lunedì 31 marzo 2008

Senza titolo 193





oggi infiocchetto pensieri

ho fatto delle scatolette colme all'orlo di immagini ritrovate in fondo

le ho spolverate da quella patina di dimenticanza che s'era creata sopra, le ho sistemate davanti a me in bella mostra

le ho guardate e ne ho sentito il profumo senza confonderle: ad ogni immagine un colore, un sapore, un profumo

un po' di amaro, quel tanto che basta

un po' di dolce, poco che stucca

un po' di coraggio, determinazione q.b.


ho riflettuto su dublino, ne ho parlato, attendo contatti

nel frattempo il mio alter ego spinge i pensieri oltre il limite, scandaglia i fondali alla ricerca di qualcosa che mi possa trattenere

e ci sarebbe, anche

in potenza

ma




questo è un racconto senza punti

è una storia aperta

il finale sarà a sorpresa

sorprendimi


sabato 29 marzo 2008

Senza titolo 192





tout passe, tout lasse, tout casse






Le cose cambiano.

Cambiano in una giornata o in una frazione di tempo piccolissima.
Cambiano in silenzio, mi scoppiano dentro e le uniche schegge che riesci a vedere sono quelle dei miei sguardi.

Ti percorro con gli occhi, ti metto a nudo. Ma prima ti lascio credere d'avermi in mano. E nel frattempo apro dei varchi fra me e te.

Ti conosco e ti riconosco. Mi sono nutrita di te, delle tue parole e della tua risata piena.
Ti ho meritato e so che ci sarà sempre un filo che mi legherà a te.
Un filo trasparente.

Ho pensato a te e a molto altro. E mi sono resa conto che il °molto altro° scalzava il pensiero di te.
Di te ovunque e con chiunque.
Riconoscerò la tua voce in mezzo al frastuono. Il tuo passo in mezzo alla folla. Le tue mani fra milioni di altre mani.

Ti tengo dentro per decidere quale sia la giusta distanza. Per dosarti. E per dimenticarti.




Toutefois...


Mi girava la testa. Avevo la percezione di me stessa come su una giostra, quelle che vorticano intorno al fulcro e intorno a loro stesse.

Mi piacciono le tue parole, il tuo modo di parlare d'amore, le parole che conosci e che usi.
Mi piace il tuo modo di amare.
E credo tu debba avere quello che desideri.

La tua matita è incisiva, il tratto è così netto da confondere.

Quando parli di ciò che ami disegni di rosso acceso e sento nelle tue parole il sapore dei tuoi sogni.

E poi, chissà.










venerdì 28 marzo 2008

Senza titolo 191





♦moi même♦




Spossata da minuti ore e giorni in cui è successa qualunque cosa, arrivo a questo venerdi  con sollievo e il sorriso sulle labbra.


Inizio ad assomigliarmi.


Mi sono svegliata stamattina e il letto sembrava un campo di battaglia. Distrutto. Il piumone aggrovigliato, le lenzuola tirate su, un cuscino in verticale al bordo del materasso e un altro piegato in centro. I gatti a sopportare tutto questo, impassibili.


Eppure devo aver risolto qualche conflitto. Devo aver vinto. Perché oggi sono più leggera e anche più forte, ho voglia di ridere e sono reattiva.
Non indifferente.


Piccole soddisfazioni, ora che mi guardo allo specchio. Piccole, piacevoli soddisfazioni.


Sento la mancanza. E mi piace. Mi mancano certe parole da certe voci di certe persone.

Ho bisogno. Un languore e una lieve morsa allo stomaco. Vita.

Perdo la pazienza. E mi arrabbio per cinque minuti. E poi passa.

Faccio la recita della er rulé, provo parole con tutte le consonanti impossibili. E mi diverto.

Mi piace il fremito provocato da alcune sensazioni, la reazione impulsiva, la risata aperta e divertita verso le cose belle e la stupidità della gente.

Osservo con sguardo caldo, languido, chi anche involontariamente mi abbia ferita.

Non è che ti perdono: proprio non mi tangi.



