domenica 23 agosto 2009

Senza titolo 358





e
ripenso a quella domenica mattina ogni volta che ho voglia di allontanarti da me
parole che si scontravano con parole e inutili fatti
mentre tentavi di farmi credere che fosse naturale quasi ineluttabile e chimicamente ineccepibile
mi girano intorno suoni lontani dall'essere musica
scusa scusa non lo faccio più
un inutile comportamento di pentimento sterile che si è annullato poche ore dopo
mentre ancora mi mordevi le labbra come a voler stracciare la trama del velo fra te e il desiderio
non ti passi mai per la testa d'avermi fatto una cortesia
ché il piacere è un dono a volte ricambiato e altre no
e se in quel momento mi sono inginocchiata fra te e lo specchio tenendoti strette le gambe
non significa remissione né colpa
è stato un delirio di sensi
un insensato e delizioso delirio di sensi
esplosivi
densi

 

venerdì 21 agosto 2009

Senza titolo 357




waitin' for a strange attraction




poi è anche vero che un po' me la tiro. forse.
che ho un alto concetto di me stessa e magari non ho perso l'abitudine di guardare il resto del mondo con distacco -ma poi perché non dovrei farlo-
che non mi accontento e non mi basta mai niente, neanche le puttanate e i casini.
che quella che mi aveva detto che la mettevo in soggezione evidentemente non era l'unica.
però, perdio -anzi, cazzo!- possibile che ci sia un'omologazione latente ovunque?

c'è che sono tutti uguali. o forse solo troppo simili.

gli interessi, le scelte, le parole; addirittura lo stupore è il medesimo: come un 1984 postmoderno, meno manifesto ma non meno invasivo. butto l'amo e pesco sempre le solite scarpe.




e fernanda pivano è morta. è vero che aveva novantadue anni -spero di viverne una trentina di meno- ma era una meraviglia in questa terra. sapeva e conosceva e vedeva. io darei un bel po' di cose se potessi conoscere uno come jack kerouac, ammesso e non concesso che ne esistano altri come lui. o come jay mc inerney. o come cesare pavese, per andare in giro con lui nelle langhe.
quanta conoscenza ho appreso tramite lei. quanta ne dovrò ancora incamerare.
le traduzioni della beat avrebbero avuto un sapore diverso -lo so- se non fosse stata lei a farle.
e però l'abbiamo persa.




poi ci sono state le vacanze. quest'anno anche le vacanze al mare. un caldo della madonna mitigato dall'acqua fredda e splendida, il sole che nonostante tutto mi ha lasciato i segni sulla pelle e no, la prova costume non mi è piaciuta ma va bin parej, mi tengo.
rimane il fatto che mi sono annoiata. un pochino, almeno. perché non avevo contraddittorio, poche discussioni come se fosse implicito che io dovessi avere ragione a priori. ma anche no. e odio le persone che abbassano il capo e lo sguardo. mi annoiano. proprio mi annoiano.
dov'è l'eloquenza? dov'è quel filo di polemica che tiene bordone alla mia?




il blog dei miei ragazzi va avanti bene. oggi faremo una web conference. loro a reggio emilia ed io a torino, così conosceranno anche i miei gatti e parte della mia casa.
loro sollecitano il mio interesse. mi buttano addosso un mondo non mio ma così attinente al mio che davvero è come destreggiarmi fra campi di filo spinato e mine appena sotterrate. e io sono un rovo.
loro sono qui: thebadcompany.wordpress.com/





venerdì 7 agosto 2009

Senza titolo 356




the bad company



l'origine

frequento da anni una comunità di recupero per tossicodipendenti. sono un'ospite anomala: non ho alcuna dipendenza -se non da me stessa- e ho iniziato ad andare lì perché Barbarella è operatore e adesso anche responsabile della comunità. quindi con lei ho iniziato a conoscere i "ragazzi", le loro storie, la loro vita lì e fuori da lì. vita, spesso, intesa come un eufemismo del dolore. ho visto qualcuno in crisi d'astinenza che, in pieno agosto, tremava come una foglia. ho visto sbalzi d'umore, aggressività latente, sguardi infastiditi e attratti dal mio essere femmina. mi hanno raccontato, hanno cucinato per me, mi hanno regalato la sorpresa dell'uovo di pasqua, mi hanno chiesto ascolto non giudicante.
ogni volta, da lì, io ne esco arricchita. stanca, a volte sconvolta, ma molto più piena.

la proposta

qualche mese fa con la Barbarella sono iniziate le congetture. cosa fare per stimolare il loro interesse, per evitare che i ragazzi si lascino andare dal letto alla sedia, come interloquire con loro non con il solo colloquio -strumento importantissimo, anche quando non istituzionale: per loro anche parlare con me, che volendo potrei essere intesa come "altro", è importante- ma anche ricevendo parole tramite altri mezzi, con altri modi. e così abbiamo pensato ad un blog. io ho accettato subito l'incarico, abbiamo quindi iniziato a metter giù un canovaccio di struttura. e poi...

i ragazzi

...e poi ovviamente abbiamo fatto una riunione con i ragazzi. la maggior parte di loro non ha alcuna conoscenza del web; alcuni lo hanno frequentato quasi per caso lasciandolo poi lì dov'era: altre priorità, altri interessi, altre necessità. eppure il progetto in qualche modo ha entusiasmato buona parte di loro e -lo ammetto- è stata una reazione inaspettata. abbiamo creato una sorta di comitato di redazione dando a ciascuno il compito di scrivere. sembra facile? non lo è affatto. per vergogna, incapacità, mancanza di volontà e, comunque, per quella discontinuità che fa parte integrante della vita del tossico.

la comunità

il progetto è stato quindi esposto ai responsabili i quali, ovviamente, hanno esaminato tutti gli aspetti burocratici di ciò che volevamo creare; questioni di privacy, di rispetto normativo, piccoli cavilli che da un punto di vista puramente pratico sembrano inutili ma vanno rispettati. ma, quando ho messo in rete il blog e il presidente ha detto è bello...be', la soddisfazione è stata tanta.

e in effetti è bello. al momento abbiamo pubblicato un post di presentazione. tutti gli articoli saranno scritti dai ragazzi; si sono presentati per quel che sono e certo temono il giudizio. ma quel che è sostanziale è che -nonostante lo temano- lo stanno stimolando.

perché vogliono una vita, anche loro.
perché se anche ne hanno fatto brandelli ora vogliono cercare di ricostruirla.
perché ne hanno diritto.
perché il futuro è di tutti.






lunedì 3 agosto 2009

Senza titolo 355





ci sono giorni in cui il tempo pare fermarsi
prendere respiro dopo una lunga sospensione
a volte troppo lunga per poter essere tollerata
momenti in cui i sensi diventano cianotici
e risentono della mancanza di ossigeno

e poi per caso
riprendo fiato

sabato il cielo su torino era basso
le nuvole immobili si addensavano
belle e minacciose

tutto domandava acqua
la terra e i fiori e anche io
poche gocce insufficienti a rigenerare
a offrire sollievo
buone solo per le zanzare

e poi

come uno scroscio d'acqua
come un fiume addosso
antony hegarty e l'orchestra sul palco
e rimanere a bocca aperta
e i sensi tesi
e niente altro che potesse tangere quei momenti
niente