Oggi qui dentro c'è il sole.
C'è anche fuori, è vero. Si rispecchia nelle pozzanghere e sulle gocce di brina posate sull'erba, mi viene voglia di camminare a piedi nudi per il parco ma pare che non sia comportamento adeguato, prima d'andare in ufficio.
Il fresco comunque si sente.
Stamattina, calda di letto e caffe, la doccia è stata sferzante.
Una mattinata leggera, quasi serena e addirittura di buon umore. Una di quelle in cui il sorriso non è solo una faccenda diplomatica. Il secondo caffe al bar è riuscito addirittura a farmi increspare gli occhi insieme alle labbra, quando distratta da chissà quali pensieri lievi sono uscita senza pagare; "buona giornata", dice il barista e io vado, per poi fare retro front dieci passi dopo, con un lieve rossore sulle guance e il portafogli in mano. E rido con lui..."tanto fra qualche ora sarà di nuovo qui, mica ho paura che scappi", dice.
Una sigaretta, il caffe coi colleghi, le chiacchiere stile radioserva che al venerdi sono un must, lavoro anche troppo e aspetto la mezza. E scappo.
Che tornare a casa adesso mi da una sensazione di serenità, appaga il mio senso di possesso, è un abbraccio affettuoso. Sono inquietamente tranquilla.
C'è anche fuori, è vero. Si rispecchia nelle pozzanghere e sulle gocce di brina posate sull'erba, mi viene voglia di camminare a piedi nudi per il parco ma pare che non sia comportamento adeguato, prima d'andare in ufficio.
Il fresco comunque si sente.
Stamattina, calda di letto e caffe, la doccia è stata sferzante.
Una mattinata leggera, quasi serena e addirittura di buon umore. Una di quelle in cui il sorriso non è solo una faccenda diplomatica. Il secondo caffe al bar è riuscito addirittura a farmi increspare gli occhi insieme alle labbra, quando distratta da chissà quali pensieri lievi sono uscita senza pagare; "buona giornata", dice il barista e io vado, per poi fare retro front dieci passi dopo, con un lieve rossore sulle guance e il portafogli in mano. E rido con lui..."tanto fra qualche ora sarà di nuovo qui, mica ho paura che scappi", dice.
Una sigaretta, il caffe coi colleghi, le chiacchiere stile radioserva che al venerdi sono un must, lavoro anche troppo e aspetto la mezza. E scappo.
Che tornare a casa adesso mi da una sensazione di serenità, appaga il mio senso di possesso, è un abbraccio affettuoso. Sono inquietamente tranquilla.