Sì. Inizio ad assomigliarmi. Di più. E ancora di più.



martedì 25 marzo 2008

Senza titolo 190






•words like jewels•





Un'arpa con tutte le sue corde tese che vibrano solo se pizzicate dalle mani giuste.


Quelle adatte, tenere ma forti, ritmate da movimenti a tempo.


E così le mie parole. Il tono dato dal tempo e dal modo.



• ho visto lo stesso film 13 volte. era nine and a half weeks. e ho letto anche il libro.

• ho tradito più volte. un uomo, non un amico. il mio uomo, quello del momento. a parziale giustificazione posso dire che l'amore era agli sgoccioli. e poi comunque non intendo giustificarmi.

• ho fatto il test di gravidanza. non molto tempo fa. per la prima volta in vita mia. e mi sono sentita morire al pensiero di barrette rosa che avrebbero potuto comparire in una laida finestrella a forma di cuore.

• ho investito un gatto, anni fa. sono tornata indietro per raccoglierlo e portarlo dal veterinario ma lui mi ha guardato e è scappato. perché i gatti muoiono soli.

• ho baciato una donna. due volte. la prima volta sono stata baciata per strada e mi ha colto alla sprovvista. la seconda invece è successo con una mia amica, complice una bottiglia di grappa. peraltro, la grappa mi fa schifo. la mia amica no. ma non ne abbiamo mai parlato, lei ed io.

• ho fatto l'amore con più di dieci uomini. e intendo dire proprio fare l'amore e non solo sesso. questo non significa che abbia amato dieci uomini ma semplicemente che in quel momento il trasporto era come amore. e ovviamente non me ne pento.

• ho due persone nel cuore. ma così in fondo  e con così tanto peso intorno che non potranno più tornare a galla.

• galleggio in una marea di incertezza ma tengo gli occhi aperti e respiro. e ti vedo e ti sento. e ti voglio.






domenica 23 marzo 2008

Senza titolo 189








e poi quando decido di occupare di vuoto il pieno che troppo pieno esonda e non ce la faccio e non ne ho voglia

e capita sempre che lo spazio si contragga e il vuoto tenti di scappare ma è troppo lento e si riempie

e allora succede che a intuire anche un solo soffio di vuoto qualcuno qualcosa qualche decida di inserirsi così, a caso, tanto per non lasciarmi - da - sola

e forse avrei anche voluto tirarmi indietro, avrei potuto; ma non l'ho fatto

e quindi penso a queste ore che sono trascorse - che volevo solitarie, ma - e davvero credo sia stato bene così

e ho negli occhi l'impronta di una mano bianca e un cuore tenero

e nelle orecchie urla di bambini e una voce che afferma 'sei nervosa' - 'lo sentivo'

e io a queste cose qui non ci sono più abituata

e mi rivolto come un guanto a cercare il posto giusto per incastrare tutto questo

e decido che invece lascio che siano come frammenti, a sistemarsi in ordine sparso

e apro la mano e lascio gocciolare un condensato  di pensieri in cui tu, poco per volta, diventi contorno

e non intendo perderti: solo darti  una dimensione che mi  faccia sentire meno agitata

e mi piacerebbe stringere fra le mie quella mano bianca, e quel cuore.








sabato 22 marzo 2008

venerdì 21 marzo 2008

mercoledì 19 marzo 2008

Senza titolo 186





guarda quante cose mi girano intorno...





E' una strana sensazione.

Come se avessi mille e più di mille opportunità di sorriso o di  risata cristallina, folate di freschezza mi vengono addosso e mi avvolgono.

Piccole gioie in mezzo al vento, parole delicate e dedicate a me, fotografie e disegni,  cose tenere.

Manifestazioni di stima e soprattutto affetto, come quando si insiste per avermi da qualche parte che non siano le mie parti.

Come quando mi si chiede °mi vuoi bene° senza attendere risposta, dandola per scontata e ridendo sulla mia reticenza.

Che le mie dichiarazioni di affetto arrivano, con i miei tempi e i miei modi.

Arrivano con tutta la mia spontaneità e subito dopo con il mio immancabile imbarazzo, che a parlare di sentimenti mi si contraggono le corde vocali e divento muta.




