lunedì 18 giugno 2007

Senza titolo 28


ipse dixit
Revenge is a dish best served cold

Senza titolo 27



[...]

[Per la cronaca, questa è stata la risposta alla mia richiesta]


Premetto che me ne strafotto se piove: lo faccia pure per tutta l'estate, cosa c'è di meglio di una giornata di sole omaggiata da un tardo pomeriggio di tempesta?
Premetto anche che gli dei citati in precedenza han dimostrato ancora una volta il loro totale disinteresse, e questo non sta bene: uno, dico UNO, dovrebbe pur stare attento alle richieste del pubblico. Fare una turnazione no, voi?
Tanto, che vi vada bene o meno, quella terrazza la userò. A modo mio. Presto.

giovedì 14 giugno 2007

Senza titolo 26




<...in particolare, una perturbazione interesserà le regioni settentrionali e, in modo particolare, porterà sul settore nord-occidentale del Paese condizioni di spiccata instabilità. Per le prossime 24-30 ore si prevedono così precipitazioni diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale anche di forte intensità, sul Piemonte, sulla Valle d'Aosta e sulla Lombardia>

Ora, voglio dire: a me sta bene tutto,  la pioggia mi piace così come mi piace la nebbia. Non ha piovuto tutto l'inverno qui, lo smog a livelli osceni, le strade sporche e le polveri sottili che si compattavano in blocchetti masticabili. Emergenza siccità. Quest'anno non ci sarà vino. Quest'anno non ci sarà riso. Diamo i soldi ai coltivatori diretti perchè i raccolti si sono seccati...e vai di immagini di devastazione, deforestazione, desertificazione che dalla ex verde Pianura Padana pareva dovesse estendersi alle Alpi, tant'è che al Gran Paradiso sarebbero stati avvistati i cammelli piuttosto che gli stambecchi.
Quindi via a ringraziare gli dei di ogni confessione per la prima settimana di pioggia, anche se tardiva.
Ma non smette di piovere da maggio e no, questo non mi sta bene! Ma a me che me ne strafotte se il delta del Po è in secca e le trote prendono il sole e  se il Magistrato del Po (?) prima o poi dovrà cambiar mestiere? Con buona pace della Protezione Civile ( e scusate un altro ?) adesso c'è l'emergenza alluvione, i contadini chiederanno lo stato di calamità naturale per annegamento delle barbabietole da zucchero. Da me il fiume c'è sempre. Dico sempre. Almeno fino a Vercelli l'acqua arriva. Va bene così.
La sostanza è che da domani dovrebbe darmi tregua, la pioggia. Per due giorni almeno.
A chi devo chiedere?
Sciovinista, anche un bel po' stronzetta. Ma tant'è.


mercoledì 13 giugno 2007

Senza titolo 25


EvanescentE

Oggi va così.
I giorni precedenti a questo giorno sono di solito un po' scostante, non ho mai vissuto bene il compleanno e più il tempo passa meno mi piace però...non mi ci rassegno, piuttosto mi ci accomodo nel miglior modo possibile.
Poi arriva.
Il tredicigiugno arriva e il telefono trilla e titilla come fosse dotato di vita propria; è proprio tredicigiugno dal primo minuto, quilasugiù che pare non facciano altro che pensare a me. E un po' mi sento contenta. Anche un po' tanto, a dire il vero.
Bilanci zero.
Non se ne parla proprio, troppo aziendali e razionali per me e anche scomodi, sì. I bilanci si fanno quando si conclude un ciclo e io non ho concluso ancora niente, ho un miliardo di porte socchiuse davanti a me (o dietro, o da qualche parte) e prima o poi andrò a vedere cosa c'è oltre. Riflettendo...qualcosa sto per concludere, so che sarà una porta chiusa ma senza doppia mandata. Non si cancella mai del tutto il passato soprattutto quando non c'è stato niente da recriminare o di cui scusarsi.
Poi sono bellina (modesta io? tzk!) e chi se ne strafotte del tempo che passa se tutto sommato non fa tanti danni?
Termino con l'inevitabile contraddizione, parole suggerite da chi mi sa parlare.
E in mezzo a tutto questo perdersi c'è un uscio chiuso nell'anima. Chissà se ti ricordi la tua chiave dov'è.
E in mezzo a tutto questo sciogliersi fa più il destino o la volontà?
E se la risposta è "amore" la domanda qual è?

sabato 9 giugno 2007

Senza titolo 24




[Introspettiva]

Parlami.
Siamo qui, ora, e non capita spesso che io ti permetta di entrare qui dentro.

[qui dentro c'è freddo]
E fuori come va? Non mutuare parole scontate, dimmi quel che vedi adesso.
[il plesso solare è un posto scomodo]
Dimmi quel che vuoi, adesso: sarà esattamente ciò che potresti non avere - mai -
Parlami.

[dove ho nascosto le parole]
Comincia da te, dal momento in cui ti sei lasciata stare, dall'attimo preciso in cui hai deciso di affidarti.
Senza fretta torna indietro, un passo dietro l'altro a ritroso, continua a dare le spalle al passato ma percorrilo, tutto. Perché il rischio è che tu lo dimentichi o lo nasconda da qualche parte e che poi, in caso di necessità, non lo ritrovi più.

[non voglio passato]
C'è un modo, però ha i suoi rischi da accettare senza esitazioni. Prendere o lasciare. Al solito.
[al solito]
Riparti da te. Spazza via i frammenti, soffia forte sulle incertezze, non tenere niente di quello che avevi. Non tenerlo a vista, non a portata di mano. Conservalo in cantina, magari, ma lontano da qui. Lontano dagli occhi, mettilo al buio.
[vacillo]
Parlami. Ora.
[amo le mie contraddizioni]
Parlami.
[sì]

giovedì 7 giugno 2007

Senza titolo 23



{non riesco ad addormentarmi}

buonanotte, un bacio

martedì 5 giugno 2007

Senza titolo 22





{I'm starting to love rain}

Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca
Il mattino ha l'oro in bocca





Il mattino ha un ago in vena. Ma questa è altra storia.


Capisco per quale motivo non abbiano mai usato per me l'aggettivo "solare". Abusato da brivido un po' come "timida". Non sono solare e non sono timida. Inizio ad amare la pioggia. Ci ho messo un sacco di tempo prima di acquisire il dato su questo mio eterno amore, lo ammetto: lo rifiutavo. Avevo il classico comportamento dell'amante delusa, quello che maipiùnellavita.
E no, non mi disturba più se piove storto e mi bagna le gambe, se piove tanto e mi bagna tutta, se piove poco e scivolo. Piova.
La pioggia qui in terrazza ha il ticchettio della macchina da scrivere, è una femmina che si muove ancheggiando sapendo d'essere osservata, quella che si da dicendo no, quella che si rifiuta sperando sì. Arriva e ti inonda .
Vorrei farti sentire il suono di questa pioggia, qui su all'ultimo piano: si fa anticipare dal vento che strazia quel che c'è e poi esplode. Sì, la pioggia è una femmina: una puttana irrequieta.