martedì 18 novembre 2008

Senza titolo 291





guarda gioia, vai a farti fottere


ma proprio così, senza alcun rancore: vai a farti fottere.

non c'è niente di meglio della delusione, per me, per farmi dare il giusto peso a fatti e persone.

continuo a dire che le aspettative sono pericolose ma peggio ancora è deludere il minimo sindacale dei rapporti umani e dell'onestà individuale.

la mia base di partenza è la fiducia totale verso il mio interlocutore: io non dubito a priori, mi piace crederci, forse sono anche un po' boccalona (anzi un luccio, come diceva il mi' pa': io credo a tutto) però non riesco e non voglio imparare ad essere prevenuta verso le persone.

certo questo mio modo di essere è terreno fertile per chi invece vive di stronzate e sotterfugi.

ma quando, dopo aver sbattuto contro il muro dell'evidenza, riesco a comprendere d'avere di fronte non un uomo -una persona- ma un castello di cazzate allora è il momento di dire basta.

quel che mi fa ridere è che pare quasi sia tu ad avercela con me. per questo è bello mandarti a farti fottere.
tu e la tua marea di parole inutili.






Ma.
Leggo un libro che è colmo di amore (bellezza, hai voglia di dire che l'amore non serve).
La Erika mi diceva non è il momento, non leggerlo adesso.
Ma si sa -lo sa anche la Erika- io ho bisogno di contrasti forti per innescare la miccia della reazione.

Che tu sia per me il coltello

Sono seduta in cucina, al buio e in silenzio. Penso a cose insignificanti, ma con un certo ritmo. Ondate ermetiche che crescono dentro di me.
Non capisco perché stia ancora scrivendo, cosa sia questo impulso che non mi abbandona.
Dopotutto non mi dà alcun sollievo. Ogni volta giuro a me stessa di fermarmi un attimo prima che la mano apra il quaderno. Voglio capire. Ma la mano è sempre più veloce di me.
Cerco anche di non pensare a te.
Ma tu, naturalmente, sei sempre più veloce di me.






Proprio per questo dico: vai a farti fottere.
Dove vuoi, con chi vuoi.



{e avere la certezza, un'altra volta ancora, che solo una persona non mi ha mai deluso. ti voglio bene, col cuore.}

 


sabato 15 novembre 2008

Senza titolo 290







Mi piace perché mi ricorda una piccola donna che ha detto -e sono folate, queste-

Mi piace perché scopre le carte e le butta sul tavolo tutte insieme e accetta che io le osservi distrattamente alla prima vista per poi prenderle in mano una per una, studiandole un attimo per poi buttarle di nuovo.

Mi piace perché non c'è silenzio neanche nelle parole sospese e nei discorsi interrotti da altri discorsi interrotti dal mio essere discontinua.

Mi piace perché non c'è nessuna reciprocità e nessun obbligo di informazione e quel che viene è tutto regalato e non ci si fa sconti e il sangue scorre sentito ma non visto.

Mi piace perché non ci si deve niente e tutto è affidato al caso che ci piaccia o meno e se non ci piace si cambia il caso e niente si dà per scontato perché il niente è quello che c'è già.

Mi piace che ci si scopra poco per volta per poi eventualmente riprendersi in mano e ricominciare da capo.


mi piacciono le tue mani curate, la tua bocca chiara, il ciuffo sugli occhi.
mi piacciono le tue gambe, il colore dei tuoi occhi.
mi piace chi ama gli animali e ha rispetto della morte in quanto dolore per chi rimane.
mi piaci perché non mi chiedi il sangue e non hai idea della gente morbosa che gira.
mi piaci perché potremmo fare l'amore senza ragioni apparenti ma solo perchè verrebbe naturale dopo aver parlato per ore.
mi piaci perché appartieni alla neve, come me.
e la nebbia non è un fastidio ma è sempre magica.
mi piaci perché hai buchi vuoti dentro e io, i miei, ho smesso di contarli.
insomma.
ecco.

mercoledì 12 novembre 2008

Senza titolo 289





take care



e così passa un giorno con gli occhi incantati a guardare il cielo basso
con la nausea che mi ricorda una notte livida e non abbastanza fredda
e l'ansia di pioggia che da quelle nuvole dovrà pur venir giù

un giorno di idee chiare e di musica bassa
con i sensi sottotono e gli occhi stanchi
canzoni che mi fanno pensare a anni passati come non so neanche io
e amori e tradimenti e abbandoni e sorrisi e viaggi

devo aver fatto male a qualcuno strada facendo
tanto quanto altri hanno fatto male a me
niente toglie al risultato di me oggi
pronta comunque a dimenticare o conservare in un angolo nascosto

un passato ingombrante ma di cui non mi pento
che affiora in ogni mio sorriso e in ogni carezza
in parole pensieri opere e omissioni

mi dimentico di dimenticarti a volte
e allora ti mischio ad altri pensieri
ti confondo con altri sapori
ti sento parlare in altra lingua
mi lascio sfiorare da mani che non sono le tue
rafforzando il mio essere altra

e intanto ha iniziato a piovere


domenica 9 novembre 2008

Senza titolo 288




it's useless anyway



E' stato casuale ma sono riuscita a indovinarne il senso.
Il senso inutile di un dolore sordo e cieco, un colpo sparato a caso e -guarda caso- lì c'ero proprio io.