♦ quasi sempre ♦




ma...se allungo le mani, secondo te...quelle cose che mi girano intorno s'allontanano o si fanno acchiappare?








martedì 18 marzo 2008

Senza titolo 185





mi confondo in particolari dai contorni torbidi

nei cerchi concentrici di quello stagno che a volte sento qui dentro

lasciandomi sprofondare in mulinelli infidi

sta passando lenta la paura di rilasciarmi

di aprire le mani che stringono ogni frammento di me

e fra le dita lascio scorrere di nuovo aria e lucide gocce di vita



e mi stupisco per la quantità impressionante di parole non dette e di quelle ricevute

sbilanciate ora di qua ora di là

in equilibrio precario

e guardo stranita la massa informe di cose non fatte e pensieri inattuati

e mi trovo fra le mani volontà e desiderio


questa notte pensavo a lei

e al mio sciocco modo di non dirle mai sì

rispondendo vaga alla sua richiesta di affetto

io che conosco le parole mi accanivo nella volontà di non dargliele

sapendo che tanto capiva e sapeva e accettava

oggi ogni mia singola azione la passo al suo vaglio

incurante comunque della sua eventuale valutazione

mentre le riconosco quell'espressione con la quale mi chiedeva

mi vuoi bene?

qualunque fosse stata la mia risposta

lei sapeva che era sempre sì









domenica 16 marzo 2008

Senza titolo 184











≈ predisposizione d'anima ≈







Domenica di sonno lungo e di silenzio irreale spezzato dal suono di campane impazzite.


Giornata insoddisfatta e sorridente piena di sole e vento che ora porta nuvole alte e pettinate in strati bianchi che si adagiano sulla linea delle montagne.


Guardo in là, dove so che c'è il mare.


Forse piove, laggiù. Acqua su acqua.


Acqua come quella che prima ghiacciata poi salvifica mi scorre addosso disciolta in bolle di latte di cocco saltando fra curve e mulinelli.

 
Piccoli fiumi impetuosi m'aggrovigliano i piedi in tentacoli a cui non intendo opporre resistenza.



Passi rosa tenue su strada spolverata a festa, scopro piante non adatte al paesaggio in mano a genti sorridenti sulla via della redenzione.


Sento gli urli degli ulivi stuprati, delle palme a cui è stato strappato il cuore per essere ridotto in brandelli annodati in treccia e offerti in memoria.


Immagino il bagno di sangue di creature innocenti e piccole, venute al mondo per calcolo gastronomico, sgozzate senza che i loro occhi abbiano ancor visto un filo d'erba.


Affondate la lama, servi.
Imprimete la forza delle vostre mandibole su esangui carni tenere.
Fate questo in memoria di lui.


E abbiatene vergogna.





   



sabato 15 marzo 2008

Senza titolo 183








Momenti disordinati e pensieri in subbuglio.


Attimi strani che si dilatano nel tempo e il tempo è un soffio o un sospiro, il vento che porta via e che scompiglia i capelli.


Ho combattuto - un poco - contro quell'essere strano che ogni tanto mi si presenta davanti e mi ordina di sistemare, conservare, riporre con cura.


L'ho tacitato e quello s'è seduto nell'angolino mentre osservava il mio scientifico disordine fatto di calze sparse fra il letto disfatto e il comodino, tra tazzine che ancora profumano di caffe e voglia mai sopita di fumo e caramelle.


Strisciando l'essere è venuto in cucina, fra i piatti nel lavandino e il cappotto buttato sulla sedia.


Ma ha strisciato su petali di fiori.


Un tappeto di petali di fiori. Invasione di profumi e colori.


Dimmi: te ne sei accorto? Oppure hai visto solo ciò che non ti piaceva?



Nothing compares to me.

And.

Without me you're nothing

mercoledì 12 marzo 2008

lunedì 10 marzo 2008

domenica 9 marzo 2008

Senza titolo 180





♦•libera nos•♦





Sassolini scivolano via dalle mie mani mentre prendo atto ancora una volta di averla avuta vinta.

