e quindi penso a queste ore che sono trascorse - che volevo solitarie, ma - e davvero credo sia stato bene così
e ho negli occhi l'impronta di una mano bianca e un cuore tenero
e nelle orecchie urla di bambini e una voce che afferma 'sei nervosa' - 'lo sentivo'
e io a queste cose qui non ci sono più abituata
e mi rivolto come un guanto a cercare il posto giusto per incastrare tutto questo
e decido che invece lascio che siano come frammenti, a sistemarsi in ordine sparso
e apro la mano e lascio gocciolare un condensato di pensieri in cui tu, poco per volta, diventi contorno
e non intendo perderti: solo darti una dimensione che mi faccia sentire meno agitata
e mi piacerebbe stringere fra le mie quella mano bianca, e quel cuore.
e capita sempre che lo spazio si contragga e il vuoto tenti di scappare ma è troppo lento e si riempie
e allora succede che a intuire anche un solo soffio di vuoto qualcuno qualcosa qualche decida di inserirsi così, a caso, tanto per non lasciarmi - da - sola
e forse avrei anche voluto tirarmi indietro, avrei potuto; ma non l'ho fatto
e quindi penso a queste ore che sono trascorse - che volevo solitarie, ma - e davvero credo sia stato bene così
e ho negli occhi l'impronta di una mano bianca e un cuore tenero
e nelle orecchie urla di bambini e una voce che afferma 'sei nervosa' - 'lo sentivo'
e io a queste cose qui non ci sono più abituata
e mi rivolto come un guanto a cercare il posto giusto per incastrare tutto questo
e decido che invece lascio che siano come frammenti, a sistemarsi in ordine sparso
e apro la mano e lascio gocciolare un condensato di pensieri in cui tu, poco per volta, diventi contorno
e non intendo perderti: solo darti una dimensione che mi faccia sentire meno agitata
e mi piacerebbe stringere fra le mie quella mano bianca, e quel cuore.
