giovedì 18 ottobre 2007

Senza titolo 100




No ordinary Love



*con quale aspetto Amore verrà a me, in quale corpo si mostrerà di nuovo?
l'Amore è assoluto, non si può comandare, accelerare, evitare, guidare.
l'Amore è totalità e pienezza*

[Pier Vittorio Tondelli - Camere Separate]



Così tanto, così tutto. Sento addosso queste parole che quasi aggiungerne altre sarebbe superfluo.

Ma.

Io ho le mie parole che ora mi sorridono, sulla punta della lingua, dicendomi: pensavi di poter decidere, vero? di essere talmente abile a scansare almeno apparentemente le emozioni da riuscire a stabilire  come e quando e chi, vero? E ridono. Ridono, quelle!

E alla fine rido anche io.

L'amore è *non ostante tutto*.

E' anche *chi se ne frega se non mi ami tu, io TI AMO* detto così, con buona dose di violenza perché costa fatica e qualche groppo in gola dire quel *chi se ne frega se*,  ma va detto così.

Con violenza.

Diretta. IO TI AMO.



mercoledì 17 ottobre 2007

Senza titolo 99




E all'improvviso i sensi si acuiscono.

Un rumore che non riesco a razionalizzare, un respiro, un movimento attutito lì fuori.

Passi. Passi silenziosi.

Mi irrigidisco e guardo i gatti. Loro dormono, loro.

Metto giù dal divano i piedi nudi sul marmo freddo e il brivido che ancora non trovava modo si schianta sulla mia pelle.

Silenziosa, trattengo il fiato. Guardo fuori. Niente.

Accenno un sorriso e ritorno al mio libro. Eccolo. Di nuovo.

Mi sento messa all'angolo. Impotente. Ho paura.

E così ho passato la notte.

Un poco di sollievo da parole che contano, perché sì, ti ho sentito vicino. Perché la contemporaneità e il tuo sentire il mio disagio mi ha tranquillizzata. Almeno un po'.

Ma ho provato paura. Irrazionale, immotivata. Paura non per me, o meglio non solo per me. Paura per *loro* e per il male, per la cattiveria, per la bestialità.


L'ho fatto, sai: sono andata a comprare quelle cose di metallo che bloccano le tapparelle, quanto prima verrà qualcuno in casa per l'antifurto (che pare si chiami perimetrale, quante cose insegna la paura!).

Dici che non devo respingerla né ritenermi sciocca per questo. Non lo so. Ci provo.

Intanto mi amo e mi sorrido, anche quando sulla mia faccia è dipinta la paura *come se mi dovessero fare l'iniezione*.

Mi sorrido compiaciuta, che con me sto bene.

Accetto anche di essere così fragile, così inguaribilmente comica quando mi guardo intorno a cercare l'oggetto delle mie paure.

Mi sorrido, e mi amo. E.

martedì 16 ottobre 2007

Senza titolo 98







Voglio un mondo comico voglio un mondo che faccia ridere
un cielo comodo e qualcuno s' affaccia a rispondere
Voglio svegliarmi quando voglio da tutti i miei sogni
Voglio trovarti sempre qui ogni volta che io ne ho bisogno
Voglio volere tutto cosi voglio riuscire a non crescere
Voglio portarti in un posto che tu proprio non puoi conoscere
Voglio tenere qualcosa per me qualcosa che sia per me per me
Voglio il tempo libero si ma libero proprio ogni attimo
e alzare il minimo con la vita che mi fa solletico
Voglio restare sempre sveglio con tutti i miei sogni
Voglio tornare vergine ogni volta che io ce ne ho voglia

Voglio volere tutto cosi voglio riuscire a non crescere
Voglio portarti in un posto che tu proprio non puoi conoscere
Voglio tenere qualcosa per me qualcosa che sia per me per me