Un periodo pieno di sabbia negli occhi che non era sufficiente sbattere le palpebre a cacciarla via.

E poi inizia a girare. Come per caso.

Sto dormendo poco, come al solito.
Però mi piace riconquistare la mia attività, il continuo movimento che mi caratterizza e che non riesco - non voglio - domare. Ipercinetica, a volte maniacale nel seguire ogni piccola variazione del mio percorso, sopraffatta da pensieri che si mischiano a pensieri, così tanti da non riuscire a contenerli.

Scrivo.

Stamattina molto prima dell'alba ho avuto una risposta, esattamente quella che mi aspettavo d'avere.
Potrei anche parlare di speranza, oggi.
Speranza di non-avere. E infatti non-ho.

Fantastico.

Osservo chi mi circonda con attenzione, critica.
Ho avuto due mesi di quasi totale inattività buoni per studiare comportamenti e atteggiamenti.
Ho scoperto finti buoni, finti presunti amici, finti solo conoscenti, finti indifferenti.
E ho avuto la conferma - ancora una volta - di quanto non sia  necessaria la vicinanza fisica per dimostrare amore, una qualsiasi specie di amore.
Per esempio la Barbara corre qui per accompagnarmi all'ospedale.
E il suo papà ha fatto una cosa che non dimenticherò mai.
Andrea mi racconta le favole.
Marco, Giorgio, Enza e Andrea era come se li avessi qui con me, pronti a prendermi con la forza per portarmi da loro.
E ancora piccole cose, presenze mai assenti, lettere scritte senza fretta, parole offerte con cura.
Per esempio, appunto.

Sono queste le persone dalle quali ho sempre qualcosa da imparare.

Ma imparo anche da quelli con i quali non ho niente in comune - perché non l'ho mai avuto o perché si è perso per strada - imparo il loro modo d'essere affettuosi al limite della leziosità, la loro presenza inutile, la scatola vuota presentata bella infiocchettata, il profumo stucchevole del loro afflato.
Inutile, ma indispensabile per capire quale sia la reale differenza fra gente e persone.


Così com'è. Mi piace.


venerdì 7 marzo 2008

Senza titolo 179






in fondo agli occhi, pensieri




Ci sono delle volte che avrei infinita necessità di avere qualcuno affianco al mio passo, senza niente in cambio se non uno sguardo, e la sicurezza di essere compresa.

Volte in cui mi piacerebbe essere tutelata, qualcuno che ogni tanto pensi alle mie piccole distrazioni - prendermi dalle mani il bagaglio, prendermi per mano attraversando una via trafficata, accendermi una sigaretta e mettermela in bocca, ridere mentre mi si passa una caramella dalle labbra -

A volte mi chiedo dove sia tutto questo.
E semmai un giorno sarò pronta a riaverlo.

Ma anche no. E quindi per ora è no. Forse.
Che mi scappa da ridere se penso a quello stesso no che ripetevo mesi fa, e poi...e ci sorrido su, tenera.





La morte di Tina Lagostena Bassi è passata quasi in sordina.
E' vero che oggi si conoscono più le gesta di "camillo del grande fratello" e io mi sento indietro: possibile non lo conosca? L'ignoranza - la mia, nella fattispecie - dilaga.

Eppure la signora in questione ha contribuito a cambiare la vita di tante persone, la mia compresa - in quanto donna -
E a lei va tutta la mia riconoscenza postuma, oltre  a quella che le ho tributato in vita.








Le primarie negli United States. Massimo rispetto per il coinvolgimento popolare. Quello vero, reale.

Ora, ho scoperto che da noi ogni [pseudo] forza politica deve avere uno slogan. Dev'essere una cosa nuova.

Bella, perché mi fa ridere.

Dunque, quello che era stato definito l'unto dal signore si presenta con uno slogan vagamente religioso: rialzati Italia. Neanche fosse Lazzaro.