Mi sono risvegliata sentendo il sapore delizioso del sangue in bocca.
Il delicato gusto dell'incanto che svanisce proprio mentre sono pronta a fare fuoco.
La fragilità della pelle quando le unghie infieriscono amorevolmente.
Il profilo aspro, il naso ebreo, le righe tondeggianti intorno alla bocca, i capelli sistemati con le bombe a mano.

Passo la lingua sui denti, i canini hanno la loro forma usuale.
Sollevo la testa dal cuscino, punto i gomiti sul materasso e continuo a sentire un respiro.
Ho mani nervose e contratte.
Ferma e immobile inizio a sentire i muscoli guizzare.
Concepisco l'assenza in concreto e in essenza.

Apro la bocca e al posto della parola una goccia di sangue fra le righe delle lenzuola.
Quindi ne ho ancora.
E mi alzo lieve e l'acqua mi utilizza come trampolino di lancio.
Splash.



.








venerdì 7 novembre 2008

Senza titolo 287





a beautiful thing




lo sai oggi ci volevi proprio tu
per farmi ridere appena ho risposto
per farmi sentire le labbra tendersi in un sorriso pieno
per farmi parlare
ma come ci riesci tu come se niente fosse
a farmi dire cose che non pensavo di riuscire a raccontare
e farmi piangere e ridere insieme
e sentirti arrabbiato per la mia rabbia
e deluso per la mia delusione
e dire le stesse cose nello stesso momento
come ti ho sentito vicino in quel silenzio dopo -e tu come stai-
e quanto ho imparato da te e quanto forse ti ho insegnato
quanto mi hai regalato e quanto ti ho regalato
il Dono
tu sei dentro di me
sempre
voglio ridere con te
sempre
ti tengo stretto
come mio amico e amico del mio cuore
sempre



martedì 4 novembre 2008

Senza titolo 286





Chissà se ci hai pensato.

Voglio dire, se hai pensato a quel che cazzo sarebbero state le conseguenze emotive del tuo comportamento.

Ma anche no. Ma anche no. Dovrei capirlo, dovrei saperlo. Dovrei.


Per esempio ho fatto la strada del ritorno con un livore dentro che mi saliva su e a tratti mi accecava. La strada vuota, libera, piena soltanto di me e di un bagaglio di pensieri che inondava le quattro corsie.

Un lunedì che porcaputtana era da un secolo che non ne vivevo uno così.
A domanda rispondevo -se rispondevo- come se mi avessero fatto un torto a rivolgermi la parola.

E intanto i dubbi mi aggredivano.

Quanto sono sicura delle mie certezze, di quel che ho detto a me stessa? Quanto sono sicura che quel che mi sono detta sia davvero quel che sento e non quel che vorrei sentire? -non sentire, meglio-
Quanto non sia una sorta di necessità di convincermi che non esista niente che mi rivolga indietro se non la rabbia per essermi confusa, per aver creduto, non aver dubitato né esitato?

Troppe domande, non ne ho voglia.

E non voglio neanche rabbia né scuse. Voglio solo risolvere questo nodo che ho nello stomaco, che mi lega e che mi fa pensare -ancora e ancora- che non ho sbagliato a crederci.






Intanto sarà un gran sollievo il fatto che le elezioni americane si concludano.
Eleggetevi questo presidente e toglietevi dalle balle, che ora il trend porta a parlare di recessione.

E poi si parlerà di pettinare le bambole e della pioggia battente e di segni zodiacali e alitalia.
Ovvero, tutte cazzate.
No?









domenica 2 novembre 2008

Senza titolo 285





no way out






strada e traffico e acqua
la pioggia lava via pensieri e stanchezza e tengo botta mentre vado incontro ad affetti e effetti contrastanti.

mi perdo dentro un'infinità di occhi cercando occhi che non voglio incontrare
l'aria ha il sapore della sfida verso me stessa
la certezza di dovere essere forte soprattutto per me
ti cammino sopra e ti calpesto sapendo di non farti male
e intanto aspetto la nota dell'indifferenza salvifica e del pensiero sterile
please wait
aspetto ma che arrivi in fretta

e intanto firenze è piena di fiumi di gente
l'uomo che si lava nella fontana
quello che mi si ferma affianco mentre il mio sguardo è impregnato di luce altra e mi dice sei bellissima
e mi scappa un sorriso a guardarlo sorridere
mentre continuo a fermare attimi e respiri
così sospesa e inquieta

è strana la consistenza di queste giornate
mi scivolano addosso e fra le dita si fermano sassolini che vorrei gettare lontano
fuori da me e oltre me
annegarli nel tempo perduto o in quello mai vissuto questo dovrebbe essere
via i fantasmi via le parole inutili via il senso di stizza via la piega di fastidio via gli occhi abbagliati da una luce che non c'è

e in tutto questo perdermi c'è la certezza di chi non mi delude mai
e fare il paragone è un gioco al massacro
non c'è sfida
fra chi non ha mai detto una parola di troppo pur sapendo che l'avrei desiderata
e chi ne ha dette troppe pur sentendo che io non le volevo
fra chi gioca duro e mi rimane impresso
e chi sfodera tenerezza e mi lascia segni inutili
fra chi fa parte del mio amore
e chi avrei potuto amare senza senso

intanto piove
la pioggia lava via