domenica 23 marzo 2008

Senza titolo 189








e poi quando decido di occupare di vuoto il pieno che troppo pieno esonda e non ce la faccio e non ne ho voglia

e capita sempre che lo spazio si contragga e il vuoto tenti di scappare ma è troppo lento e si riempie

e allora succede che a intuire anche un solo soffio di vuoto qualcuno qualcosa qualche decida di inserirsi così, a caso, tanto per non lasciarmi - da - sola

e forse avrei anche voluto tirarmi indietro, avrei potuto; ma non l'ho fatto

e quindi penso a queste ore che sono trascorse - che volevo solitarie, ma - e davvero credo sia stato bene così

e ho negli occhi l'impronta di una mano bianca e un cuore tenero

e nelle orecchie urla di bambini e una voce che afferma 'sei nervosa' - 'lo sentivo'

e io a queste cose qui non ci sono più abituata

e mi rivolto come un guanto a cercare il posto giusto per incastrare tutto questo

e decido che invece lascio che siano come frammenti, a sistemarsi in ordine sparso

e apro la mano e lascio gocciolare un condensato  di pensieri in cui tu, poco per volta, diventi contorno

e non intendo perderti: solo darti  una dimensione che mi  faccia sentire meno agitata

e mi piacerebbe stringere fra le mie quella mano bianca, e quel cuore.








sabato 22 marzo 2008

venerdì 21 marzo 2008

mercoledì 19 marzo 2008

Senza titolo 186





guarda quante cose mi girano intorno...





E' una strana sensazione.

Come se avessi mille e più di mille opportunità di sorriso o di  risata cristallina, folate di freschezza mi vengono addosso e mi avvolgono.

Piccole gioie in mezzo al vento, parole delicate e dedicate a me, fotografie e disegni,  cose tenere.

Manifestazioni di stima e soprattutto affetto, come quando si insiste per avermi da qualche parte che non siano le mie parti.

Come quando mi si chiede °mi vuoi bene° senza attendere risposta, dandola per scontata e ridendo sulla mia reticenza.

Che le mie dichiarazioni di affetto arrivano, con i miei tempi e i miei modi.

Arrivano con tutta la mia spontaneità e subito dopo con il mio immancabile imbarazzo, che a parlare di sentimenti mi si contraggono le corde vocali e divento muta.




♦ quasi sempre ♦




ma...se allungo le mani, secondo te...quelle cose che mi girano intorno s'allontanano o si fanno acchiappare?








martedì 18 marzo 2008

Senza titolo 185





mi confondo in particolari dai contorni torbidi

nei cerchi concentrici di quello stagno che a volte sento qui dentro

lasciandomi sprofondare in mulinelli infidi

sta passando lenta la paura di rilasciarmi

di aprire le mani che stringono ogni frammento di me

e fra le dita lascio scorrere di nuovo aria e lucide gocce di vita



e mi stupisco per la quantità impressionante di parole non dette e di quelle ricevute

sbilanciate ora di qua ora di là

in equilibrio precario

e guardo stranita la massa informe di cose non fatte e pensieri inattuati

e mi trovo fra le mani volontà e desiderio


questa notte pensavo a lei

e al mio sciocco modo di non dirle mai sì

rispondendo vaga alla sua richiesta di affetto

io che conosco le parole mi accanivo nella volontà di non dargliele

sapendo che tanto capiva e sapeva e accettava

oggi ogni mia singola azione la passo al suo vaglio

incurante comunque della sua eventuale valutazione

mentre le riconosco quell'espressione con la quale mi chiedeva

mi vuoi bene?

qualunque fosse stata la mia risposta

lei sapeva che era sempre sì









domenica 16 marzo 2008

Senza titolo 184











≈ predisposizione d'anima ≈







Domenica di sonno lungo e di silenzio irreale spezzato dal suono di campane impazzite.


Giornata insoddisfatta e sorridente piena di sole e vento che ora porta nuvole alte e pettinate in strati bianchi che si adagiano sulla linea delle montagne.


Guardo in là, dove so che c'è il mare.


Forse piove, laggiù. Acqua su acqua.


Acqua come quella che prima ghiacciata poi salvifica mi scorre addosso disciolta in bolle di latte di cocco saltando fra curve e mulinelli.

 
Piccoli fiumi impetuosi m'aggrovigliano i piedi in tentacoli a cui non intendo opporre resistenza.



Passi rosa tenue su strada spolverata a festa, scopro piante non adatte al paesaggio in mano a genti sorridenti sulla via della redenzione.


Sento gli urli degli ulivi stuprati, delle palme a cui è stato strappato il cuore per essere ridotto in brandelli annodati in treccia e offerti in memoria.


Immagino il bagno di sangue di creature innocenti e piccole, venute al mondo per calcolo gastronomico, sgozzate senza che i loro occhi abbiano ancor visto un filo d'erba.


Affondate la lama, servi.
Imprimete la forza delle vostre mandibole su esangui carni tenere.
Fate questo in memoria di lui.


E abbiatene vergogna.





   



sabato 15 marzo 2008

Senza titolo 183








Momenti disordinati e pensieri in subbuglio.


Attimi strani che si dilatano nel tempo e il tempo è un soffio o un sospiro, il vento che porta via e che scompiglia i capelli.


Ho combattuto - un poco - contro quell'essere strano che ogni tanto mi si presenta davanti e mi ordina di sistemare, conservare, riporre con cura.


L'ho tacitato e quello s'è seduto nell'angolino mentre osservava il mio scientifico disordine fatto di calze sparse fra il letto disfatto e il comodino, tra tazzine che ancora profumano di caffe e voglia mai sopita di fumo e caramelle.


Strisciando l'essere è venuto in cucina, fra i piatti nel lavandino e il cappotto buttato sulla sedia.


Ma ha strisciato su petali di fiori.


Un tappeto di petali di fiori. Invasione di profumi e colori.


Dimmi: te ne sei accorto? Oppure hai visto solo ciò che non ti piaceva?



Nothing compares to me.

And.

Without me you're nothing