L'altro ha scelto invece una cosa davvero divertente: l'imitazione della frase con cui Barack Obama spera di diventare l'uomo più potente del mondo.
Yes, we can!
Perfetto, no? Da speranza, è messaggio di fiducia. Mi piace.
Tradotto in italiano è venuto un °si può fare°

Si può fare! Eppure mi ricorda qualcosa...non yes we can, che è bello e riempie la bocca.
No.
Il ricordo è un altro, ma fa ridere ugualmente: te lo ricordi Frankenstein jr?
Te lo ricordi si - può - fare! Te lo ricordi? E non ti fa ridere?
Quindi il giovanotto intende provare lo stesso procedimento?

Salviamoci la pelle. In Guinea Bissau, o dove volete.
Io me ne vado a Dublino.






mercoledì 5 marzo 2008

Senza titolo 178




♦ s o l l i e v o ♦






Se nonostante la difficoltà oggettiva arrivo dove voglio.

Se con un fascio di foto di me in mano mi siedo e leggo.

Se tengo in mano un foglio e ne assumo immediatamente tutte le negazioni del testo.



Mi basta questo per fare un respiro profondo, mentre mi guardo dentro e penso che ora - ora sì - devo solo imparare di nuovo.
Prendermi per mano e ricominciare a respirare.

Basta un respiro profondo e uno sguardo indagatore d'uno sconosciuto che in realtà sa di me più di quanto io pensi per atteggiare le labbra in sorriso. Le mie. Sorridono.
E gli occhi. Sorridono.

Basta un telefono che non smette un solo attimo di vibrarmi in tasca.
Domande in alcuni casi prevenute dalla mia risposta anticipata. E sollievo che avverto anche in loro.

Basta una marea di telefonate che non mi fanno dormire proprio quando ne avrei bisogno.
Una alluvione di parole e insulti scherzosi da chi davvero ha avuto il mio stesso brivido. Quasi.


E ora che si fa?

Forse - e dico forse - mi privo di una cosa che mi piace. Ma certamente avrò in cambio tanto altro. Cose piccole, quelle che mi piacciono e mi danno sollievo.
Poi ho fatto una promessa e mi tocca mantenerla.


E' che sono di buon umore. E questa è già una motivazione.




lunedì 3 marzo 2008

Senza titolo 177








ri . pensandoci




Con . tatto sto in mezzo alla gente. E a qualche persona.


Forse ri . sento {percepisco}  l'abbandono. E ne risento. Un poco.


Oggi, che non ho potuto sottrarmi alle domande. Riproposte quasi all'infinito. E armata dell'espressione più accondiscendente che abbia in repertorio ho risposto. A tutti.

E andrà avanti così per un po'.

Ma tant'è.

Una solitudine circolare.

In qualche modo mi piace. Come girarmi intorno. In tondo.

Non sedata. Magari implodente. O solo disinteressata al resto.


Che mi piace - mi piace - mi soddisfa - curarmi di me.




sabato 1 marzo 2008

Senza titolo 176





A parlar di donne o con donne troppo spesso mi viene la nausea.



Per una che apprezzo almeno cento ne disprezzo.


Detesto in particolar modo quelle che del piangersi addosso han fatto stile di vita, che non sanno mai quello che vogliono, che quando - ah certo, con infiniti sacrifici! - lo ottengono  si accorgono che no, effettivamente non era così che lo volevano.


Detesto la loro indecisione, il loro voler apparire bisognose d'affetto e di sesso degli angeli.


Detesto l'opportunismo di tante, troppe donne.
La loro facoltà di rigirare gli altri come fossero burattini, violentando la buona fede di chi davvero crede in quella presunta fragilità che altro non è che assenza di carattere.


Quelle che sanno bene di girare armate quando offrono una mano;  quelle che non danno niente per niente, che in cambio di una parvenza di carezza pretendono attenzione eterna, che si sentono spiazzate se avvertono d'essere solo un poco messe da parte e si ripropongono come una lama vestita di piume.


Mi infastidiscono anche le lagnose, quanto le prenderei a schiaffoni. Quelle che non parlano mai chiaro, che pretendono le si legga negli occhi (fantasiose...), quelle che sorridono sempre e hanno una parola buona per tutti.



Curatevi - abbiate cura di voi - ragazze, che prima o poi anche i bambini buoni aprono gli occhi.