Voglio volere io voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho
Voglio volere Voglio deciderlo io se mi basta o se no
Voglio volere Voglio godermela tutta fin quando si può si può

Voglio un mondo comico che se ne frega se sembra ridicolo
Un mondo facile e paga lui e vuol fare lo splendido
Voglio non dire mai è tardi oppure peccato
Voglio che ogni attimo sia sempre meglio di quello passato

Voglio volere tutto così voglio riuscire a non crescere
Voglio portarti in un posto che tu proprio non puoi conoscere
Voglio tenere qualcosa per me qualcosa che sia per me per me
Voglio volere io voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho
Voglio volere Voglio deciderlo io se mi basta o se no
Voglio volere Voglio godermela tutta fin quando si può si può

[Luciano Ligabue - Voglio Volere]


E non c'è cosa fra quelle che io non voglia.
E non c'è immagine fra quelle che io non senta.
Che non senta precisamente in quell'ordine: calore, impronta, distorsione, Amore.

lunedì 15 ottobre 2007

Senza titolo 97




E rifletto.

Su atti e fatti, su incroci casuali e realtà oggettive.

Sui punti fermi e sull'accettazione di quel che non vorrei accettare.

E sul voglio e sul non voglio, anche.

Si parlava d'amore. Mi si chiedeva se avessi  netta la distinzione esistente fra Amore e infatuazione.

Io sì, lo so.

Sono grande, ho risposto.

Però mi faccio aiutare da Roland Barthes, oggi, che mi ha offerto le parole:

*Amare ed essere innamorato hanno fra loro un rapporto difficile: poiché, se essere innamorato non assomiglia a niente altro (una goccia di essere-innamorato diluita in una vaga relazione amichevole la colora vivacemente, la rende incomparabile: io so subito che nel mio rapporto con..., per quanto prudentemente mi trattenga, c'è dell'essere-innamorato), è anche vero che, nell'essere innamorato, c'è dell'amare: Io voglio prendere, ferocemente, ma so anche dare, attivamente.
Chi, dunque, può centrare questa dialettica?
Chi, se non la Donna, colei che non si dirige verso nessun oggetto, solamente verso Il Dono?*



Ci sono cose che si sentono subito.

A volte si fa in tempo a scappare, altre proprio non si ha l'intenzione di resistere, altre ancora ci si sente talmente *forti* da poter affrontare qualunque cosa e cadere in piedi.

A volte si fanno errori di valutazione.

Io so cosa significhi essere innamorata. E so cosa sia amare. E so che una sola goccia di essere-innamorata colora vivacemente qualsiasi cosa e la rende incomparabile.

So anche che passerà, un giorno. Forse. E so distinguere quello che passa e non lascia traccia e quello che invece imprime un marchio a vita. Anche se passa. Forse.


A dispetto di tutto, mi spiego?

sabato 13 ottobre 2007

Senza titolo 96




Let me see you stripped down to the bones








E più di così davvero non posso.

Un nudo integrale, direi.

E' per dire che queste mani non sanno solo scrivere.

Oggi lavori di bassa manovalanza. In compagnia dell'ex uomodicasa - che gentilmente si è "offerto" dietro pressante richiesta di aiutarmi - ho smontato un armadio. Insomma, lo so fare. E' che i pezzi erano grossi e da sola non avrei potuto portarli giù ma avresti dovuto vedere queste mani armeggiare con pinze, cacciaviti e martelli. Per non dire dei sei piani scesi a piedi con i pezzi che nell'ascensore dei puffi non potevano starci neanche a morire: quante volte li ho fatti?

Ora sono *sfranta*. Ma anche di più.

E quindi mi serve un premio. Una cosa piccola.

Oggi è giorno di miracolo: la pizza sarà mia. Tutta tutta. Eh lo so, pare cosa da poco. Ma la pizza ha per me un fascino al quale fatico a resistere - ma resisto -

A pensarci oggi mi potrebbe anche essere chiaro il motivo, vista l'origine. Ma.

