Diario di una tranquilla giornata di Agosto
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Strano, fino a ieri notte pioveva e ora - guarda caso - è sereno.
Quel che vuoi fare è creare il contrasto, lo so.
Sono emozionata, forse.
Forse...mille parole, mille illazioni, mille presunzioni si coprono con queste due sillabe che
in fondo altro non sono che una scusa. Ma non sono qui per questo. Forse.
Mi aspettano. Non sanno chi io sia però sanno che c'è la novità; l'animale nel serraglio per una volta non sono loro ma l'ospite.
Non ne so niente e quello che trovo è un ritratto di varia umanità che è riesce a coinvolgermi come da troppo tempo niente e nessuno riusciva a fare. Provo a pensare a venticinque vite diverse che in comune hanno solo un elemento negativo, che prima di tutto sopravvivono e poi convivono sul fil di lama. Vince chi è più forte di sé stesso, chi riesce a superarsi e a dichiararsi morto prima di arrivare all'ultimo sospiro per poi vivere di nuono, ancora, finalmente.
Lascio che le loro parole mi coprano e sono tante, tantissime parole che alla fine vincono tutte le reticenze e forse anche un briciolo di vergogna e la umanissima rabbia verso coloro che generalmente filtrano quel che sentono nella strettissima maglia della morale comune.
Ascolto. Chiedo poco perchè le domande non hanno bisogno di punti interrogativi, qui dentro bastano gli sguardi e forse - forse - ne hanno trovato uno di un estraneo che non prova commiserazione ma eventuale sana curiosità. Conoscere, e basta.
Voglio dirvi grazie.
Sono molto, molto più ricca dentro, ora.