Rimane il fatto *certo* che queste mani, per quanto abbiano dimostrato di saper fare praticamente ogni cosa - va be' tranne cucire, che non ce la posso proprio fare a tenere un ago in mano - siano nate per altro.



Accarezzare.
Scrivere.
Fotografare.
Toccare.
Stringere.



E cucinare, consolare, asciugare lacrime, nascondere, dare piacere.



*no, non mi sono dimenticata di te neanche oggi. non è possibile. sono piena delle parole che tu sai*

venerdì 12 ottobre 2007

Senza titolo 95





¥légami¥



Credo che sia magia.

Non esiste spiegazione logica alla netta sensazione di sentirmi infinitamente legata a una persona che è passata *per caso* nella mia vita e che immediatamente mi ha fatto sentire condivisa.

Ho iniziato a legare pensieri a parole senza neanche rendermene conto e continuo a scandire gli attimi che passano in assenza.

E ogni giovedi è un giorno da ricordare. Non un filo che si spezza ma un filo che si annoda ad un passato così presente da essere a volte lancinante.

Ho con me una marea di sorrisi da tirar fuori all'occorrenza - i tuoi sorrisi -  e quando ne prendo uno lo metto in bocca come fosse una caramellina al latte, di quelle che si mangiavano da bambini, che si attaccavano ai denti e impastavano la bocca.

Un sapore tenero che sa di carezze e abbracci lunghi una notte, di risveglio delicato, di tentazioni e di te.

mercoledì 10 ottobre 2007

Senza titolo 94




E' una vertigine, un capogiro.

E' una sensazione che mi fa girare intorno alle cose e intorno a me stessa, mi confonde e mi strema.

Mi riempie di note e ad ogni suono un feedback , ad ogni parola un flash.

E continua da non so più quanto, minuti ore giorni da cui non intendo separarmi perché ora sto bene così, a crogiolarmi in questo tormento, in una frustrazione dolce, in un sapore aspro che sa di assenza e abbandono incolpevole.

E allora ci giro intorno, una Luce ferma ma mai statica che aspetta di vedere un altro graffio affiorare sulla pelle candida, straccia ancora qualcosa ti prego, qui è ancora puro, puoi toccarmi.

E puntualmente mi accontenta, non esiste un solo centimetro di quel che posseggo che non senta fortemente mio e astrattamente tuo, tuo per qualche ora ma strisciato per sempre.

E mi piace così e non voglio allontanarmi e neanche provare a dimenticare, a cambiare, a snaturarmi. Sento tutto, tutto qui sul plesso solare, la fatica di un respiro inutile perché in realtà non voluto, perché mi piacerebbe trattenere tutto il fiato che ho e che avrò per urlare a te e al resto quello che ho dentro, 'ché non ho più voglia di sussurrare e neanche di smettere di sentire.

E per sempre non esiste. Esiste. Sempre.

E anche infinito. E Infinità.





Vieni qui, vicino a me e fatti piccola
ti sogno avvolta e tenera in calde cavità

La mia emozione è un brivido e non lo sperderò
ma prenditi un mio battito e mischialo coi tuoi

La cosa più speciale che mi potessi offrire:
un lampo di infinità.
Che non mi fa dormire e non mi fa vegliare:
ora è per sempre ora

Vieni a farti vela in me e portami con te
c'è un soffio di vertigine che ci sospingerà

La cosa più speciale che mi potessi offrire:
un lampo di infinità.
Che non mi fa dormire e non mi fa vegliare:
ora è per sempre ora

Rimani così nel sogno in cui sei
e lasciati sussurrare:
"Rimani così nel sogno che sei
e lasciati accarezzare"

Rimani così nel sogno in cui sei
e lasciati mormorare:
"Rimani così nei sogni che fai
non ti vorrò ridestare"



[Marlene Kuntz - Infinità]